La sesta prova: l’incipit

08 12 2017 di Nina
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L’editor Nina lancia la sesta sfida alle partecipanti al talent "La tua vita in un libro": lavorare sull’incipit del loro memoir, per catturare dalle prime righe l’attenzione del lettore. Ecco la sua richiesta

Anche la seconda fase del nostro talent “La tua vita in un libro” sta giungendo al termine: svolta questa prova, e proclamata la vincitrice, le concorrenti saranno nuovamente selezionate. Le tre finaliste sosterranno un’ultima prova, dopo la quale scopriremo chi potrà pubblicare il proprio memoir con Mondadori.  

Ora, però, concentriamoci sulla sesta prova.

Un incipit a prova di distrazione

Quando si sceglie un titolo in libreria, è frequentissimo aprire il libro e leggere le prime righe: questo è uno dei motivi per cui è fondamentale catturare l’attenzione del lettore sin dalla prima frase. Come si scrive un incipit a prova di distrazione, però? Certi, è un’impresa difficile ma non impossibile: vediamo alcuni esempi.

Provocare

Era una gioia appiccare il fuoco” è la frase con cui Ray Bradbury apre Fahrenheit 451 (Mondadori, Milano 2016). È certamente straniante: piromani a parte, nessuno pensa che appiccare il fuoco possa dare soddisfazione, figuriamoci gioia!

Stimolare la curiosità

Lo straniero di Albert Camus (Bompiani, Milano 1987) comincia così: “Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so”. Spinge a tornare indietro per essere sicuri di aver letto bene e a porsi delle domande. Come è possibile che il narratore non ricordi quando è morta sua madre? È sotto choc? È depresso? Di che cosa è morta la madre?

Inquadrare la storia senza rivelarla

Gabriel Garcìa Marquez inizia Cent’anni di solitudine (Mondadori, Milano 2010) condensando in poche righe una situazione di pericolo e un ricordo d’infanzia: “Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”.

Enunciare una verità

È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie” scrive Jane Austen all’inizio di Orgoglio e pregiudizio (Feltrinelli, Milano 2013), condensando in poche, memorabili righe il senso del suo romanzo e dell’intera epoca che descrive.

Come affrontare la prova

Questi sono solo alcuni degli infiniti, possibili modi di cominciare un libro. Altre tecniche diffuse sono mostrare al lettore un’azione in atto, stupirlo con una lingua originale, illustrare le relazioni tra due o più personaggi, rivolgersi direttamente a un personaggio (oggetto d’amore o magari d’odio). Non esiste una ricetta valida per tutti gli scrittori: ogni autore troverà la sua, sulla base della propria sensibilità, del proprio ritmo e del proprio gusto personale.

Le concorrenti dovranno lavorare sull’incipit del loro memoir, presentando al massimo 1.500 battute (spazi inclusi).

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