La giornalista e scrittrice Naomi Klein

La giornalista e scrittrice Naomi Klein

Naomi Klein e lo shock del primo anno di Trump

Nell’ultimo saggio la giornalista e attivista Naomi Klein fa il punto sul presidente americano. E spiega perché «la sua non è la politica del fare, ma del disfare»

Tra l’attentato di Halloween a New York e il Russiagate, l’America di Donald Trump è nell’occhio del ciclone. E non passa giorno senza che il presidente Usa non rilasci una dichiarazione di fuoco. Come quella del 1° novembre, dopo l’arresto dell’uzbeko Sayfullo Saipov che ha ucciso 8 persone e ne ha ferite 12 piombando sulla folla a Manhattan. Saipov era entrato nel Paese 10 anni fa grazie al Diversity Visa Lottery Program: la “lotteria della green card” con cui si sorteggiano i permessi di soggiorno, contro cui Trump si è scagliato affermando che gli ingressi degli stranieri devono essere concessi in base al merito. «Purtroppo l’attacco terroristico del 31 ottobre ha dato a Trump un’altra occasione per riaccendere gli animi razzisti e nazionalisti» dice la giornalista ed editorialista canadese Naomi Klein, in Italia per presentare il suo ultimo libro: Shock Politics. L’incubo Trump e il futuro della democrazia (Feltrinelli).

Non ha portato avanti nuove leggi

Il saggio, che esce a un anno di distanza dall’elezione di Trump, «è l’abbozzo di una road map per la resistenza agli shock» scrive Klein nell’introduzione. «Shock economici, quando scoppiano le bolle dei mercati; shock della sicurezza, quando si pagano le conseguenze delle politiche antimusulmane; shock ambientali, con la ulteriore destabilizzazione del clima». Tutte cose su cui Donald Trump ha costruito la sua presidenza. «Oggi è più chiara la strategia con cui il presidente agisce: il suo modo di aggredire le persone, di licenziare i collaboratori, persino la sua capacità di fare la dichiarazione più assurda del momento» osserva Klein, conosciuta per il suo attivismo. «Si parla sempre dell’incompetenza di Trump e del fatto che non sia capace di portare avanti una qualche proposta per una nuova legge. È vero, non ha presentato nuovi progetti. Ma il suo programma in realtà non consiste nel “fare” bensì nel “disfare”. Come è successo con la finanza e la sanità».

Naomi Klein ha scritto Shock Politics (Feltrinelli) spinta dalle urgenze mondiali: il riscaldamento

Naomi Klein ha scritto Shock Politics (Feltrinelli) spinta dalle urgenze mondiali: il riscaldamento climatico, l’emergenza rifugiati, le disuguaglianze economiche. Perché, dice: «Non basta dire no! Il no deve essere accompagnato da un forte e immaginifico sì, da un piano per il futuro»

Mette il potere economico davanti a tutto

Trump è il prodotto di una cultura che mette il potere economico davanti a tutto, sostiene Klein, la “fusione di umano e multinazionale, un megabrand in un corpo solo” basato sull’idea che “se sei ricco puoi ottenere tutto ciò che vuoi”. «E non si può guardare a lui in maniera isolata rispetto all’ascesa delle forze populiste negli altri Paesi. Penso alla Brexit, a Marine Le Pen e ai movimenti neofascisti che in qualche modo hanno messo insieme la rabbia e la globalizzazione, la perdita di una stabilità economica con la xenofobia e una forma di razzismo aperto».

Ha contribuito all'avanzamento dell'estrema destra

Persino Barack Obama, dice Naomi Klein, è un presidente che non è riuscito a contrastare il sistema bancario e questo ha creato il terreno fertile per l’estrema destra. Lo scandalo Russiagate - l’indagine dell’Fbi sulle possibili interferenze di Mosca per favorire Trump alle elezioni - è riuscito a indebolire il presidente? «La verità? Ai suoi elettori importa poco del Russiagate e i repubblicani potrebbero abbandonare Trump solo nel caso perdesse popolarità, il che non sta avvenendo. Il presidente Usa sarà realmente vulnerabile se non manterrà le promesse fatte agli americani durante la campagna elettorale. Attorno a me vedo tanta insoddisfazione: le persone sono spaventate per quello che sta succedendo. Penso che ci sia la necessità di una risposta progressista e che spero arrivi al più presto».

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