C’è un’idea semplice ma rivoluzionaria alla base del progetto Museo per tutti: la cultura deve essere un diritto di tutte e tutti, senza barriere. Ed è con questo spirito che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, insieme all’associazione L’abilità onlus e con il supporto di Viatris, ha presentato una nuova ricerca dedicata all’accessibilità dei luoghi della cultura per le persone con disabilità intellettive. Un tema spesso sottovalutato, ma centrale per costruire una società più inclusiva, attenta e capace di ascoltare.

Una rete che cresce: 20 Beni FAI con percorsi dedicati

Museo per tutti non è solo un progetto, ma un lavoro costante di cura. Dal 2016, ha coinvolto 16 Beni FAI in tutta Italia, ai quali nel 2025 se ne sono aggiunti altri quattro. In ciascuno di questi luoghi sono stati creati materiali in linguaggio semplice, percorsi pensati per ridurre ansia e difficoltà di orientamento, guide accessibili e strumenti utili per chi accompagna una persona con disabilità intellettiva. Il risultato? Luoghi che non solo aprono le porte, ma accolgono davvero.

Abbazia di Santa Maria Cerrate, Lecce. Foto courtesy FAI.

L’indagine: la cultura fa bene, soprattutto a chi ha più bisogno di esprimersi

La ricerca realizzata da IQVIA, che ha coinvolto circa 1.200 persone tra popolazione generale, operatori e caregiver, conferma quello che molte famiglie già sanno per esperienza: l’accesso alla cultura è un’occasione preziosa per crescere, comunicare e raccontarsi. Se per la popolazione generale le attività culturali risultano importanti nel 31% dei casi, per caregiver e operatori le percentuali raddoppiano, arrivando rispettivamente al 67% e 70%. Significa che chi accompagna ogni giorno persone con disabilità intellettive vede nella cultura non un “extra”, ma un bisogno fondamentale. Eppure, proprio queste famiglie sperimentano più di tutti la difficoltà di accedere ai musei: il 71% dei caregiver e il 74% degli operatori considera il patrimonio culturale poco o per nulla accessibile.

I giardini della Kolymbetra, Valle dei Templi, Agrigento. Foto Courtesy FAI.

“Questa indagine conferma l’importanza dell’accesso alla cultura per tutti, senza alcuna distinzione: siamo felici di supportare Museo per tutti che si pone proprio questo obiettivo – ha dichiarato Fabio Torriglia, Country Manager di Viatris Italia che per il quarto anno sostiene il progetto. – In Viatris, l’accesso è fondamentale per la nostra mission di consentire alle persone nel mondo di vivere una vita più sana in ogni sua fase. Prende il via dalla nostra capacità di offrire in modo sostenibile farmaci di alta qualità alle persone, indipendentemente dal luogo o dal contesto di riferimento. Ma il nostro impegno per l’accesso va oltre: diamo il nostro contributo alla creazione di comunità sane e inclusive, dove tutti hanno accesso alle stesse opportunità”.

Le emozioni negative di chi accompagna: visite stancanti, poca accoglienza, molta solitudine

Mentre la maggior parte dei visitatori vive la visita al museo come un momento appagante, molti caregiver raccontano tutt’altro. Il 32% parla di sensazioni negative: fatica, mancanza di informazioni adeguate, poca comprensione del personale. Anche gli operatori confermano la stessa esperienza di solitudine e sforzo costante per “mediare” la visita. È un dato che colpisce: la cultura dovrebbe nutrire e alleggerire, non diventare una maratona emotiva.

Bosco di San Francesco, Assisi.

Cosa serve davvero? Formazione, linguaggio semplice e percorsi su misura

La ricerca non lascia dubbi: per rendere un museo davvero inclusivo servono alcune azioni fondamentali: personale formato e consapevole; materiali in linguaggio semplice, accessibili e chiari; percorsi dedicati, pensati per diversi tempi e modalità di fruizione; laboratori inclusivi, dove poter sperimentare in autonomia. In poche parole, occorre attenzione. Attenzione concreta che fa la differenza tra un luogo semplicemente aperto e un luogo che accoglie.

Torre Casa Campatelli, San Gimignano. Foto courtesy FAI

Il FAI punta sull’accessibilità: guide easy-to-read e CAA per una visita senza stress

Le guide scaricabili dal sito benefaipertutti.it sono un esempio di questa nuova cura: testi Easy to read, simboli della CAA ARASAAC, fotografie, mappe intuitive. Non semplici strumenti, ma chiavi d’accesso che permettono di prepararsi alla visita, orientarsi senza ansia e vivere il museo con più serenità. Davide Usai, Direttore Generale FAI, spiega così la direzione intrapresa: “Vogliamo che ogni persona possa vivere i Beni FAI in modo agevole e completo. I risultati della ricerca ci aiutano a migliorare e ad ascoltare di più”.

Villa e Collezione Panza, Varese. Foto courtesy FAI.

Un impegno condiviso per una cultura che non lascia indietro nessuno

“I caregiver raccontano visite spesso difficili e solitarie”, sottolinea Carlo Riva di L’abilità. “Ma la cultura è uno strumento potente per esprimersi, emozionarsi, crescere. Per questo dobbiamo progettare insieme, ascoltando i bisogni reali delle persone”. Una visione condivisa anche da Viatris: “L’accesso alle opportunità è parte della nostra missione – ricorda il Country Manager Fabio Torriglia. – Sostenere Museo per tutti significa contribuire a comunità più sane e inclusive”.

Villa dei Vescovi, Luvigliano. Foto courtesy FAI

Un passo avanti verso un’Italia più attenta e gentile

Museo per tutti dimostra che l’inclusione non è un’utopia: è una scelta. Una scelta fatta di guide pensate meglio, percorsi più attenti e personale capace di accogliere con sensibilità. Una scelta che permette a ogni persona – indipendentemente dalle proprie difficoltà – di entrare in contatto con la bellezza, e di sentirsi finalmente parte della storia che un museo racconta.