La tua vita in un libro: la sesta prova di Beatrice

  • 11 12 2017

Le concorrenti del talent “La tua vita in un libro” affrontano la sesta prova: scrivere l'incipit del loro memoir. Ecco la prova di Beatrice.

SESTA PROVA: L’INCIPIT

La maestra ha le gambe grasse. Amanda detesta starci seduta sopra. Ecco che viene su. Il fastidio. Dalle caviglie risale le gambe, poi si prenderà tutto.

«Amanda, tu devi cambiare atteggiamento. Piangere così ogni giorno non ti fa bene, capisci?»

Sta’ zitta.

«Adesso ti racconto una cosa interessante. Ascoltami bene».

No. Non voglio. Non me ne importa niente.

«Devi sapere che gli antichi credevano che il destino degli uomini fosse collegato al loro nome. Tu conosci il significato del tuo?»

Amanda fissa i bracciali sovrapposti al polso della maestra. La tentazione di riallinearli è irresistibile.

«Amanda deriva dal latino e significa “colei che deve essere amata”. Bello, vero? Secondo gli antichi il tuo destino sarebbe quello di ricevere amore».

C’è un’Amanda avulsa dalla realtà che naviga chissà dove in un mare in tempesta, così sperduta e assordata dal frastuono delle onde e dei tuoni, che nessuno stimolo proveniente dal mondo terreno può raggiungerla.

Poi ce n’è un’altra, o una qualche porzione residua di lei, che se ne sta aggrappata con tutte le sue forze al presente. Una specie di spirito di sopravvivenza dev’essere. E dev’essere proprio a questa Amanda qua che un’eco lontana delle parole della maestra in qualche modo arriva.

«Ma devi anche sapere che nella vita c’è una lezione da imparare, molto più importante di quella di oggi su Marco Polo. Te ne renderai conto da sola, vedrai: non ci si lascia amare da nessuno se non ci si sa amare da soli».

Il commento dell'editor

Beatrice introduce il tema del libro (l’amore di sé) utilizzando un aneddoto dell’infanzia: vediamo la protagonista bambina, seduta sulle ginocchia della maestra. Mentre questa è intenta a consolarla, lei cerca con la mente vie di fuga, rifiutando qualsiasi contatto.

Come incipit questo brano funziona, a partire dall’osservazione sulle gambe della maestra, benché sembri quasi avere una sua autonomia.

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