Lui, nel 2020: da Milano Moda Uomo tutte le tendenze per la prossima primavera estate

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La quattro giorni di moda meneghina si è conclusa, rivelandoci le tendenze più cool e glam che vestiranno l’uomo per la bella stagione del prossimo anno. Da Marni a Fendi passando per Versace e Giorgio Armani, ecco il recap di Milano Moda Uomo

Glamour, minimal, elegantissimo e sexy: ecco come sarà l’uomo nel 2020, secondo le interpretazioni di chi se ne intende. Stiamo parlando degli stilisti che hanno presentato le collezioni per la primavera estate 2020 in occasione di Milano Moda Uomo, la quattro giorni di sfilate tenutasi dal 14 al 17 giugno all’ombra della Madonnina.

Il dandy 2.0 di Ermenegildo Zegna

Il flaneur urbano, amante dello stile rétro ma rivisitato in chiave iper contemporanea: ecco chi è l’uomo di Ermenegildo Zegna. Anzi: ecco chi sarà l’uomo di Ermenegildo Zegna, quello protagonista della prossima primavera estate. Un’ibridazione tra minimalismo chic ed eccessi materici, per un risultato che si addice all’uomo multitasking targato 2020.

Blazer con texture satinate, completi in raso e seta per risplendere di charme ma anche pattern ipnotici e motivi optical che decorano trench pieni di personalità.

Le inclinazioni più biker e greaser non rimangono a bocca asciutta: giubbini di pelle cropped a mezze maniche reinterpretano il chiodo, il mitico capospalla maschile commercializzato con il nome di “Perfecto” e reso celebre da Marlon Brando nel film “Il selvaggio”. E i bomber diventano oversize, dimostrandosi così ampie tele su cui si sbizzarrisce la palette cromatica dei pastelli.


Sfilata di Ermenegildo Zegna per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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Il tocco Seventies con consapevolezza di oggi per l’uomo di Marni

Lo stile eclettico di Francesco Risso, direttore creativo di Marni, non si smentisce mai. Anche per la collezione primavera estate 2020, le proposte sono varie, versatili ma tutte con un fil rouge che intesse ogni capo: eleganza di matrice d’antan.

L’uomo Marni della prossima stagione estiva ama field jacket e giubbotti mimetici, nuance neutre e toni soft tuttavia ciò che disdegna è mimetizzarsi tra la folla, nonostante le premesse possano indurre a crederlo.

Anche se i colori non sono accesi e i disegni strizzano l’occhio al vintage targato anni Settanta, le creazioni firmate Marni sono sì reinterpretazione del decennio fatto di blazer di pelle nude, flower power e peace & love, ma interpretazioni in chiave attualissima.

A patire dallo scenario: un tetto di bottiglie trattenute da una rete simboleggia l’invasione dei rifiuti e della plastica negli oceani. E tutta la spazzatura recuperata dal mare e dai boschi sarà riciclata e riutilizzata per il prossimo set di settembre, quando sfilerà la collezione donna.

Anche i cappelli sono composti di rifiuti, opere dell’artista Shalva Nikvashvili, mentre le spille d’argento della giapponese Kazuma Nagai rappresentano animali estinti o in trasformazione genetica. Un "j’accuse" molto chiaro, gridato all’umanità e al mondo intero.

La collezione di Marni guarda al dress code dei circoli di golf così come alle mise che caratterizzavano i produttori discografici di musica hip hop ai suoi albori, con un omaggio ai Seventies che suona proprio come dichiarazione d’amore.

Anche il tartan non manca all’appello, vestendo di grunge dal retrogusto scozzese che si alterna al fascino setoso del raso in colorazioni preziose che vanno dallo smeraldo al turchese, dal corallo all’ametista.


La sfilata di Marni in occasione di Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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L’uomo punk di Versace, in omaggio a Keith Flint dei Prodigy

Keith Flint, il cantante dei Prodigy scomparso nel marzo 2019, era un grande amico di Donatella. E la sfilata per la collezione uomo primavera estate 2020 non solo è dedicata a lui ma lo rende proprio protagonista assoluto.

Dalle capigliature tinta fluo con cresta tipiche del look "aggressive" che caratterizzava il frontman della band elettropunk britannica fino alle borchie, al denim strappato e agli shorts, gli outfit consacrati da Flint come iconici di un’epoca hanno ispirato Versace per le sue nuove creazioni.

Anche l’animalier non manca e rende più graffiante e grintosa una giacca o un blazer, tanto più se dal finish lucido del vinile e del pvc.

