Libri: perché i classici fanno bene al cuore

24 08 2016 di Silvia Calvi
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Tre firme di Donna Moderna ne sono convinte: i romanzi d’amore tengono vive le emozioni

L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marques (Mondadori)

«Impossibile non appassionarsi alla storia di questo amore sognato e infine raggiunto dopo 53 anni di attesa.

Tutto inizia con il colpo di fulmine tra Florentino Ariza e Firmina Daza, in una sensuale Cartagena di fine ’800, fatto di lettere e lunghi sguardi. Ma è un amore osteggiato dal padre di lei, uomo materiale che vuole per la figlia un partito ben più ricco di un giovane telegrafista. E mentre Florentino fa carriera solo per potersi elevare al livello dell’amata, la bellissima Firmina obbedisce al genitore e sposa un importante medico.

È solo con lunghe lettere e pazienza infinita che Florentino riuscirà a ottenere l’attenzione (e finalmente anche il cuore) di Firmina. E quel bacio che finalmente si danno, ormai anziani, sul battello della compagnia fluviale ora di proprietà dell’ex telegrafista, è descritto da Marquez con gli odori e il sapore di un bacio tra due persone non più giovani. È l’apoteosi dell’amore: un sentimento eterno, che non bada alla bellezza né all’età. Raccontato attraverso personaggi nati dal talento del miglior Marquez»

ROBERTO PARODI

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen (Mondadori)

«Io di Orgoglio e pregiudizio non posso fare a meno. L’ho letto e riletto in italiano e in inglese.

L’ho regalato a mia figlia e con lei ho visto (piú volte) il film e la magnifica serie tv della Bbc. L’anno scorso ho perfino trascinato mio marito (riluttante ma consapevole della sacralità del momento) in pellegrinaggio fino al Chawton Cottage nello Hampshire, dove Jane visse con madre e sorella dal 1809. E dove (lo giuro) ho sentito i sospiri della signora Bennet, mamma dell’affascinante protagonista Elizabeth.

Insomma, passione certificata la mia, fin dalla prima volta che lo lessi. Adolescente in cerca delle “istruzioni per l’uso”, riemersi dopo due giorni di full immersion certa di essere la  reincarnazione della brillante e ironica Lizzie, destinata senza alcun ombra di dubbio a Mr. Darcy. Diciamo pure che come educazione sentimentale non fu propriamente una genialata, visto che ho impiegato un po’ di anni a capire che l’irresistibile fascino di Fitzwilliam Darcy sta soprattutto nel fatto di essere un uomo nato dalla fantasia...di una donna»

SANDRA BONZI

Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand (Feltrinelli)

«Lo incontrai a quindici anni, d’estate, difficile non riconoscerlo con quel profilo, faceva rima con il mio.

Si chiamava Cyrano e fu amore a prima riga, nonostante a quell’età io fossi più genere grunge camicie di flanella alla Pearl Jam che parrucconi cappa e spada. Ma Cyrano era diverso, incarnava i veri travagli dell’adolescenza: un difetto (il naso) lo rendeva insicuro, brutto, incapace di aspirare all’amore corrisposto e, quindi, eterno amico e confidente della bella Rossana.

Ma non era un uomo remissivo, aveva voglia di spaccare il mondo con quella sua firma stilistica “al fin della licenza io tocco”, o bianco o nero, nessun compromesso, nessuna ipocrisia. Era un romantico, era un appassionato, era un grafomane, era un poeta. In una parola: era un adolescente nel corpo di un adulto.
Ma soprattutto Cyrano aveva un’arma che i modelli difettosi sviluppano precocemente, l’ironia. Era uno di noi e io l’ho amato disperatamente, sarà per questo che ancora oggi trovo così sexy Adrien Brody e tutti i nasoni del cinema. Mi sa che devo avere ricevuto l’imprinting».

ENRICA TESIO

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I TITOLI DA LEGGERE QUEST'ESTATE

Ci sono la bella Marguerite Gautier, protagonista della Signora delle camelie e l’ironica Lizzie Bennet di Orgoglio e pregiudizio. Romeo, del classico di Shakespeare, con il suo amore per Giulietta, e Jay del Grande Gatsby, che organizza feste sontuose sperando di ritrovare la sua Daisy.

Questi quattro romanzi senza tempo tornano in libreria in una nuova collana Dea Classic di De Agostini. A colori fluo.

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