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Jasper Morrison

Chi è: Nato a Londra nel 1959 e cresciuto a New York, è una delle firme più quotate in circolazione. Adotta uno stile semplice e diretto, che trascende le mode per puntare all’utilità. I suoi oggetti sono spesso ispirati a forme d’uso tradizionali interpretate con nuove tecnologie. Ha collaborato con aziende come Alessi, Alias, Cappellini, Flos, Magis, Rosenthal, Vitra… Il piatto preferito? Spaghetti pomodoro e basilico.

La sua pentola è della serie “Pots&pans” di Alessi (2006). Con ampio raggio interno sul fondo, per un’ottima cottura, e coperchio “speciale”: vanta un’impugnatura formata da tre liste d’acciaio, che permette di sollevarlo con l’aiuto di un cucchiaio da cucina.

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Claudio Bellini

Vive e lavora a Milano, dove è nato nel 1963. Si è laureato in Architettura nel 1990 e sette anni dopo ha fondato “Atelier Bellini”, uno studio innovativo dedicato al design industriale. Molte delle sue creazioni hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Oggi collabora con (fra gli altri) De Sede, Driade, iGuzzini, Interstuhl, JVC, Fiam, Flou, Artemide, Barazzoni. E ama la “sua” ziggurat di bavette.

La sua pentola è “My pot“ di Barazzoni. Consente di appoggiare verticalmente il coperchio quando non lo utilizzi e, grazie al fondo termodiffusore alto 1 cm, di terminare la cottura a fuoco spento. Adatta ai piani a induzione, piace nel rapporto qualità/prezzo.

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John Pawson

Designer e architetto britannico (1949), noto per lo stile minimalista. È stato influenzato dal giapponese Shiro Kuramata, che negli anni ’70 e ’80 usava resine acriliche, vetro e rete di metallo per creare oggetti in apparenza fragili, galleggianti in un ambiente etereo. Dopo aver aperto il suo studio nel 1981, ha progettato dimore di figure culturali di spicco, gallerie d’arte e un’ampia varietà di edifici, dalle boutique ai monasteri.

La sua pentola è “Pawson” di Demeyere. Nasce dalla necessità di ottenere un’efficiente conducibilità termica senza riscaldare le maniglie, perfezionando al contempo i dettagli estetici della giunzione tra corpo e manico. Così si fondono complessità funzionale e semplicità formale.

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Stefan Diez

Designer nato a Monaco di Baviera (1971), ha lavorato prima con Richard Sapper e successivamente con Konstantin Grcic. Nonostante la giovane età, opera già per conto delle più rinomate aziende di design del lusso. Appartiene a una generazione di creativi che, riallacciandosi alla missione originaria del design, ripensa oggetti e forme espressive. Con tecnologie avanzate.

La sua pentola è della serie “Genio“ di Rosenthal/Thomas. Qui il classico stampo di acciaio inox viene abbinato a “coppe” in porcellana con coperchio, che lo contengono e possono essere portate direttamente in tavola. Così i cibi restano caldi e l’eleganza intatta.

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Konstantin Grcic

Nato nel 1965 e diplomato anche come falegname, ha creato mobili, lampade e prodotti per i marchi più prestigiosi: Agape, ClassiCon, Driade, Flos, Iittala, Magis, Moroso, Muji, Rosenthal e altri. Propone forme essenziali, semplici e minimal, ma senza mai dimenticare l’approccio umano, anzi combinando il rigore formale con ingegno e humour. Ama gli spaghetti all’arrabbiata.

La sua pentola è la casseruola “Al dente” di Serafino Zani. Il manico inclinato di grandi dimensioni rende la presa più salda e al contempo imprime personalità al progetto. L’appoggio del coperchio, su una sede “incavata” nella pentola, è più bello e sicuro.

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Richard Sapper

È uno dei “mostri sacri” del design internazionale. Classe 1932, ha condiviso esperienze con Gio Ponti
e Marco Zanuso, collaborato con aziende automobilistiche, progettato radio e TV per Brionvega, il telefono Grillo per Siemens, mobili e molti altri oggetti, fra cui la lampada Tizio di Artemide (1972). Il suo piatto preferito sono i Weiss Wurstel con senape.

La sua pentola è “La Cintura di Orione” di Alessi (1986), con esterno in rame e interno in acciaio. Progettata con la consulenza di chef internazionali e aggiornata nel 2006, fa parte di una serie costruita in diversi materiali a seconda dei metodi di cottura previsti.

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Rodolfo Dordoni

Architetto e designer milanese (1954), è stato responsabile della direzione artistica di Artemide (collezione vetro), Cappellini, FontanaArte, Foscarini, Minotti (dal 1998) e Roda (dal 2006). Fra le collaborazioni, si sprecano le aziende note: Dornbracht, Driade, Emu, Ernestomeda, Fiam Italia, Flos… Gli piace gustare fresche insalate e cucinare risotti e piatti a base di carne.

La sua pentola è il bollilatte “S-pot” di Sambonet. Punta sulla semplificazione delle forme: l’idea base è quella del “secchiello”, la cui forma diventa impilabile e facilita l’utilizzo e la pulizia quotidiana.

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Stefano Giovannoni

Nato nel ’54 e laureato in architettura a Firenze, è un progettista noto ed eclettico, di cui vengono conservate alcune opere perfino al MoMA di New York. Ha spesso trattato la plastica (sotto le insegne di Alessi e Magis, per esempio), trasferendo un aspetto ludico-affettivo a oggetti quotidiani. Piatto preferito: fusilli al tonno crudo con bottarga e frutti di cappero.

La sua pentola è “Mami” di Alessi (1999). Una reinterpretazione delle antiche olle in terracotta, di cui mantiene la forma “a due orecchie” (come cantava il poeta Catullo), nel funzionale, pratico e moderno acciaio.

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Uno stile tutto da… assaporare

Scoprire che riescono a emozionare anche disegnando una batteria di pentole non basta? Per chi desidera conoscere proprio tutti i segreti dei guru del design in cucina, in libreria è disponibile un volume piuttosto “succulento”: Le ricette dei designer – 70 progetti in punta di forchetta (Editrice Compositori, pp. 176, e19). Così potrai gustare un piatto pensato dallo stesso autore, per esempio, del tavolo su cui pranzi. Non a caso, come nell’introduzione sostiene il celebre chef Ferran Adrià, «cucinare è progettare con gli alimenti».