Quando il neonato ha il raffreddore: come curarlo

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I neonati sono esserini estremamente delicati e bisognosi di cure e protezione. Le loro difese non sono ancora completamente formate ed è necessario adottare numerose misure di sicurezza per assicurarsi che crescano in salute.
Nonostante tutte le attenzioni non è cosa rara però che il bebè di casa prenda il raffreddore. Per prevenire e curare in modo efficace l’insorgere di questo fastidioso ospite è bene innanzitutto conoscerne le fonti principali.

“Le cause più frequenti del raffreddore nel neonato sono dei virus, principalmente appartenenti al gruppo dei Rhinovirus. Ci sono poi molti virus respiratori trasmissibili attraverso goccioline di saliva, e quindi attraverso starnuti e colpi di tosse, che danno origine al raffreddore. La prevenzione consiste quindi essenzialmente nell’adottare precise misure igieniche”. Ci spiega la Dott.sa Antonella Poloniato, neonatologa di Milano.

Come affrontare i primi nasini chiusi? Abbiamo chiesto all'esperta tutto ciò che c’è da sapere per prevenire e curare correttamente il neonato

Il bebè: un esserino delicatissimo il cui benessere dipende unicamente da noi.

Il bagaglio di difese immunitarie in un neonato è ancora piccolo, proprio come lui. Questo ne fa chiaramente un soggetto particolarmente a rischio e bisognoso di attenzioni costanti.

Un semplice raffreddore, se insorto in un neonato, può infatti rivelarsi davvero molto fastidioso ed è importante conoscerne sintomi e cause per prevenire e curare correttamente.

Una delle principali difficoltà data dall'ostruzione delle prime vie aeree può essere l’inibizione della funzione vitale principale del bebè, ovvero quella di succhiare il latte.
È fondamentale pertanto mantenere costantemente pulito il nasino con frequenti lavaggi nasali, per favorire la respirazione e facilitare il piccolo nell'operazione.
Se il bebè dovesse avere però ancora difficoltà a succhiare autonomamente, a causa di cavità nasali particolarmente otturate, è importante assicurarsi di fornire sempre un giusto apporto nutritivo e la quota alimentare giornaliera offrendo il latte, materno o artificiale, con un chucchiaino.
Questa possibile difficoltà mette a rischio, tra l’altro, anche l’idratazione del piccolo, che deve essere tenuta costantemente sotto controllo. Segnali di una corretta idratazione sono: la saliva, il pianto con le lacrime e il pannolino regolarmente bagnato.

Qualora la difficoltà ad alimentarsi dettata unicamente dall'occlusione delle cavità nasali si trasformi in un’incapacità di assumere la propria quota alimentare quotidiana, si manifestino segnali di disidratazione, apatia o difficoltà respiratorie è opportuno intervenire repentinamente portando il caso all'attenzione del medico.

 

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