Bonding: come nasce il legame figlio-genitori

Credits: Corbis
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I film strappalacrime o i reality americani sul parto ci hanno abituati a pensare che il momento della nascita sia ormai standard: la mamma prima urla, poi piange dall'emozione nel vedere per la prima volta il suo cucciolo. Il papà sviene, ma alla fine si ritrovano tutti e tre innamorati e felici in una camera privata che non ha nulla da invidiare a una camera d'albergo. E se invece non andasse così?
In genere per le neomamme e i neopapà il momento in cui conoscono il proprio figlio, tanto atteso, è una circostanza bellissima, magica e indimenticabile. In alcuni casi però, i genitori vivono questa esperienza con meno intensità e per questo si sentono un po' in colpa e pensano di non essere dei bravi genitori solo perché non hanno provato subito nei confronti del bebè un amore immenso. Un amore da film.
Quando accade è normale, lo è molto più del colpo di fulmine perché i grandi amori sono nutriti giorno per giorno dalle emozioni che regalano. La maggior parte delle coppie si aspettano troppo. Se la scintilla non scocca subito non si tratta di un segno di non amore e il neonato non se ne accorgerà. Prima o poi, nel primo anno, a un certo punto appare. Garantito.

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L'attaccamento che si sviluppa tra genitori e bambino inizia fin dai primi attimi dopo il parto

Il massaggio neonatale aiuta il legame bambino-genitori. Una pratica dalle origini antiche...

Anche portare i bebè in fascia è importante per cementare il rapporto tra i genitori e i bambini...

Anche il papà può (e deve!) essere protagonista nel legame con il figlio. Fin da neonato.

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