Michele Bravi: «Scommessa vinta»

Mentre il brano "Il diario degli errori" colleziona il primo disco di platino e in radio suona il nuovo singolo "Solo per un po’", Michele Bravi si prepara ai festival estivi. Con un primo bilancio

Michele Bravi è il ventiduenne di Città di Castello che quattro anni fa vinse X Factor. Da allora due dischi andati così così, un momento di arresto, la notorietà ritrovata con i video su YouTube: «Se la tv e la radio non potevo averle, è stato naturale iniziare a comunicare con il web, il mezzo più immediato». Tantissimi follower, per il suo unico obiettivo: la musica. Quest’anno è arrivato quarto al Festival di Sanremo con Il diario degli errori contenuto in Anime di Carta, l’album che il 20 e 21 maggio Michele ha presentato in due live sold out a Firenze e Milano: «Faccio fatica a metabolizzare tutto il bello che mi sta capitando», dice.

Lo incontriamo a colazione, per una lunga chiacchierata tra bilanci e futuro. Appuntamenti a oggi confermati i Wind Music Awards (5-6 giugno, Verona), Collisioni (15 luglio) e Medimex (8-11 giugno, Bari). Ecco tutto quello che ci ha raccontato.


Michele Bravi

Da Sanremo: «Faccio fatica a dire che siano passati mesi, mi sembra una settimana. Non riesco più neanche a dimostrare che sono entusiasta di quello che mi sta succedendo, non ci capisco più nulla. Ci metto sempre tanto a metabolizzare. È un periodo in continuo movimento, molto bello e forse me la vivo sempre un po’ troppo con i piedi per terra».

Il nuovo singolo: «Dopo Sanremo ho incontrato i fan. È grazie a loro se ho scelto Solo per un po’ come singolo per l’estate. L’avevo inserito nell’album come esperimento per me stesso, un up tempo un po’ tamarro in stile anni 80 e 90. È stato tra i brani che più hanno apprezzato, non me l’aspettavo. Il pezzo parla anche di sesso orale, per il video ho fatto sei o sette script ma riletti davanti ad altre persone risultavano sempre esagerati. Siamo arrivati a una storia che gioca molto sul doppio senso, è la prima volta che mi metto in gioco come attore, mi interessava rimarcare bene quello di cui sto parlando, giocando con immagini iconografiche. Quando sei davanti a una troupe è più difficile, ma io sono un grande interprete nell’intimità. Volevo fare l’attore da piccolo, ricopiavo i copioni e li recitavo in camera».

Il live: «È quando vedi le persone che cantano le tue canzoni che scopri come stai andando. L’album, i riconoscimenti, Sanremo, è tutto bellissimo. Ma la vittoria reale per me è nei concerti. È lì che la tua scommessa è vinta, soprattutto in un momento in cui tanti cantanti annullano date. In questa anteprima ho puntato soprattutto sui brani dell’ultimo album. Sul palco per la prima volta con gli archi dal vivo, mi sono tolto uno sfizio. E ho cantato per la prima volta davanti a 3000 persone. Ho cercato di parlare poco, lasciando spazio alla musica. Avendo la possibilità di sfruttare la mia doppia identità, quella sul web e quella sul palco, è giusto che in tour rimanga solo la canzone. Quello vero partirà in autunno. L’idea è di riportare sul palco il concetto della carta, giocando con gli origami».

I fan: «Viaggio con al testa tra le nuvole. Il pop sta vivendo un momento nero, per quanto riguarda i live. Ho voluto fare una scommessa, sono venuti. Anche gli instore sono andati benissimo. Ci aspettavamo 200 persone, ne arrivavano 600. Ho sempre finito dopo le undici di sera, a fine giornata non sai più chi sei. Ma io amo parlare con loro, ho bisogno di sapere che cosa ne pensano, non mi basta fare la foto. Se no diventa il mercato del pesce, per me il confronto è importante!»


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Le collaborazioni: «Il mio è un mondo di squali, ma è possibile fare amicizia. Con qualcuno ci sto riuscendo, anche perché io non riesco a collaborare se non c’è un rapporto vero. Se tutti iniziassimo a capire che una collaborazione può fare bene, che ti può portare a un pubblico che non ti conosce e viceversa, allora la musica potrebbe diventare davvero condivisione».

Vita personale: «C’è la mia famiglia, non mancano gli amici che mi tengono coni piedi per terra, sono impegnato, ma li sento. Se mi chiedi se sono fidanzato, no, è ancora tutto come prima. Spero di poter raccontare qualcosa di più felice nel prossimo album. Per ora gli abbracci della sera sono per il mio cane!».

Il futuro: «Sto scrivendo, ma non cose mie, per ora non ho niente di nuovo da scrivere, sto cantando quello che sono ora. Ho raccontato i miei ventidue anni, non posso aggiungere molto altro. A marzo ho però ricevuto una telefonata, non posso ancora dire di chi, che mi ha aperto un nuovo mondo e mi ha dato stimolo per scrivere cose nuove e mi permette di giocare molto di più! Ho la fortuna di avere attorno persone che rispettano i miei tempi, che non mi spingono a macinare la popolarità. Comunque, se ad agosto sono libero vado in vacanza in California!»


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