galateo del cappello

Tanto di cappello. Il galateo per indossarlo con stile

Queen Elizabeth docet: il cappello è un tocco di eleganza, ma ha la sua etichetta! Ecco le fashion tips per evitare colpi di testa e fare sempre centro

Fino a qualche anno fa sembrava che il cappello fosse un accessorio ormai démodé, una creatura fashion d’altri tempi avvistabile solamente sui Royal o in serie TV come Downton Abbey.
Al massimo si portava in spiaggia, ma diciamoci la verità: con il tempo abbiamo perso la padronanza nel gestire le regole base del copricapo, accessorio simbolo di eleganza e bon ton con un’etichetta ben precisa.

Ma udite-udite: il cappello si sta facendo nuovamente largo nei guardaroba più chic (e nei nostri cuori!) e con lui l’esigenza di rispolverare le regole del galateo che ci aiutino ad indossarlo nel modo più appropriato.
Come scegliere le dimensioni giuste rispetto all’occasione? Quando è lecito portarlo ed è obbligatorio invece toglierlo? Ebbene sì, con il grande ritorno dell’accessorio dall’animo più nobile di qualunque altro, tornano i grandi dubbi esistenziali legati al suo impiego. Ma non temere: siamo qui per aiutarti e chiarire i punti più importanti.

Abbiamo stilato per te una mini-guida al galateo del cappello, ovvero un piccolo vademecum con le regole base a prova di Regina Elisabetta, che ti aiuterà a schiarirti le idee e a non improvvisare rischiosi colpi di testa in materia. Pronta a prendere appunti? Cominciamo.

Il cappello femminile: quando indossarlo

Lo sosteneva persino Coco Chanel: una donna non dovrebbe mai uscire senza cappello.
Ebbene sì, per le signore più raffinate il copricapo è sempre stato considerato come parte integrante della mise, nonché un tocco irrinunciabile di stile ed eleganza.
Ne consegue che, per le donne, non valgano le stesse regole che stanno invece alla base del galateo del cappello maschile.

Il copricapo femminile è infatti soggetto a molti meno vincoli e restrizioni: una donna può indossare il suo cappello quasi ovunque e, solo di rado, le si imporrà di toglierlo.
Il cappello per le signore è infatti assolutamente approvato nelle cerimonie formali - come un matrimonio - ma anche per un party super glamour, per lo shopping, per uno spettacolo teatrale o per un pranzo in un locale elegante. E che tu ci creda o no in tutti questi casi non sussiste l’obbligo di toglierlo da parte di colei che lo sta sfoggiando, a patto che non disturbi i presenti per dimensioni e ingombro.

Galateo del cappello
Credits: Getty Images

Il cappello femminile: quando toglierlo, quando evitarlo

Abbiamo detto che il copricapo per le donne presenta pochi vincoli di impiego, ma ovviamente esistono occasioni o luoghi in cui è invece buona regola toglierlo (o addirittura evitarlo).
In primis parliamo del posto di lavoro: quando si arriva nel proprio ufficio o ad un appuntamento formale al chiuso è bene non indossare il cappello, oppure levarselo insieme al capospalla al proprio ingresso.

Ma non è tutto ovviamente. Se per i pranzi in locali mondani il cappello è consentito (a patto che non sia a tesa larga o troppo voluminoso), non lo è altrettanto per riunioni domestiche informali con parenti e amici. Pertanto – potrà sembrare cosa ovvia - se ricevi ospiti a casa evita di accoglierli con un cappellino stile Kate Middleton. Se invece sei tu ad essere invitata potrai anche presentarti con tanto di cappello ma dovrai lasciarlo all’ingresso insieme al cappotto.

Infine parliamo di cinema e teatri. Lo abbiamo detto, certo: il cappello femminile è consentito se si va ad assistere ad uno spettacolo, ma solo a patto che sia di piccole dimensioni e non intralci la visuale di altri spettatori. Se così fosse, per galateo (e ancor prima per buona educazione), il copricapo dovrà essere tolto senza troppi tentennamenti.

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Il cappello femminile: dimensioni e modelli

Potrà sembrare banale ma, quando parliamo di etichetta in materia cappelli, le dimensioni e il modello dell’accessorio sono i fondamentali di cui tenere conto. Se è vero infatti che a una donna è consentito dal galateo indossare il copricapo in molti luoghi e occasioni di vario genere e sorta, è vero anche che la differenza la fa proprio il tipo di cappello sfoggiato.

Iniziamo dunque con la regola base, che riguarda in via generica la misura del cappello: decresce con l’avvicinarsi della sera. Lo sapevi?
E quindi via libera a modelli importanti ed elaborati, purché si tratti di occasioni diurne e preferibilmente all’aperto perché l’ingombro non deve mai essere un intralcio per gli altri commensali oppure per chi si occupa del servizio. Nello specifico poi, la tesa larga è appropriata fino alle prime ore del pomeriggio, quando il sole è ancora alto. Quindi attenzione.

Le restrizioni più importanti sono invece su modelli sportivi e unisex - come i berretti con visiera, i bucket hat, le cuffie in lana oi cappelli da pioggia - che vanno tolti sempre quando si entra in un luogo chiuso. Oltre che indossati esclusivamente su look casual e diurni.
Per appuntamenti serali invece - come una cena al ristorante o un aperitivo – l’etichetta impone di puntare dritta su fogge di piccole dimensioni, come baschetti o cloche. Non puoi sbagliare.

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Il cappello femminile: matrimoni and co.

Un capitolo a parte lo meritano senza dubbio i matrimoni e le cerimonie formali in genere. Situazioni in cui potrebbe venire davvero la tentazione di calarsi – almeno per un giorno – nei panni della duchessa di Cambridge (con tanto di cappellino coordinato alla mise). Ma sono anche occasioni nelle quali è davvero vietato sbagliare! Come comportarsi dunque?

Diciamo subito che - se un tempo era buona regola che fosse la madre della sposa a scegliere se indossare o meno il copricapo durante la cerimonia, condizionando di fatto le altre invitate - oggi in questo senso c’è decisamente più libertà. Ogni partecipante sarà quindi libera di valutare in modo autonomo se cedere o meno al vezzo del cappello. Salvo indicazioni di dress code particolari da parte degli sposi stessi ovviamente.
Va da sé che il cappello dovrà essere ben abbinato a outfit e acconciatura, mentre restano valide le stesse regole già citate in fatto di dimensioni e modelli.

E quindi? Quindi i cappelli a tesa larga sono ritenuti appropriati solo per matrimoni diurni e possibilmente all’aperto, per il resto è sempre meglio puntare su modelli piccoli come una bella veletta.
Ovviamente non ci sarà obbligo di togliere l’accessorio - né in chiesa né a tavola (sempre che le dimensioni non siano disturbanti) - ma va detto che arrivate a un certo punto della giornata potrebbe crescere il desiderio di mettersi un po’ più "in libertà".

Ebbene, il momento più opportuno per togliersi il cappello - secondo l’etichetta - dovrebbe essere scandito ancora una volta dalla madre della sposa o dall’invitata più anziana e autorevole; ma se nessuna figura di riferimento indossa un copricapo che si fa? Ti consigliamo di aspettare il termine del pasto, quando anche gli uomini inizieranno a togliersi la giacca e ad allentare la cravatta, ovvero un chiaro segnale di distensione dell’atmosfera a favore di un clima meno formale.

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