Il cinema con tanto di cappello

Credits:
1 4

«Buona fortuna, bambina» augura Humphrey Bogart a Ingrid Bergman nell’indimenticabile finale di Casablanca. Una scena entrata nel mito grazie agli occhi di lei, straziati dall’addio. E grazie alla tesa del cappello che le tratteggia un’ombra obliqua sullo sguardo, come segno di dolore interiore. A falda larga, di feltro o con le piume, il cappello è uno status symbol da sempre legato al cinema e ai suoi personaggi: pensare a John Wayne o a Indiana Jones senza quest’accessorio o immaginare Stan Laurel e Oliver Hardy, in arte Stanlio e Ollio, privi delle bombette da calpestare durante le loro esilaranti liti è un’impresa ardua.

Un mostra alla Triennale di Milano dal titolo: Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie. Un'esposizione, fino al 20 marzo, che celebra il cappello: protagonista sia nel cinema che nella vita... Capace di sedurre, mascherare e divertire...

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te