Un sogno: il guardaroba di Chanel

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    La borsa a tracolla Chanel nasce nel 1929. Funzionale ed estremamente femminile, resta ancora oggi un vero e proprio elemento di stile. Con l'evolversi del gusto la bag è stata interpretata in numerose versioni ma la concezione di base è rimasta sempre la medesima. Nel febbraio 1955, nasce il modello dotato di fori dove far passare la catena, prende vita la leggendaria "2.55"!

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    La borsa a tracolla Chanel nasce nel 1929. Funzionale ed estremamente femminile, resta ancora oggi un vero e proprio elemento di stile. Con l'evolversi del gusto la bag è stata interpretata in numerose versioni ma la concezione di base è rimasta sempre la medesima. Nel febbraio 1955, nasce il modello dotato di fori dove far passare la catena, prende vita la leggendaria "2.55"! Qui, in rosa tie and dye. Eterna come la sua creatrice.

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    La bigiotteria o "bijoux couture" per Chanel è stata un elemento fondamentale, capace di mettere in risalto la sobrietà estrema della sua moda. Un gioco di contrasti tra un look di una semplicità classica e una magnificenza propria del barocco nei gioielli. Coco si ispirò alle parure delle "cocottes" e ai gioielli di teatro. Con il granduca Dimitri, scoprì le ricchezze della corte di Russia e riprodusse le corone e le croci degli Zar. Studiò i tesori imperiali di Monaco e di Vienna, visitò le collezioni dei palazzi e dei musei di Firenze e Venezia. E ancora, l'antico Egitto, i Medici e lo stile del Rinascimento. Dopo la sua morte, i cosidetti "bijoux couture" in pietre semi-preziose e finte spariscono nel tempo. È Karl Lagerfeld a introdurli nuovamente nel 1983.

    La camelia, fiore di Coco, ritorna anche nei gioielli come  sulla spilla "Camélia" in oro bianco 18 carati, impreziosita da 195 diamanti di cui 1 centrale ovale di 2,5 carati e 934 zaffiri blu per un peso totale di 67 carati.

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    Le prime giacche di Chanel furono fatte prima degli anni venti, quando Gabrielle Chanel cominciò a usare un jersey fluido e malleabile. Non importa come cambiava la moda, la giacca Chanel era comoda e facile da portare a dispetto di una moda che imponeva rigidi tessuti e corsetti. La costruzione di questo capo segue, ancora oggi, regole precise. Il più importante tra tutti è legato alla fodera interamente in seta che nasconde al suo interno  una sottile catena che permette alla giacca di cadere perfettamente in verticale. Questo sofisticato dettaglio è la vera firma di Chanel, unica maison di moda ad "appesantire" le giacche in questo modo. Dal 1983, Karl Lagerfeld è riuscito a reinventarla e reinterpretarla trasformarla in una creazione atemporale, desiderabile e unica.

    Qui un modello della collezione autunno inverno 1986.

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    La bigiotteria o "bijoux couture" per Chanel è stata un elemento fondamentale, capace di mettere in risalto la sobrietà estrema della sua moda. Un gioco di contrasti tra un look di una semplicità classica e una magnificenza propria del barocco nei gioielli. Come questi anelli di Chanel Joaillerie...

    Anello "Mademoiselle" in oro rosa 18 carati, impreziosito da zaffiri rosa, viola, gialli, arancioni, 3 perle di pietre sfaccettate (ametista, citrino e quarzo rosa) e da una perla di acqua dolce arancione.
    Anello "Mademoiselle" in oro rosa 18 carati impreziosito da zaffiri gialli, arancioni e rosa, una perla arancione, un citrino e un'ametista sfaccettata.
    Anello "Mademoiselle" in oro rosa 18 carati impreziosito da zaffiri arancioni e viola, diamanti e un citrino sfaccettato.

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    La bigiotteria o "bijoux couture" per Chanel è stata un elemento fondamentale, capace di mettere in risalto la sobrietà estrema della sua moda. Un gioco di contrasti tra un look di una semplicità classica e una magnificenza propria del barocco nei gioielli. Coco si ispirò alle parure delle "cocottes" e ai gioielli di teatro. Con il granduca Dimitri, scoprì le ricchezze della corte di Russia e riprodusse le corone e le croci degli Zar. Studiò i tesori imperiali di Monaco e di Vienna, visitò le collezioni dei palazzi e dei musei di Firenze e Venezia. E ancora, l'antico Egitto, i Medici e lo stile del Rinascimento. Dopo la sua morte, i cosidetti "bijoux couture" in pietre semi-preziose e finte spariscono nel tempo. È Karl Lagerfeld a introdurli nuovamente nel 1983.

