Cristina Marino: «Quando ho iniziato ad amarmi»

Si definisce tenace e risoluta, fin da ragazzina. Cristina Marino, attrice e fitness influencer, moglie di Luca Argentero e mamma di Nina, dice: «Coltivo l’ottimismo della volontà»

Cristina Marino è tanto spontanea quanto riservata. Lo capisco leggendo il post sul suo profilo Instagram con cui annuncia il matrimonio, già celebrato in segreto, con Luca Argentero: «Ho immaginato molte volte questo giorno, sognavo una vera festa d’amore e, neanche nei sogni più belli, l’ho immaginata così. In un bosco, come nelle migliori favole, sotto gli occhi delle persone più intime, ci siamo promessi amore per sempre». La foto in cui si baciano al tramonto è una delle pochissime che hanno condiviso sui loro social e alla cerimonia a Città della Pieve, in Umbria, hanno invitato solo le persone più vicine. Da sempre, del resto, Cristina e Luca, che si sono conosciuti nel 2015 sul set del film Vacanze ai Caraibi, custodiscono gelosamente la propria vita privata e si tengono lontani dal gossip. «Ho imparato a ignorare quello che scrivevano di noi» confida lei. «Sono sempre stata sicura dei nostri sentimenti, e che avremmo avuto un futuro insieme. L’unica cosa che non tollero è l’esposizione di nostra figlia». Ovvero la piccola Nina, 1 anno appena compiuto, che Cristina sta portando in giro per Roma sul passeggino mentre risponde alle mie domande. Anche se si è alzata alle 6 di mattina, quando la sento al telefono 4 ore più tardi, è piena di energia. Sta vivendo un momento magico, e non solo per le nozze: è diventata uno dei volti della campagna estiva Creatori di Ottimismo di Zalando, piattaforma online leader in Europa per moda e lifestyle; e a inizio luglio pubblica Il metodo Befancyfit (Sperling & Kupfer), libro che nasce dall’omonima piattaforma di fitness che ha lanciato nel 2016.

(Styling di Paolo Lapicca - Foto di Davide Nova)

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Alle mie follower dico: per stare bene bisogna volersi bene

Alle tue centinaia di migliaia di follower dici sempre che per essere in forma «non conta il risultato finale ma la decisione iniziale». «Star bene è una questione di testa prima che di corpo: serve una svolta mentale per decidere di amarsi a prescindere dal “problema” estetico da cui si è partite. Benessere non vuol dire prepararsi alla prova costume, ma prevenire le malattie, prendersi cura di sé, apprezzare la meraviglie che compie il nostro corpo ogni giorno. Molte leggono con attenzione l’etichetta su un abito o una crema, però poi magari trascurano l’alimentazione. Per volerti bene occorre ascoltarti e sapere cosa ti fa bene, a tavola e in palestra».

Ce la fai solo se vuoi

Eppure siamo circondate da modelli estetici irraggiungibili. «Io credo che molte si rendano conto che non è tutto oro quel che luccica. E cerco di essere onesta: ce la fai se vuoi. Non è che se compri una crema sciogligrassi o un piano di allenamento la tua vita cambi per magia. Cambia se tu vuoi cambiare: servono costanza e concentrazione. Io coltivo l’ottimismo della volontà. Il mio motto è: non importa dove, non importa quando, l’importante è volerlo».

Sono tenace come mia nonna

Sei sempre stata così “tosta”? «Sono determinata per indole. Detesto fare le cose male, cerco di dare sempre il massimo, sono molto competitiva con me stessa. Amo lo sport perché racchiude qualità che posseggo: la tenacia, la pazienza di mantenere gli impegni, ma anche la capacità di sentirmi soddisfatta dopo aver raggiunto il mio obiettivo. Credo di aver ereditato questa tempra da mia nonna, che a 90 anni è ancora una bomba! Ma non c’è un’età per imparare ad amarsi e a trattarsi bene: moltissime delle mie follower si sono avvicinate al fitness e a uno stile di vita salutare in età adulta e stanno svolgendo il loro percorso in maniera costante».

