Altro che talento, tecnica o resistenza: è la meditazione il segreto dei trionfi dei campioni dello sport. «Ha rafforzato la mia determinazione e la fiducia in me stessa e mi aiuta a ridurre l’ansia e lo stress da competizione» ha raccontato la campionessa di sci alpino Marta Bassino che con le sue gare quest’anno sta lasciando tutti a bocca aperta.

Per il tennista numero uno del mondo, Novak Djokovic, praticare è come un reset: «Mi permette di restare calmo e concentrato a dispetto di quello che succede in campo». «Meditare è una parte fondamentale del mio allenamento» ha aggiunto invece il cestista dell’NBA Danilo Gallinari.

A questo punto forse ti starai chiedendo come lo stare seduti immobili a “fare om” possa fare la differenza in una performance atletica. «Qui sta l’errore» avverte Marcello Zoni, psicoterapeuta e psicologo dello sport (www.studiogrounding.it). «Molti credono che la meditazione sia qualcosa di simile alla religione, una specie di “trance”. Invece è tutto il contrario: la meditazione è una disciplina che insegna ad acquisire una consapevolezza profonda di sé e a concentrare l’attenzione unicamente sul qui ed ora».

Cosa significa saper restare nel presente

Occhio, però, niente a che vedere con fatalismo o passività. Saper restare nel presente significa accogliere ciò che l’esperienza del momento ti presenta, anche se è un dolore fisico, un pensiero che ti tormenta o l’eccitazione che ti travolge.

Federica, 23 anni, di Roma, tennista e “praticante” da due, sa fin troppo bene di cosa si parla: «In campo mi sembrava di giocare due partite contemporaneamente: una con l’avversario e l’altra con me stessa, con i miei dubbi, l’insicurezza e l’ansia» racconta con amarezza. «A volte, servendo per il match point, pensavo esultando “Ce l’ho fatta” e senza accorgermene, non so come, mi ritrovavo sotto. Altre, la paura di perdere era tale che in testa non avevo altro che la sconfitta:più mi dicevo di reagire, che potevo farcela, più sbagliavo».

La meditazione applicata allo sport

È questa la lezione numero uno della meditazione applicata allo sport: di fronte alle emozioni negative, non bisogna reagire con comportamenti impulsivi, ma elaborare le risposte più appropriate per il raggiungimento del risultato. Un insegnamento figlio di un approccio al mental training unico e innovativo: «Le tecniche tradizionali, come il training autogeno, per esempio, puntano soprattutto a potenziare il controllo delle emozioni e a “eliminare” l’ansia, attraverso esercizi di rilassamento» spiega lo psicologo dello sport. «La meditazione, al contrario, insegna a riconoscere, accogliere e gestire tutte le emozioni che ci attraversano senza evitarle, censurarle o esserne travolti».

Secondo studi scientifici, in termini quantitativi, questo si traduce in:

– una diminuzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress;
– un aumento dell’ossigenazione del sangue e quindi della resistenza;
– un miglioramento delle abilità percettive e cognitive, cioè della capacità di concentrarsi e direzionare l’azione sull’obiettivo.

CORTINA D'AMPEZZO 2021 Marta Bassino
Marta Bassino è l’atleta di punta della spedizione azzurra ai Mondiali di sci in corso a Cortina (fino al 21 marzo). Sulla neve eleganza e leggerezza sono il suo marchio di fabbrica e la meditazione la sua arma vincente: «Sono una ragazza molto felice. E calma. Con una leggerezza tutta mia» ha raccontato. «La meditazione che pratico da due anni mi ha aiutata a portare equilibrio e centralità sulla pista e fuori».

I benefici della meditazione per tutti gli aspetti della vita

Benefici utilissimi non solo nello sport ma in tutte quelle situazioni nella vita quotidiana, nel lavoro o nello studio, in cui le emozioni negative, lo stress e la paura di sbagliare o di non essere abbastanza rischiano di farci cadere a un passo dal traguardo.

Come è successo a Virginia 36 anni, cantautrice milanese. «La musica è la mia passione e la mia quotidianità e i concerti dal vivo il momento più magico per ogni artista. Eppure sul palco non facevo altro che pensare: ma l’altra volta non c’era più gente? Faccio schifo? E se sbaglio il tempo di entrata sul prossimo brano?» racconta. «Così, il live invece di una festa si trasformava in una prova di resistenza per riuscire ad arrivare alla fine. Ora, prima di salire sul palco, medito. E resta solo la gioia della musica e l’emozione della gente» spiega con gli occhi che le brillano.

Più facile a dirsi che a farsi, però: a cominciare dal tipo di meditazione da scegliere, visto che le pratiche sono tantissime. «Si va da quella trascendentale, orientata alla ricerca della pace interiore, a quella Kundalini che mira a un migliore equilibrio emozionale» spiega Luna Carulli, counselor a mediazione corporea, esperta in tecniche psico-corporee.

La mindfulness ti prepara alle sfide

La più adatta per prepararsi alle sfide, sportive e non, è la mindfulness. «Oltre a concentrarsi sul presente, infatti, insegna l’osservazione senza giudizio e la trasparenza emotiva, che mira a non essere in balia delle nostre emozioni» spiega l’esperta. Tutte componenti che:

– potenziano la performance
– abbassano l’ansia da competizione

Attenzione però, prima di vedere i risultati ci vogliono almeno due mesi. «Il protocollo classico prevede 8 settimane di pratica, con un esercizio quotidiano di almeno mezz’ora al giorno per coltivare le proprie capacità di auto-esplorazione del corpo e “presenza mentale”».

Federica conferma: «All’inizio non capivo: l’osservazione del respiro, gli esercizi di “body-scan”… Poi, mentre per l’ennesima volta cercavo di ri-concentrarmi sulla sensazione dei miei piedi sul pavimento, ho realizzato: “Sto imparando a resistere all’impulso del mio corpo che scalpita e alla foga dei pensieri che mi assorbono”. Ora riesco a farlo anche in campo: e invece del rimuginio sui miei errori ascolto l’aria che entra e esce dalle mie narici e aspetto il momento giusto per colpire». Ma in pratica, cosa vuol dire meditare? Federica e Virginia non si conoscono neanche, ma danno la stessa risposta con gli occhi che brillano: «È quando smetti di pensare a come stai facendo una cosa e perché e, invece, semplicemente, la fai!».


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I tuoi primi 5 minuti di meditazione

Vuoi cominciare anche tu a sviluppare una consapevolezza più profonda? Inizia con l’osservazione del respiro. Imposta un timer di 5 minuti (progressivamente potrai estendere la durata).

Mettiti in una posizione comoda, meglio se seduta con la schiena dritta e poni attenzione all’aria che entra e che esce dalle tue narici. Se ti accorgi che la mente comincia a vagare, semplicemente ridireziona la tua attenzione sul respiro, lasciando andare ogni altro pensiero.

Alla fine chiediti: quante volte ti sei distratta? Quali pensieri ti sono passati per la testa? E come ti senti ora?