Bob Dylan premio Nobel per la Letteratura 2016

13 10 2016 di Annarita Briganti
Credits: Ansa

Il “menestrello del rock”, Bob Dylan, trionfa nel riconoscimento più ambito dagli scrittori: a lui è stato assegnato il premio Nobel per la Letteratura 2016

Bob Dylan premio Nobel per la Letteratura 2016

In diretta sui social e sul web, con contatti da record – 3.300 spettatori su Facebook e oltre 20.000 su YouTube -, l’Accademia di Svezia ha assegnato anche l’ultimo premio Nobel di quest’anno, la sezione più amata, quella della Letteratura. Bob Dylan ha sbaragliato concorrenti del calibro di Haruki Murakami, Jon Fosse o del poeta siriano Adonis, oltre l’immancabile favorito/sconfitto Philip Roth e gli italiani Claudio Magris e Dacia Maraini. Il cantautore ha vinto per “aver creato delle nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione canora americana”.

Bob Dylan: la sua vita, la sua musica

Nato a Duluth, in Minnesota, nel ‘41, tramandato di padre in figlio, conosciuto in tutto il mondo, l’artista settantacinquenne s’inserisce tra i Nobel letterari che non provengono necessariamente dall’editoria, in questo simile al nostro Dario Fo, scomparso a novant’anni nel giorno di quest’annuncio, in passato vincitore dello stesso Premio.

Cresciuto in una famiglia ebrea della classe media, Bob Dylan ha iniziato a suonare fin da giovanissimo con brani di protesta. Il suo idolo era il folk singer Woody Guthrie, ma amava anche i poeti della Beat Generation. Autore di numerosi album, l’artista è impegnato dal 1980 in quello che definisce il “Never-Ending Tour”, la tournée senza fine, esibendosi spesso anche in Italia.

Un’icona, dicono a Stoccolma, che ha influenzato profondamente la musica contemporanea, oggetto di una ricca produzione letteraria su di lui, oltre che fonte d’ispirazione per molti autori e cineasti. Con una produzione musicale, in particolare quella degli anni Sessanta-inizio Settanta, che anche prima del Nobel apparteneva già alla leggenda: da Blowin' in the Wind – “Quante strade deve percorrere un uomo / prima di poterlo chiamare uomo?” – a Like a Rolling Stone o Knockin' on Heaven's Door.

Credits: Facebook Nobel Prize

Il manifesto postato dall'Accademia svedese dopo l'annuncio del Premio Nobel, seguitissimo sui loro social, con contatti da tutto il mondo. C'è una persona che ha seguito il Facebook live andando in treno da Québec a Montréal, e tutti i luoghi immaginabili.

Credits: Olycom

Il momento dell'annuncio, fatto come da tradizione a Stoccolma, prima in svedese e poi in inglese. Boato in sala, per il vincitore a sopresa.

Credits: Olycom

La sala dell'annuncio del Premio Nobel per la Letteratura 2016, in fermento, con contatti anche online, che hanno congestionato la pagina Facebook del riconoscimento, e una pioggia di tweet in tempo reale. Anche su Instagram girano immagini, per lo più d'epoca, del vincitore.

Credits: Olycom

Un primo piano giovanile di Bob Dylan.

Credits: Olycom

Un concerto recente del "menestrello del rock" con la sua inseparabile armonica a bocca, in Inghilterra.

Credits: Olycom

Bob Dylan premiato alla Casa Bianca da Barack Obama, un anno fa. L'incontro tra due grandi, entrambi vincitori del Nobel. Il cantautore ha trionfato nella sezione letteraria, "un artista da leggere come un grande poeta della tradizione di lingua inglese", il Presidente americano ha ottenuto il riconoscimento per la Pace.

Credits: Feltrinelli

Il primo volume dell'autobiografia di Bob Dylan, Chronicles, che scalerà di nuovo le classifiche di tutto il mondo.

Foto

Bob Dylan, il cantautore che ha rivitalizzato il folk-rock

Considerato il reinventore della figura del cantautore, sempre ai vertice delle classifiche degli artisti più influenti di tutti i tempi, nonché colui che ha rivitalizzato il folk-rock, senza timore di spaziare anche ad altri generi, compreso il rap e la conduzione radiofonica, Bob Dylan è uno dei personaggi più riservati dello show business. Anche durante i suoi live, un centianio di date all’anno, parla pochissimo, pure con i suoi stessi musicisti, divertendosi a riarrangiare sul palco i suoi successi, che a volte paiono irriconoscibili.

Maniaco degli pseudonimi – ne ha usati molti, anche Bob Dylan non è il suo vero nome -, è un mistero tutto quello che lo circonda. Un incidente in moto di cinquant’anni fa, nel suo periodo di maggior successo, che alcune biografie non ufficiali attribuiscono a un tentativo di suicidio. Le voci sull’abuso di sostanze (alcol e droghe). La sua ricerca spirituale, che lo ha portato a oscillare tra l’ebraismo e la religione cristiana.

Coperta da privacy anche la sua vita privata. Un primo matrimonio quando era giovane, dal quale nacquero quattro figli più l’adozione della figlia della prima moglie. Un secondo matrimonio negli anni ’80 con una sua corista, da cui nacque un’altra figlia, anch’esso non andato a buon fine. Un grande artista, umano come tutti noi, con la sua genialità e le sue “debolezze”, come il poker, citato in alcune canzoni, apparso in un suo video, dove si vede Dylan giocare a carte.

Centotredicesimo Nobel per la Letteratura, - su sole 14 autrici vincitrici -, chissà cosa dirà a Stoccolma il “ragazzo con il ciuffo” e lo sguardo arrabbiato nel discorso che tutti i vincitori preparano per la cerimonia di premiazione. Il mondo delle lettere ha manifestato qualche malumore, preferendo forse scrittori “puri” a un artista a tutto tondo come il “menestrello”. I libri non ne escono bene, dalla scelta svedese, ma, come i sogni e gli ideali cantanti da Bob Dylan, esisteranno sempre e continueranno a contaminarsi con le altre arti.

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