Il nuovo libro di Umberto Eco

23 02 2016 di Annarita Briganti

Non c’è un errore nel titolo. Mentre in una Milano soleggiata la gente scende in piazza per dare l’ultimo saluto a Umberto Eco, esce il suo nuovo libro, postumo. Da venerdì 26 febbraio sarà in tutte le librerie italiane e, a seguire, immaginiamo, mondiali Pape Satàn Aleppe, pubblicato da La nave di Teseo, la casa editrice che il Professore emerito di semiotica del testo ha fatto in tempo a fondare con alcuni dei suoi bracci destri, amici e editori: da Elisabetta Sgarbi a Mario Andreose e Eugenio Lio.

Il volume, quasi 500 pagine, una raccolta di saggi dal 2000 a oggi, era stato approvato dall’autore poco prima di scomparire. Previsto per maggio, ne è stata anticipata l’uscita: il modo migliore di ricordarlo.
Dal passaggio di testimone tra le generazioni, tanto caro a quello che per molti di noi è stato un Maestro, a uno spassoso ritratto di Papa Francesco, del quale Eco aveva molta stima. Il sottotitolo, “Cronache di una società liquida”, riprende un altro dei temi più discussi dal Professore: il ruolo della tecnologia. Lui non usava i social, era stato spesso critico verso un mondo invaso dalla virtualità, ma anche moderno nel suo analizzarlo dall’interno.

Un’opera, questa che esce postuma, che sintetizza la sua caratteristica principale: erudire intrattenendo. I giornali stranieri, nel commemorarlo, l’hanno definito “l’uomo che sapeva tutto”, ma anche un intellettuale fedele negli affetti e nel lavoro. L’unico quotidiano avvertito dalla sua famiglia di quanto fosse accaduto è stato Repubblica, del quale era una colonna portante, e le sue opere, prima quelle di saggistica, poi quelle di narrativa, con longseller quali Il nome della rosa – il primo romanzo che in molti abbiamo letto per sentirci grandi –, saranno ristampate dal marchio della Sgarbi. Un gesto di grande generosità e amore per le persone con le quali ha condiviso la sua straordinaria avventura editoriale.

Tra gli scaffali si trova anche un numero speciale della rivista Alfabeta 2, edito da DeriveApprodi: 50 anni dopo Apocalittici e integrati di Umberto Eco, bilancio di uno dei suoi testi di saggistica più famosi, con interventi di commentatori illustri, compreso lo stesso Professore, a cura di Anna Maria Lorusso, che pure l’ha seguito da vicino quando erano entrambi in Bompiani.

All’ultima Biennale Arte c’era una videoinstallazione del regista Davide Ferrario, con una lunga intervista a Eco. La conversazione si concludeva con un piano sequenza nella sua casa milanese, a pochi passi dal luogo del suo funerale, dove questo genio ineguagliabile custodiva la maggior parte del suo patrimonio librario perché con lui scompare anche uno dei nostri massimi bibliofili.

«La bellezza non vuol dire niente. Ci sono stati criminali che erano colti, collezionavano opere d’arte. I libri non salveranno il mondo, ma un pochino aiutano». Arrivederci Professore.

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