Carlo Spinelli, il Doctor Gourmeta della rete

I cibi più assurdi del mondo con Doctor Gourmeta

È sempre bello scoprire libri che non ti aspetteresti. Carlo Spinelli, esperto di food – di cui parla ovunque: dalla rete, dov’è conosciuto come Doctor Gourmeta, alle trasmissioni televisive – ha raccolto in un saggio autobiografico i cibi più assurdi del mondo. Bistecche di formica e altre storie gastronomiche (Baldini & Castoldi) è il frutto delle trasferte dell’autore – milanese, trentaseienne, padre di due bambini – in una quarantina di paesi, dove non si è fatto mancare niente.
«Viaggio, mangio e scrivo», dice Carlo. «Il primo episodio “gourmet” ovvero di selezione qualitativa di un prodotto l’ho avuto a 3 anni. Mia madre cercò di rifare la pasta con i ceci di mia nonna marchigiana ed io le feci notare che era buonissima, ma avrebbe dovuto mettere meno rosmarino per replicare l’originale».

Siamo fatti di sogni, ma anche di quello che ingeriamo. In un’epoca di disturbi alimentari, intolleranze e nuovi stili di vita, con l’esplosione dei vegani, colpisce il rapporto libero che il food writer ha con l’alimentazione, specchio della sua curiosità per l’esistenza: «Fin da piccolo mangiavo gli insetti. Le formiche crude sanno di limone. Ero attirato dal sapore della benzina. Leccavo i pennarelli. Crescendo, ho provato tutte le parti del mio corpo. Ho assaggiato anche un’ape: un’esplosione di miele e rugiada in bocca».

Una lettura curiosa, che ci ha colpito per la sua freschezza, con pietanze che non sapevamo neanche esistessero. «In Slovenia la zampa d’orso si cucina come uno stufato. Nelle Filippine, in Vietnam e in Cambogia quelli che non possono permettersi una bistecca si nutrono con un uovo di anatra fecondato, che ha lo stesso apporto proteico di una fetta di carne. In Toscana mi hanno fatto assaggiare l’istrice, cucinato come si usa da quelle parti, con il pomodoro. L’unico alimento che mi hanno vietato è il babbuino del Botswana, pericoloso per la mia flora batterica».

Il suo motto è: “Quasi tutto è commestibile” e, rispetto alle tendenze animaliste, il Doctor Gourmeta si pone in un modo molto corretto: «Non mangio animali in via d’estinzione né da allevamento intensivo. Fa altrettanto male al Pianeta consumare frutta e verdura fuori stagione». Ma la pasta in bianco ti fa schifo? «Quando non lavoro, ho un regime ascetico, ma, se ci vogliamo bene, dobbiamo curare anche la preparazione di un normale primo piatto: pasta di Gragnano, olio extra vergine di oliva siciliano, burro salato danese o francese e un po' di champagne».

Voi che rapporto avete con il cibo? Qual è la pietanza più strana che abbiate mai assaggiato?

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