Dalla cannabis all’abuso di antidepressivi, fino al gioco d’azzardo e alla dipendenza da videogame, la Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia, basata sui dati raccolti nel corso del 2024, offre un quadro dettagliato e preoccupante dell’andamento del fenomeno nel nostro Paese, con particolare attenzione ai più giovani. Se da un lato si registra una leggera flessione nel consumo complessivo di sostanze stupefacenti da parte di questi ultimi rispetto al 2023, dall’altro emergono due record negativi: l’aumento delle morti legate alla cocaina e il crescente uso di antidepressivi senza prescrizione tra adolescenti e giovanissimi.

L’aumento dei decessi per cocaina

Nel 2024, la cocaina è risultata responsabile del 35% dei decessi accertati per intossicazione acuta letale, segnando il massimo storico per questa sostanza. Per la prima volta, inoltre, il numero di morti attribuiti all’uso di cocaina/crack (80 casi) ha eguagliato quasi quelli dovuti a eroina/oppiacei (81 casi).

Cannabis sostanza più consumata: dopo c’è la cocaina

Le analisi delle acque reflue urbane rivelano che la cocaina è la seconda sostanza psicoattiva illegale più consumata in Italia nel 2024, con una stima media di circa 11 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti, valore in leggero aumento rispetto agli anni 2020-2022. Ancor più di alcol e tabacco, la cocaina è inoltre la sostanza più frequentemente associata al policonsumo.

Al primo posto c’è la cannabis (52 dosi ogni 1.000 abitanti): dal Rapporto, emerge «il significativo aumento della concentrazione di Thc nei prodotti a base di hashish, la cui potenza è quadruplicata dal 2016 (dal 7% del 2016 al 29% del 2024), soprattutto nelle formulazioni di nuova generazione e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche».

Psicofarmaci senza prescrizione: sempre più adolescenti li usano

Il consumo di sostanze psicoattive tra i giovani rilevato tramite lo Studio ESPAD®Italia 2024, che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado distribuite su tutto il territorio nazionale, conferma un quadro complesso.

A partire dal 2021 si osserva un fenomeno allarmante: l’aumento del consumo di psicofarmaci senza prescrizione tra i giovani. Circa 510.000 studenti tra i 15 e i 19 anni, nel 2024, hanno dichiarato di aver assunto almeno una volta psicofarmaci senza controllo medico. Di questi, 180.000 appartengono alla fascia 15-18 anni non ancora compiuti (il 12% del totale di quella fascia di età) e li hanno assunti solo nell’ultimo anno, con una prevalenza doppia tra le studentesse.

Cannabis e altre sostanze, consumi in calo

Nonostante questi allarmi, la Relazione segnala una generale diminuzione del consumo di sostanze stupefacenti nel 2024. Nello specifico, ecco le variazioni registrate:

  • Cannabis: dal 22% al 21%
  • Nuove sostanze psicoattive (Nps): dal 6,4% al 5,8%
  • Cannabinoidi sintetici: dal 4,6% al 3,5%
  • Stimolanti: dal 2,9% al 2,4%
  • Cocaina: dal 2,2% all’1,8%
  • Allucinogeni: dal 2,0% all’1,2%
  • Oppiacei: stabili all’1,2%

Le nuove sostanze psicoattive identificate sul territorio

Il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (News-d) ha gestito 437 segnalazioni nel 2024 e identificato 79 nuove sostanze psicoattive presenti sul territorio. Tra le segnalazioni più significative si segnala la presenza della “cocaina rosa”, una sostanza combinata a base di Mdma e ketamina, generalmente in polvere rosa. Una droga è particolarmente pericolosa sia per i suoi effetti psicotropi sia per l’attrattività legata al suo aspetto.

Non solo cannabis: gioco d’azzardo altra dipendenza dilagante

Parallelamente alle tossicodipendenze, emergono altre forme di dipendenza che minacciano gravemente la salute mentale dei giovani. Il gioco d’azzardo ha coinvolto nel 2024 circa 1.530.000 studenti (il 62% del totale), che dichiarano di averci provato almeno una volta nella vita. Oltre 1.420.000 lo hanno fatto nell’ultimo anno, segnando il dato più alto mai registrato.

Dipendenza da videogame, patologia da non sottovalutare

Anche il mondo digitale pone sfide importanti: più di 290.000 minorenni hanno mostrato comportamenti a rischio con i videogiochi, spesso accompagnati da forti reazioni emotive all’impossibilità di giocare, suggerendo una dipendenza psicologica significativa.