9 film raccontano le Marche dopo il terremoto

07 12 2017 di Liliana Di Donato

Sono le commoventi "Storie dell'Appennino" presentate al Corto Dorico Film Festival. Per un mese 21 ragazzi hanno documentato con la telecamera a 360° i luoghi e le persone colpite dal sisma del 2016. Per testimoniare la resilienza e la speranza.

Un gruppo di 21 ragazzi con la passione per il cinema. Una telecamera a 360 gradi. Un viaggio nei luoghi, e tra le persone, colpiti dal terremoto del 2016. Risultato: i 9 film brevi di Storie dell'Appennino, il momento più emozionante di Corto Dorico Film Festival, in corso fino al 9 dicembre ad Ancona.

Come sono nati

Per un mese i giovani studenti sono stati nei borghi delle Marche danneggiati dalle scosse dell'ottobre del 2016, hanno raccolto le testimonianze degli abitanti e hanno realizzato i loro corti con la realtà aumentata. Non una tecnologia all'avanguardia fine a se stessa, ma uno strumento attraverso cui guardare, e re-immaginare, il futuro. «Il cinema è immaginario: grazie a questa sua essenza può aiutare a riconnettere i fili di una comunità, di un territorio» spiega Roberto Nisi, direttore artistico insieme a Daniele Ciprì del Festival, e ideatore del progetto Storie dell'Appennino. «I ragazzi hanno ascoltato le storie del territorio ferito dal terremoto e le hanno rielaborate in chiave universale. Con l'obiettivo di dare voce e speranza». In questo speciale laboratorio sono stati accompagnati da insegnanti d'eccezione: Elio Germano, attore e regista teatrale, Alessio Ballerini, musicista e filmmaker, Tommaso Perfetti, fotografo e regista, Omar Rashid, art director e produttore, e Laura Viezzoli, filmmaker e superottista.

Cosa raccontano

Fil rouge dei 9 corti è la scoperta: del valore della vita, di persone normali e insieme eccezionali, delle tradizioni delle terre marchigiane. Ma ogni film ha il proprio sguardo originale, racconta uno spicchio di un mondo che ha lottato per sopravvivere e adesso vuole ricominciare a vivere. Come Giorgio, il bisnonno di L'uomo delle nevi che in un insolito viaggio in autobus ricorda la paura di perdere la nipotina la notte della prima scossa, e la felicità di vedere i suoi occhi nel buio. O come i protagonisti di Bronx, che all'indomani del sisma hanno deciso di unirsi in una comunità autogestita per affrontare insieme il dolore della perdita e gli ostacoli di una nuova condizione. Frontiera è un toccante reportage dal paesino di Visso, tra il silenzio delle montagne e la resilienza degli abitanti. Mentre l'onirico Resurgo ci accompagna nell'ex conceria di Fermo, una struttura oggi abbandonata che riacquista vitalità grazie ai colori di uno street artist. FabLab 360 e Io sono qui parlano di rapporti simbiotici: quello tra un operaio e il suo macchinario all'opera e quello tra un artista e la cava dove ha scelto di creare il suo laboratorio. In Pastorello il poeta marchigiano Renato Marziali recita i suoi versi mentre lavora nell'orto. La parabola discendente è invece il racconto venato di nostalgia di un anziano musicista che in gioventù ha fatto parte di una banda di Ascoli ma da 22 anni ha dovuto rinunciare alla sua passione.

Il nostro preferito

Fa emozionare e riflettere e immedesimare Bumbo: 6 minuti a metà tra ricordi e confessioni. Protagonisti sono Andrea e Caterina, una giovane coppia di Camerino che si racconta dopo il terremoto. E lo fa attraverso le foto che è riuscita a salvare da casa: il selfie di un bacio, una gita a cavallo insieme, Andrea al volante, Caterina da bambina con il suo pupazzo preferito... Ricordano come si sono conosciuti all'università, poi persi, e infine ritrovati 2 anni fa. Ragionano su quello che ha tolto il sisma: «L'attaccamento ai beni materiali» dice Caterina. Ma riconoscono anche quello ha dato: «Per me è stato un collante» aggiunge lei. «Una situazione di pericolo, stress, panico come questa fa venire fuori i lati peggiori e migliori... Noi, per fortuna, ci ha unito ancora di più».

Qui sotto, il corto Bumbo. Tutti gli altri li trovi nel canale YouTube dedicato a Storie Dell'Appennino. Il modo migliore per vedere i video a 360 gradi è da dispositivi mobile con la app di YouTube. Da computer puoi aprirli su YouTube tramite Firefox o Chrome.



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