Boomdabash, dal Salento a Sanremo 2019

31 01 2019 di Silvia Gianatti
Credits: Boomdabash

La band arriva sul palco dell'Ariston con il brano "Per un milione" e si prepara a festeggiare i suoi primi 15 anni di carriera

Sono Biggie Bash, Balzon, Payà e Mr.Ketra - in arte i Boomdabash - e arrivano tutti dal Salento, tranne Ketra, abruzzese. Quest’ultimo è anche il produttore del duo Takagi&Ketra che negli ultimi due anni ha realizzato canzoni multiplatino, come "Amore e Capoeira", tra le tante. L’8 febbraio pubblicano il loro album "Barracuda – Predator Edition 2019" che conterrà anche "Per un milione", la ballad reggae che la band porta a Sanremo 2019 e che racconta di quanto sia bello e importante aspettare e veder crescere il desiderio.

Dall’attesa di un bambino alle spiagge che aspettano l’estate, il brano colpisce per la sua solarità e il coro di bambini aiuterà di certo a farlo diventare una delle canzoni più trasmesse in radio. Come è già successo la scorsa estate con "Non ti dico no", cantato con Loredana Bertè, che ritrovano ora sullo stesso palco, e certificato doppio platino e brano più trasmesso del 2018. Dopo Sanremo li aspetta invece la grande festa per festeggiare i loro 15 anni di carriera: "Boomdabash & friends", a Milano il 9 maggio. Nella serata dei duetti hanno invitato Rocco Hunt, grande amico della band. Alle nostre domande risponde Biggie Bash, il frontman.

Partiamo da "Per un milione"?

Abbiamo creato il brano che portiamo a Sanremo con il nostro team, un gruppo di amici prima di tutto. Al pezzo hanno lavorato alcuni tra gli autori più talentuosi della scena autorale italiana: Rocco Hunt, Federica Abbate e Cheope Mogol. È un brano in perfetto stile reggae – pop intriso di poesia e sentimento e un vero e proprio inno all’attesa delle molteplici forme dell’amore e delle sue mille sfaccettature. Il testo, nella sua genuinità, esalta l’indispensabilità del vivere la semplicità dei piccoli gesti quotidiani facendoci riflettere su quanto sia importante riscoprire i valori e la bellezza dei momenti passati insieme agli affetti più cari. Dall’attesa della persona amata sino alla fantastica attesa di una nuova vita (l’attesa più emblematica e importante per una coppia) o di un figlio. L’amore è sempre il motore e l’energia che tiene in vita l’uomo in grado di riportare sempre il sole. Non c’è niente al mondo di migliore, nemmeno vincere un milione, che desiderare i nostri affetti.

Arriva il Salento a Sanremo? Ne andate fieri?

Ne siamo orgogliosi. Orgogliosi di aver partecipato alla rivalsa di una terra che ha sofferto e soffre tanto ma, nonostante tutto, ha il cuore di un leone e la grinta di una tigre.

Come mai la scelta di partecipare?

È innegabile che Sanremo sia il palco più importante della musica italiana. Abbiamo deciso di proporci come concorrenti del Festival semplicemente perchè i Boomdabash sono quattro ragazzi nati e cresciuti per strada che vogliono dimostrare ai giovani che la forza di volontà può riscattare da anni di sacrifici. Questo è quello che diciamo da sempre alla nostra gente, non permettete mai a nessuno di dirvi “questo non puoi farlo”.

Siete dati tra i favoriti da i bookmakers, che effetto vi fa?

Credo che questo sia l’aspetto di questa avventura che ci interessa meno. Ringraziamo Dio per averci dato questa meravigliosa opportunità, tutto quello che verrà ci renderà delle persone migliori, comunque vada a finire.

Per Baglioni il tema di questo festival è l’armonia. Cos’è per voi l’armonia?

Credo che l’armonia alla quale Claudio Baglioni si riferisce riguardi l’eterogeneità della line up di questo Festival. Sul palco dell’Ariston ci saranno mondi musicali apparentemente lontani tra loro che convivono appunto, in armonia, per creare uno spettacolo molto trasversale. E questo è un bene per la musica. Questa idea rispecchia da sempre il nostro modo di farla, senza limiti, senza barriere stilistiche. Abbiamo sempre lavorato per creare un mix di generi musicali, un crossover che fosse globale, universale, carico di influenze. Questo è per noi “essere dei musicisti”.

Look sul palco? Vi vedremo elegantissimi?

Al nostro look stanno lavorando due grandi stilisti italiani. Possiamo solo dirvi che anche nei nostri outfit sarà presente la nostra terra.

Mi date una descrizione per ognuno di voi?

Questa risposta potrebbe sconvolgere i nostri equilibri interni (ride, ndr) . Blazon è il più saggio sicuramente, Payà il più “battagliero”, il titolo di festaiolo ce lo contendiamo io e Ketra. La creatività invece credo sia una caratteristica condivisa da tutti i membri della band.

L’oggetto da non dimenticare assolutamente per la settimana di Sanremo.

Io porterò la mia medaglietta di San Michele al quale sono molto devoto, che è stata benedetta dal Santo Padre. E la foto del mio nonno materno con il quale sono cresciuto.

La vostra canzone che tutti dovrebbero conoscere, del passato.

Sicuramente “Survivor”. Non è uno dei singoli che abbiamo estratto negli anni, tuttavia, credo sia il pezzo che rende al meglio l’idea su chi siano realmente i Boomdabash.

La parola in salentino che definisce la settimana di Sanremo per voi.

“Fuecu”. Significa fuoco. Rappresenta il calore, l’energia e i colori che porteremo all’Ariston.

Temete qualcosa?

Parli con un ragazzo che crede, che ha fede. Sentiamo molto la pressione del Festival, delle aspettative che inevitabilmente si sono venute e creare. Però credo che Dio abbia messo al mondo ognuno di noi con uno scopo ben preciso e una missione molto personale da portare avanti.

Siamo molto ma molto emozionati, ma questa è la nostra strada e, anche se ho paura, il mio compito è comunque quella di percorrerla fino alla fine.

Sul palco ritroverete Loredana Bertè. Che cosa vi ha sorpreso o colpito di lei?

La sua forza interiore inesauribile, la sua tenacia e la sua autentica devozione alla musica.

Cosa vi aspettate da questa partecipazione?

L’imperativo assoluto per noi è divertirci e imparare, ancora una volta.

Se poteste fare una cover, a modo vostro, quale scegliereste tra le canzoni di Baglioni?

Senza ombra di dubbio Avrai. Il mio pezzo preferito di tutta la sua discografia, soprattutto per il significato che il brano racchiude.

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