Ragazza anni ottanta

Noi, cresciute a lipgloss profumati e Cioè

A proposito di riviste mitiche, Cioè ha appena compiuto 40 anni. Il suo debutto in edicola risale al lontano 7 ottobre 1980. Geppi Cucciari ci fa rivivere le emozioni di quegli anni

Se avete più di 25 anni, almeno una delle cose che contano veramente nella vita l’avete appresa sfogliando il mitico Cioè, che fece il suo debutto in edicola 40 anni fa, il 7 ottobre 1980. Quante di noi attendevano il venerdì, giorno dell’uscita in edicola del periodico capace di erudirti indistintamente a pioggia su moda, costume, cinema, cronaca rosa e sessualità, per sondare nuove consapevolezze, fugare dubbi, approfondire beffarde questioni.

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A 40 anni dal debutto in edicola, Cioè (ora quindicinale) festeggia con un allegato speciale: I Mitici Anni ’80, celebrazione del decennio che ha cambiato il costume italiano.
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Cioè ha parlato di contraccezione, regalato profumi bon bon e inventato i maxiposter

C’era tutto. Non mancavano i test psicologici per leggere dentro se stesse e orientarsi nella giungla dei rapporti interpersonali: “Sei una buona amica?” “Sei soggetta al colpo di fulmine?”, “Sei una cecchina in amore?”, con tanto di compilazione corale e declamazione del profilo risultante percepito con un’autorevolezza scientifica che Alberto Angela levati. Imperdibili i fotoromanzi dell’indimenticabile Umberto Mazzarini e i poster delle dimensioni dell’Umbria ripiegati in 48 parti capaci di animare le pareti bianche nelle stanze di adolescenti alle prese con i primi pruriti sentimentali.

Chi non ha appiccicato al muro un Nick Kamen impomatato, un Eros Ramazzotti scompigliato, un Raul Bova madido di acqua rivolgendo loro pensieri forti? E come dimenticare i gadget sotto il cellophane, dai profumi Bon Bon Malizia alle penne con le teste delle Spice Girls, fino alle mini trousse il cui lipgloss alla fragola mantiene tuttora l’aroma.

E quante domande spinose hanno trovato una loro legittimità quando generazioni di dubbiose giovanissime, senza social, telefonino e raramente munite di amiche più sveglie di loro si sono trovate a condividere dubbi atavici, nella posta allo specialista, quali: “Ho baciato il mio fidanzato, sono incinta?”, “Ho fatto l’amore una volta 6 mesi fa, sono incinta?” o “Posso evitare una gravidanza facendo un semicupo di prezzemolo?”, dimostrando una totale assenza di consapevolezza ma permettendo una volta per tutte di fare luce sul delicato tema della contraccezione? E quanti diari, porte di casa, vetrate sono state tempestate dagli adesivi estrapolati dalla copertina, dotati del portentoso mastice che permetteva di appiccicare i miti di Melrose Place sul banco?

Cioè ha puntato sulla forza della condivisione ante-social

Grate per tanti ricordi, auguriamo buon compleanno a Cioè, che compie 40 anni continuando ad accompagnare le ragazzine nei meandri delle cose della vita anche quando tutte le risposte si trovano in Rete. Tra un’esplorazione del mondo dei Tiktokers, un’indagine sulle star dei talent, e gli scatti di cantanti biondi con gli occhi azzurri, Cioè va avanti, sottolineando l’importanza della condivisione. Perché se si è connesse non solo tecnologicamente, ma emotivamente, tutto è più facile.

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