La pandemia ha costretto i marchi della moda a rivedere interamente le loro strategie di comunicazione. Tolta la possibilità di far svolgere le fashion week nella maniera consueta, i brand del lusso nell’ultimo anno iniziato a sperimentare con format differenti da distribuire sulle piattaforme digitali, e i grandi eventi una volta affollati di addetti ai lavori, celebrity e facoltosi clienti sono diventati ora uno show aperto al pubblico. Passare al digitale non è facile: intanto perché tolta la fanfara dell’evento, e la sua esclusività, rimangono a farsi notare solo i vestiti, e l’idea del designer che li ha progettati; quindi perché una sfilata digitale non può ridursi a un evento registrato da mettere online, ma deve generare interesse e intrattenimento. Tutti questi ragionamenti sono tanto più veri nel caso dei quattro giorni di sfilate haute couture, svoltesi a Parigi dal 25 al 28 gennaio.

Annullati anche i red carpet, dove i favolosi abiti dell’alta moda finivano sulle celebrity, si è passati su Instagram, con Kim Kardashian che indossa un bustino Schiaparelli per farsi una foto con i figli durante le feste di Natale, anticipando così la collezione che avrebbe sfilato, e Lady Gaga che l’ha indossato per l’Inauguration Day, contribuendo a creare interesse intorno alla nuova direzione creativa di Daniel Roseberry. Sbarcando online, le sfilate sono diventate davvero più democratiche: sebbene gli abiti rimangano per pochissimi, lo sforzo dei marchi è di creare contenuti che permettano agli spettatori di entrare nel loro mondo, spalancando quelle porte che storicamente sono sempre state chiuse. E se non altro, condividendo bellezza.

Il secondo corto di Matteo Garrone per Dior 

https://www.youtube.com/watch?v=jYOrGvVh7mk&ab_channel=ChristianDior

Dopo la prima esperienza dello scorso luglio, la direttrice creativa Maria Grazia Chiuri collabora per la seconda volta con il regista Matteo Garrone per la collezione haute couture Primavera Estate 2021. Una fanciulla si aggira nelle stanze del castello di Sammezzano, in Toscana: è Agnese Claisse, figlia primogenita di Laura Morante e George Claisse, che nel corso del video è seduttrice e innocente, uomo e donna. La collezione è ispirata ai tarocchi, così come le atmosfere sognanti di Garrone: piacerà agli appassionati di astrologia e simbolismi.

La couture aliena di Valentino

Sfila nelle magnifiche sale della Galleria Colonna a Roma la collezione haute couture di Valentino, intitolata Code Temporal. La colonna sonora è affidata a Robert Del Naja dei Massive Attack, che ha collaborato con il direttore creativo Pierpaolo Piccoli per dar vita a una performance elegante e raffinata, dove gli abiti si mescolano alla grandiosità della sala e all’apparente freddezza dell’elemento digitale, suggerito dalla musica e dalle maschere che indossano i modelli. Sfilano anche gli uomini, assieme a donne issate su zeppe vertiginose: Piccoli riscrive ancora una volta i codici del marchio, traghettandolo nella contemporaneità. 

La festa delle donne di Chanel

Virginie Viard, che ha ereditato la direzione creativa di Chanel dopo la morte di Karl Lagerfeld nel febbraio del 2019, ha affidato il racconto della collezione haute couture Primavera Estate 2021 al regista, fotografo e graphic designer olandese Anton Corbijn, già autore del film di culto Control (2007), che racconta la vita del leader dei Joy Division Ian Curtis. Le ragazze e le donne vestite Chanel scendono nel film le scale del Grand Palais, come se dovessero riunirsi per una festa in famiglia, ritratte a colori e in bianco e nero, com’è nella cifra stilistica di Corbijn. «Adoro le grandi riunioni di famiglia, quando tutte le generazioni si incontrano. E questo è lo spirito di Chanel, oggi», ha detto Viard nel raccontare la collezione.

La couture surreale di Schiaparelli 

Daniel Roseberry ha festeggiato lo scorso maggio il suo primo anno alla direzione creativa di Schiaparelli, dove è arrivato con il compito di riaccendere l’interesse verso un marchio che ha fatto la storia della moda che sembrava aver perso la sua presa sul contemporaneo. Per la collezione Primavera Estate 2021 il designer americano ha voluto celebrare il corpo femminile, esagerandone con ironia le forme come sarebbe piaciuto a Elsa, che il marchio lo aveva lanciato dal suo appartamento parigino nel lontano 1927. Così bustini che riproducono gli addominali, scollature vertiginose sul lato B e orecchini giganti: nel nuovo Schiaparelli c’è tanto del Dna storico del brand. Gli occhiali-accessorio con cui non si vede nulla? Sono già richiestissimi dalle clienti dell’alta moda, dicono i ben informati.

Il debutto di Kim Jones da Fendi

Kim Jones è uno dei più bravi in circolazione. Classe 1973, londinese di origine, studente prodigio della Central Saint Martins di Londra, ha rinvigorito la linea uomo di Louis Vuitton prima (ora passata all’americano Virgil Abloh) e Dior Homme poi, sdoganando le collaborazioni tra marchi del lusso e marchi streetwear, portando per prima Supreme in passerella con una collezione diventata ormai di culto. Da Fendi arriva a misurarsi, però, con un territorio sconosciuto, quello della moda donna, e per di più con la couture: la prima prova è sempre la più difficile. La collezione di debutto, ispirata a Virginia Woolf, non è riuscitissima, ma non si giudica mai dall’esordio: in attesa di vedere come continuerà il suo percorso, ha portato in passerella Kate Moss, accompagnata dalla figlia Lila, Christy Turlington, Cara Delevigne, Naomi Campbell, Bella Hadi e anche Demi Moore.