Braccialetti rossi: «Leo sono io»

Abbiamo intervistato Albert Espinosa in occasione dell'uscita del suo nuovo libro «Il libro dei segreti rossi». Ecco cosa ci ha raccontato. 

Dopo il successo di Braccialetti Rossi, Albert Espinosa torna in libreria con Il libro dei segreti rossi (Salani), un manuale di felicità. Classe 1973, laureato in ingegneria chimica, Espinosa è uno dei più noti scrittori, registi, autori di teatro e televisione spagnoli. Consacrato in patria e all’estero da Braccialetti rossi - Il mondo giallo, il suo primo libro da cui l’autore stesso ha tratto la fiction omonima, diventata anche in Italia una serie di culto. Noi lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato di quanto le storie che scrive siano autobiografiche - «Leo sono io», ci confida - e quali sono i suoi piccoli grandi segreti per vivere felici.

Lo scrittore sarà alla libreria Feltrinelli di Roma il 4 dicembre (via Vittorio Emanuele Orlando, ore 17:30) per salutare i suoi lettori e firmare le copie dei suoi libri, qui intanto puoi leggere la nostra intervista. 



Com’è nato Braccialetti rossi?
Braccialetti rossi è nato dalla mia vita. L’idea era di raccontare i dieci anni durante i quali ho avuto il cancro, dai 14 ai 24 anni, per cambiare l’opinione delle persone nei confronti dei bambini malati di cancro. Ho avuto tre tipi di cancro alla gamba, al polmone e al fegato. Però sono stato felice perché, in realtà, non ho perso una gamba, ma ho guadagnato un moncherino, non ho perso un polmone, ma ho imparato a vivere con quello che ho e il fegato mi è stato tagliato a forma di stella ed è come se avessi uno sceriffo dentro di me. Ogni perdita è una conquista.

È vero che è molto tratto dalla sua esperienza?
Sì, è la mia autobiografia, la mia vita di quando ero piccolo e dei miei amici. In Spagna, grazie alla serie, sono aumentate del 40% le visite negli ospedali.

Leo è un ragazzo che ha incontrato in ospedale?
Leo sono io, è il personaggio che rispecchia la mia vita. A me hanno dato il tre per cento di possibilità di vita e mi hanno consigliato di trascorre su un’isola il mio ultimo anno, però abbiamo deciso con i miei genitori che un tre per cento non era poco e abbiamo deciso di lottare.

Albert Espinosa 

Alcuni interpreti della serie Braccialetti rossi. Da sinistra: Aurora Ruffino (Cris), Carmine Buschini (Leo), Silvia Mazzieri (Bella), Brando Pacitto (Vale)

Alcuni interpreti della serie Braccialetti rossi

Aurora Ruffino (Cris) e Carmine Buschini (Leo)

Aurora Ruffino (Cris) e Carmine Buschini (Leo)

Aurora Ruffino (Cris)

Denise Tantucci (Nina)

Brando Pacitto (Vale)

Alcuni interpreti della serie Braccialetti rossi

Nicolò Bertonelli (Bobo)

Mirko Trovato (Davide)

Da sinistra: Maria Melandri (Margi) e Cloe Romagnoli (Flam)

Pio Luigi Piscicelli (Toni)

Cosa ha imparato dalla sua esperienza di vita?
Che ogni perdita è in realtà una vincita, che non è triste morire, ma non vivere intensamente. E che non bisogna porsi domande in quanto chiedersi perché porta alla tristezza e alla depressione. Sono fermamente convinto che quando conosci le risposte arriva l’universo e ti cambia tutte le domande. E questa è la vita. Gli errori sono cose giuste fuori contesto.

L’amore può nascere in corsia?
Sì, l’amore può nascere in qualunque luogo, è importante capire che sei malato, ma anche che sei vivo e che puoi innamorarti.

I rapporti che nascono in ospedale (anche di amicizia) poi proseguono anche fuori, nella quotidianità?
Certo, l’importante è credere nei sogni e questi si creeranno. Credere e Creare hanno una lettera di differenza.

Qual è il segreto per affrontare e combattere contro una malattia terribile come il cancro?
È capire che non è importante vivere o morire, bensì lottare. Questo è il principio di base. Non è triste morire, è triste non vivere intensamente. L’importante è vivere con un sorriso.

Qual è il messaggio del suo nuovo libro?
Nel Libro dei segreti rossi (Salani) svelo i segreti per essere felici in questo mondo e gustarsi la vita. Spiega come si deve parlare ogni giorno con chi vive dentro di te e sussurrare e apprendere da dentro di noi. Alla fine le paure sono dubbi non risolti. Se domandi, i dubbi si risolvono e sparisce la paura.

Dopo questo ci saranno altri Braccialetti rossi?
Sì, se saremo felici e crederemo che felicità significa essere vivi e se capiremo che abbiamo già vissuto abbastanza ed è il momento di goderci la vita ora.


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