C come cappello: tutti i modelli da conoscere e riconoscere

Il cappello è un accessorio che ancora si conosce troppo poco. Tra tese, forme e stili è facile perdersi se non si conoscono tutti i modelli. Qui la tua guida definitiva.

Capello, gioia e dolore di ogni donna. Indispensabile d’inverno e vezzo di bellezza 365 giorni l’anno. Ma sei sicura di conoscerlo davvero?

Troppo spesso usiamo solo ed esclusivamente la parola cappello per definire tanti, anzi, tantissimi modelli che tra di loro si differenziano per mille e più motivi.

Ti mettiamo alla prova: conosci davvero i nomi dei cappelli?

Baseball cap

Lo dice il nome stesso: il baseball cap prende ispirazione dal mondo sportivo e, per anni, è rimasto relegato in quell’area. Oggi, invece, ha conquistato lo street style ed è stato declinato in tantissimi colori e materiali.

A caratterizzarlo è l’aletta che, in questo caso, deve essere ricurva mentre, i cap provenienti dalla cultura hip hop, li riconosci proprio per la visiera dritta e rigida.

Basco

Tres chic! Quando dici basco è impossibile non pensare alla Tour Eiffel, al croque madame e a un giro sulla Senna. Se c’è un cappello che è diventato simbolo sia di una cultura, sia di uno stile quello è sicuramente il basco.

Declinato in tantissimi materiali diversi, oggi torna a spopolare nella sua versione più classica: la lana.

Beanie

In italiano viene definito in così tanti modi che è quasi difficile identificarlo, sta di fatto che il beanie o cuffia è un grande classico che non ci abbandona mai.

Must have d’autunno e d’inverno, questo cappello diventa una coccola dolce con le temperature più basse grazie alla lana e al cashmere con cui viene realizzato. Nel corso degli anni si è evoluto e trasformato arricchendosi di motivi, applicazioni e, perché no, di velette.

Borsalino

È il classico cappello per le occasioni importanti, visto e rivisto sia su look eleganti sia per spezzare la monotonia di outifit fatti di jeans e biker.

C’è da fare una precisione però, se ha la tesa da 6cm è un borsalino, se la tesa aumenta a 8cm si chiama fedora e, infine, il trilby che ha una tesa molto stretta.

Bucket hat

Letteralmente il cappello a secchio meglio noto, anche, come il capello alla pescatora. Nelle sfilate dei più grandi brand è tornato prepotente questo modello, solitamente declinato in materiale tecnico.

Un vero ritorno agli anni ’90 dove, tutti, prima o poi ne abbiamo avuto uno. Sei pronta a indossarlo con un look urban?

Colbacco

Freddo fa rima con colbacco. Il tipico cappello utilizzato durante i gelidi inverni russi, oggi, diventa un must have dei look più sportivi.

A caratterizzarlo le porzioni laterali a protezione delle orecchie e l’imbottitura, tendenzialmente, in pelo. La novità? Deve assolutamente essere maxi!

Cloche

Per capire meglio cosa è un cloche dobbiamo arrivare fino agli anni ’20. In quel decennio, infatti, le donne usavano tantissimo questa tipologia di cropricapo che ricorda una campana calata sul viso.

Paglietta

In inglese viene definito boater hat, mentre in italiano è conosciuto più come paglietta e, per questo, valutato solo per il periodo caldo.

Oggi, disponibile anche in versione invernale fatto di lana, è uno dei cappelli sfoggiati specialmente da chi ama le misure extra large.

Pamela

Se c’è un cappello per l’estate quello si chiama Pamela. Solitamente in paglia è caratterizzato da una tesa piatta e molto ampia: l’ideale per chi non vuole essere colpita da nessun raggio solare.

Pillbox

Senti il sangue reale scorrerti nelle vene? Per te i royal non hanno alcun segreto? Allora se la persona giusta per indossare il pillbox: un piccolo cappello dalla forma rigida che viene poggiato sulla testa.

Super chic e dall’allure vintage.

Stupida

Assomiglia alla coppola siciliana, ma è leggermente più strutturata e con la visiera a vista. La stupida, che prende il nome dal cappello militare, oggi è uno dei must have per le fashion lover.

Perfetto anche per chi sfoggia un taglio corto e mascolino.

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