Camouflage e tie-dye ma anche bicolore e addirittura bi-fantasia, come per i completi metà neri e metà principe di Galles: le parole d’ordine sulla passerella di Versace sono “osa, sperimenta, mescola e shakera”. Il risultato? Inebriante.

E se Donatella è come sempre la prima donna, stavolta un po’ di protagonismo se l’è dovuto spartire con una Irina Shayk in stato di grazia che ha preso parte alla sfilata indossando cravatta e completo maschile.


La sfilata di Versace per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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L’uomo stellare di Etro omaggia Star Wars e viene dal deserto anni Settanta

Kean Etro celebra la saga fantascientifica di George Lucas, rendendo Star Wars protagonista della sua capsule di t-shirt, felpe e bomber che saranno in vendita a partire dal 1° luglio.

Una carrellata di personaggi mitici che torneranno il prossimo autunno nel nono capitolo dell’epopea, intitolato "L'Ascesa di Skywalker". E l’ambientazione della sfilata rievoca il deserto, esattamente come lo scenario con cui il primo Guerre Stellari del 1977 si apre (il deserto di Tatooine che ha due lune).

Giacche dal taglio sartoriale, jeans che appaiono slabbrati e sbrindellati dal vento e dalla tempesta di sabbia, casacche portate a pelle sotto ai ponchi.

Da un lato si intravedono i Tuareg, con tuniche e pantaloni fluidi dai colori neutri e polverosi, dall’altro il ribelle che indossa il bomber collegiale dal sapore anni Sessanta.

Anche il decennio immediatamente successivo, quello sei Seventies, ispira la collezione 2020, tra giacche scamosciate, blazer in fantasia floreale e jeans a gamba ampia dal lavaggio chiaro.


La sfilata di Etro per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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La sfilata di Etro per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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Il revival del gilet secondo Giorgio Armani

Tutti i riflettori sono puntati su di lui: il gilet che ha sfilato in ogni salsa sulla passerella di Giorgio Armani!

Per la collezione dell’anno prossimo il capo smanicato per eccellenza torna a fare parlare di sé. E lo fa nella sua versione più alta, quella solitamente sfoggiata alle cerimonie: il panciotto, il sotto-giacca prediletto di sposi e cerimonianti in generale, rivive una nuova primavera abbinato a shorts e pantaloni Capri dall’anima più casual.

Anche i completi con giacca à la coreana e quelli in seta modello pajamas ravvivano le passerelle con texture liscissime, superfici lucide e dettagli preziosi. Infine, il new black di Giorgio Armani per il 2020 è un mix di grey & brown, con un risultato elegante ma anche selvaggio che rievoca le tinte terrose. Che ben si sposano con il lino di giacche e pantaloni.


La sfilata di Giorgio Armani per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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La sfilata di Giorgio Armani per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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La sfilata di Giorgio Armani per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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La sfilata di Giorgio Armani per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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L’esploratore green di Fendi

Silvia Venturini Fendi ha scelto come scenario per presentare le sue creazioni il meraviglioso parco di Villa Reale a Milano.

Qui, en plein air, ha sfilato il suo esploratore urbano, chic e misurato in ogni particolare per non compromettere l’armonia della natura che lo accoglie. Un uomo che si mimetizza tra il verde così come nel grigio della città, grazie alla predilezione di palette neutre che fanno dell’opacità un vero e proprio mood.

Tute in cotone verde militare, jumpsuit in denim fluido dal lavaggio chiaro, completi blazer e pantaloni Capri sui toni del beige.
I capi che strizzano l’occhio al workwear diventano chic: le salopette, le tute one piece, gli anorak, i trench e i pantaloni cargo si animano di eleganza, arricchendosi di spacchi, traforature e motivi cut-out.

Le nuance sono quelle cremose ed elegantissime del gelato alla nocciola e alla vaniglia, fresche ma mai sbarazzine. Raffinatezza, bonton ed ecosostenibilità, ecco cosa ha dettato legge sulla passerella di Fendi.

Per questa sfilata, il direttore creativo della maison si è avvalso della collaborazione del regista Luca Guadagnino che ha scelto la location, la colonna sonora firmata da Ryuichi Sakamoto e il casting dello show.

Guadagnino ha pure ricreato digitalmente le stampe con linee multicolor e pattern geometrici a scacchi e strisce battezzate “Botanics for FENDI”. Le sue creazioni appaiono sui capi sartoriali in cotone, sulle tote bag in nylon, sui capispalla in organza e anche sulla borsa Peekaboo in rete.


La sfilata di Fendi per Milano Moda Uomo primavera estate 2020.

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