Angelina Jolie in Cambogia: prima uscita dopo il divorzio da Brad Pitt

19 02 2017 di Alessia Sironi
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Sorridente e in splendida forma (anche se sempre troppo magra) la Jolie si è mostrata per la prima volta dopo la separazione dal sex symbol durante la presentazione del suo nuovo film "First They Killed My Father" sul massacro in cui morirono 2 milioni di persone negli anni Settanta

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"Ha cambiato per sempre la mia conoscenza su come i bambini vivano l'esperienza della guerra e su quali effetti abbia sulla loro memoria. Mi ha aiutato ad avvicinarmi alla gente della Cambogia, la terra d'origine di mio figlio Maddox", ha raccontato Angelina Jolie durante la presentazione del suo nuovo film girato nel Paese del Sud-Est asiatico e la prima uscita pubblica ufficiale dopo la clamorsa e improvvisa separazione, nel settembre scorso, dal marito Brad Pitt, sposato nel 2014 nel loro castello in Francia.

L’attrice e regista è particolarmente impegnata in Cambogia e il film First They Killed My Father (sarà disponibile su Netflix), tratto dal libro 'First They Killed My Father: A Daughter of Cambodia Remembers', scritto da Loung Ung, è incentrato sul genocidio avvenuto proprio in Cambogia ad opera dei Khmer Rossi (i seguaci del Partito Comunista di Kampuchea).

Al suo quarto lavoro come regista Angelina Jolie con la sua opera non intende "solo portare sullo schermo l’orrore dei khmer rossi", spiega, ma presentare dei personaggi con cui tutto il mondo entrerà in empatia, facendo così conoscere la Cambogia agli spettatori. "Sono affascinata dal fatto che le vicende siano raccontate da una bambina di 5 anni. I bambini sembrano una costante nella realizzazione di questo film: un'ulteriore spinta per entrare ancora di più in contatto con il paese di nascita del mio primo figlio adottivo".

Lo stesso re Norodom Sihamoni ha per decreto speciale concesso la cittadinanza cambogiana all’attrice per premiarne l’operato nel Paese. E non è tutto perché fin dal 2003 è attiva la fondazione Maddox Jolie (poi Jolie Pitt) che si occupa di conservazione ambientale, povertà rurale e difesa dei diritti delle donne: pensa che la fondazione ha acquistato 60mila ettari di terreno infestato dai bracconieri, facendone una riserva naturale.


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