    Spilla "San Marco"  in oro bianco 18 carati, impreziosita da 1 perla dei Mari del Sud di 13,3 mm di diametro, 3 berilli verdi, 5 berilli gialli, 4 ametiste, 4 tormaline, 4 acquemarine e da 315 diamanti per un peso totale di 3,55 carati. Della collezione Chanel Joaillerie.

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    La bigiotteria o "bijoux couture" per Chanel è stata un elemento fondamentale, capace di mettere in risalto la sobrietà estrema della sua moda. Un gioco di contrasti tra un look di una semplicità classica e una magnificenza propria del barocco nei gioielli. Come questi anelli di Chanel Joaillerie...

    Anello "Byzantine" in oro giallo 18 carati, impreziosito da 4 diamanti taglio brillante, da 1 citrino di 3,50 carati, 4 ametiste per un peso totale di 11 carati e 4 tormaline rosa per un peso totale di 1,50 carati.
    Anello "Byzantine" in oro bianco 18 carati, impreziosito da 4 diamanti taglio brillante, da 1 ametista di 2,50 carati, 4 peridoti per un peso totale di 11 carati e 4 ioliti per un peso totale di 2,50 carati.
    Anello "Byzantine" in oro bianco 18 carati, impreziosito da 1 acquamarina di 1,22 carati, 4 ametiste per un peso totale di 2,80 carati e 4 tormaline rosa per un peso totale di 2 carati.

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    La bigiotteria o "bijoux couture" per Chanel è stata un elemento fondamentale, capace di mettere in risalto la sobrietà estrema della sua moda. Un gioco di contrasti tra un look di una semplicità classica e una magnificenza propria del barocco nei gioielli. Coco si ispirò alle parure delle "cocottes" e ai gioielli di teatro. Con il granduca Dimitri, scoprì le ricchezze della corte di Russia e riprodusse le corone e le croci degli Zar. Studiò i tesori imperiali di Monaco e di Vienna, visitò le collezioni dei palazzi e dei musei di Firenze e Venezia. E ancora, l'antico Egitto, i Medici e lo stile del Rinascimento. Dopo la sua morte, i cosidetti "bijoux couture" in pietre semi-preziose e finte spariscono nel tempo. È Karl Lagerfeld a introdurli nuovamente nel 1983.

    La camelia, fiore di Coco, ritorna anche nei gioielli come su questi orecchini "Camélia Sculpté" di Chanel Joaillerie, in oro bianco 18 carati, onice e 10 diamanti per un peso totale di 0,05 carati.

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    Mademoiselle Chanel affermava: "Una donna ben calzata non è mai brutta. Ma soprattutto una scarpa deve calzare ad una donna come un cappello, bisogna poterci fare il giro del mondo". Ecco che nasce così il famoso modello bicolore beige e nero, perfetto da abbinare al total look imposto dalla stilista. Un sandalo con la punta quadrata, alto cinque centimetri, con un cinturino sul tallone. Il beige allungava la gamba e la punta nera, che non si sporcava camminando, faceva sembrare il piede meno lungo. Questa scarpa, definita la nuova scarpetta di Cenerentola, è diventata famosa in tutto il mondo. Ancora oggi Karl Lagerfeld la ripropone attualizzandola in ogni collezione.

    Qui, l'immagine della prima scarpa Chanel.

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    Un altro elemento indiscusso dello stile Chanel, sono le catene. Appaiono in forma di collana, bracciali e cinture. Sono costituite da maglie vuote in rame e montate interamente a mano. Altre catene a maglia piena in ottone vengono invece utilizzate per la realizzazione della tracolla per le borse e all'interno dell'orlo delle giacche. Il gusto di associare le catene all'abito le derivò senza dubbio dall'infanzia. All'orfanotrofio di Aubazine si portavano vestiti lunghi chiamati "à balayeuse", e per non sporcarli con la cera dei pavimenti le donne alzavano le vesti trattenendole con una catena. La gestualità dell'atto e lo splendore del metallo sulla stoffa avevano affascinato la giovane Gabrielle. Da lì, l'idea di utilizzarle nelle sue collezioni.

    Qui, la catena si trasforma in collana con chamrs-simboli della masion come le famose "C" intrecciate.

Per capire la forza di questa maison, abbiamo curiosato tra gli accessori e i capi storici Chanel. Il risultato? Un viaggio tra passato e presente in cui perdersi

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