Più che la dieta seguo il mio corpo

Tu hai ideato il tuo programma di allenamento ascoltando il tuo corpo. «Sì, intorno ai 18 anni ero un po’ fissata con il cibo e ho provato qualunque tipo di dieta. Dopo un anno di sperimentazioni, ho trovato un equilibrio e imparato a seguire ciò che mi dice il mio fisico. Quando ho ripreso ad allenarmi dopo la nascita di Nina mi sembrava di scalare l’Everest, ma ora mi sento più forte di prima. Conoscersi è la chiave per capire cosa ci fa bene».

Fare il massimo ma solo in ciò che è possibile. Controllare tutto non si può

Cosa sei fiera di insegnare a chi ti segue? «Che il vero ottimismo non è credere che tutto si aggiusti da solo, ma avere fiducia nel fatto di poter affrontare gli imprevisti e superarli. Il fitness in un certo senso aiuta: ti obbliga a concentrarti sul presente, e a fare il massimo di ciò che rientra nelle tue possibilità. Non puoi controllare tutto, ma puoi lavorare sulle cose che dipendono da te».

Cosa fai quando sei giù di morale? «Mi fermo e ricordo la fortuna che ho: una bella famiglia, un compagno meraviglioso, una creatura bellissima, e siamo in salute. Ogni mattina faccio 10 minuti di respirazione profonda, per ritrovare la gratitudine verso la vita. E cerco di non andare mai a dormire arrabbiata». Per questo tuo approccio alla vita sei uno dei volti della campagna estiva Creatori di Ottimismo di Zalando. Ma, parlando di moda, cosa non manca mai nel tuo armadio? «La pelle: leggings, giacche, anfibi. Ovvio, ecosostenibili».

Il complimento più bello che ti hanno fatto? «Mi imbarazza un po’... Mi hanno paragonata a quella che per me è l’icona delle icone: Brigitte Bardot. Quando me lo dicono è un colpo al cuore, perché è chiaro che non vedo neanche lontanamente la somiglianza!».

Con Luca (Argentero) è bastato uno sguardo

Per conquistarti serve... «Nulla di artificioso. Basta uno sguardo, mi accorgo subito se c’è “chimica”, se una persona può far parte della mia vita. È successo anche con Luca, la prima volta in cui ci siamo parlati». È vero che gli hai fatto da trainer? «Sì, l’ho preparato per il film di Claudio Amendola "Il permesso", in cui doveva essere un pugile. Solo che ero fastidiosissima, gli ripetevo “My way is the way”, fai come dico io. Per fortuna, io ho imparato a essere più diplomatica e lui si è abituato al mio stile. Così quando possiamo ci alleniamo insieme». E a tavola avete gusti simili? «L’unica differenza è che lui mangia il pesce e io no. Così, una volta alla settimana, quando Nina mangia la sogliola, anche lui è “autorizzato” a cucinarsi del pesce».

Nina, mia figlia

So che siete molto riservati su Nina. Però mi dici a chi somiglia? «Nina ha preso il bello di tutti e due, ha i riccioli biondi come li avevamo sia io sia Luca da piccoli. Ha gli occhi che ridono come il suo papà, anche se il colore arriva dalla mia bisnonna. Caratterialmente spero somigli più a lui, ma sembra essere già una bella peperina come me. È ciò di cui sono più fiera nella mia vita, è energia pura».

All’inizio dell’intervista hai detto che coltivi l’ottimismo della volontà. Il matrimonio, in un certo senso, ne è un’espressione. «Sì, simboleggia un impegno per tutta la vita. Luca mi ha conquistato al primo sguardo, ma l’amore va coltivato ogni giorno perché rimanga tale. Anche il matrimonio richiede allenamento!».

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