Elisa Di Francisca, un argento da soap

Jesi è una cittadina marchigiana con un record speciale. Fra i suoi 40.000 abitanti c'è forse la più alta concentrazione di medaglie olimpiche del mondo. Tutte conquistate nello stesso sport: la scherma. 

La scuola di Jesi

Tutto merito di un distinto signore, Ezio Triccoli, ormai scomparso che durante la guerra fu rinchiuso in un campo di prigionia. Qui conobbe un sottufficiale inglese che gli insegnò i primi rudimenti di questo curioso e affiascinante sport che rievoca, in forma moderna e ultratecnologica gli antichi duelli medievali. Ezio Triccoli, liberato e tornato in Italia, fondò a Jesi una scuola di scherma e per decenni ha cresciuto e seguito generazioni di schermatrici.

Quale fosse il suo segreto non lo sappiamo, ma di fatto la sua scuola ha sfornato campioni e campionesse a raffica come una fabbrica. Sono di Jesi Stefano Cerioni (due ori olimpici e un bronzo), Giovanna Trillini (quattro ori olimpici, un argento e tre bronzi) ed è di Jesi pure Valentina Vezzali (sei ori olimpici, un argento e due bronzi). E infine è di Jesi anche Elisa Di Francisca che ha appena vinto l'argento a Rio de Janiero che si somma ai due ori conquistati a Londra quattro anni fa. 


Getty Images

Elisa Di Francisca bacia la medaglia d'argento vinta a Rio De Janeiro 

Getty Images

Arianna Errigo 

Getty Images

Valentina Vezzali. L'ex campionessa oggi è deputata con Scelta Civica

Getty Images

Il Dream Team sfoggia le medaglie d'oro conquistate a Londra 2012 azzerando tutte le avversarie. 

Getty Images

Da sinistra verso destra: Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali. Il podio tutto azzurro di Londra 2012. 

Getty Images

Arianna Errigo sconfitta dalla canadese Harvey. Era la favorita per l'oro. 

Niente oro dopo 16 anni

Un argento che sa di magra consolazione. L'Italia era abituata a stradominare nella scherma e da queste Olimpiadi brasiliane ne esce, rispetto ai trionfi del passato, un po' ridimensionata. E' la prima volta, dopo sedici anni, che non abbiamo vinto l'oro nel fioretto. A Elisa Di Francisca mancava pochissimo all'impresa con la russa Inna Deriglazova. Con le prime stoccate è avanti la Di Francisca, poi la Deriglazova fa sette punti consecutivi ma l'italiana rimonta, recuperando. Sono pari e purtroppo per noi, è l'avversaria russa a infilare la stoccata decisiva. Termina 12 a 11 per loro. 

La delusione di Arianna Errigo

Delusione totale invece per l'altra fiorettista azzurra, Arianna Errigo, numero uno del ranking mondiale e da tutti considerata favoritissima. Invece, non ha retto alla pressione ed è crollata agli ottavi di fronte all'incredula canadese Eleanor Harvey. Dopo la sconfitta la Errigo ha sbottato furiosa contro Giulio Tomassini, l'ex maestro con cui ha litigato, preferendo piuttosto allenarsi da sola che con lui: "Non ho sentito il suo rispetto nei miei confronti e quando manca il rispetto, meglio anche perdere un oro olimpico" si è sfogata con i giornalisti. La Errigo si è arrabbiata quando ha saputo che Tomassini stava allenando anche la Di Francisca. Lo ha percepito come un vero tradimento e fra maestro e allieva, a pochi mesi dalle Olimpiadi, si è consumata la rottura.

Attaccato pubblicamente dalla Errigo, Tomassini ha replicato, altrettanto furioso: "Arianna cerca solo scuse per giustificare la sconfitta" Allenare più atlete è prassi nella scherma, ha spiegato Tomassini e contrattaccando alle accuse della Errigo: "E' stata lei a mancarmi di rispetto quando mi ha intimato di non allenare la Di Francisca. Quando ho iniziato a seguire la Errigo, ero già il maestro della Vezzali. Allora andava bene? Ha fatto tutto da sola, si è montata la testa, decidere di allenarsi senza un maestro è stata una follia, è andata alle Olimpiadi solo con lo scopo di battere Elisa. Onestamente mi aspettavo una sua sconfitta." 

"Ho appreso dai giornali quanto accaduto" -spiega il maestro di scherma Lorenzo Ravazzani Manusardi, della ProPatria 1883 di Milano. "E quindi posso parlarne solo in modo generico. Posso dire però che nel nostro sport, il rapporto fra maestro e allievo è molto particolare. La lezione è individuale, uno a uno, e il rapporto che si crea è un legame molto forte. Certo possono nascere delle incomprensioni che possono generare situazioni di disagio. Molto importante in questi casi è saper gestire bene la situazione."

Rivalità e gelosie

La rivalità e le gelosie fra le fiorettiste italiane non erano un mistero per gli addetti ai lavori. Quando quattro anni fa, a Londra, la Errigo ha battuto la Vezzali, quest'ultima ha affermato velenosa nella sua autobiografia: "Ho perso con lei pur di non affrontare la Di Francisca". L'ho fatta vincere, detta in altre parole. E alla Errigo, orgogliosissima, quella frase non è mai andata giù. Quando ha sconfitto di nuovo la Vezzali in un Europeo, si è tolta la maschera e le ha urlato: "E adesso cosa ti inventi?" 

"In realtà la competizione nella scherma ha un valore bivalente" -ragiona il coach- può creare contrasto ma può anche stimolare molto l'atleta. Alla fine è pur sempre uno sport in buona parte individuale, dove con l'altro si deve duellare e battere. Insomma la competività marcata, se ben gestita, può portare anche a grandi risultati. L'importante è che sia gestita e indirizzata in modo sano."

E anche fra le jesine, pure se cresciute insieme nella fabbrica di campioni, non mancano screzi e insofferenze reciproche. Ma finché vincevano tutte, nessuno badava a queste cose. Ma ora che l'oro è volato via dall'Italia, ora che non suona più l'inno di Mameli alla fine dei tornei di fioretti, anni di gelosie covate sotto la cenere sono esplosi mandando in pezzi ciò che resta del Dream Team italiano. 

Rossella Fiamingo, spada d’argento

VEDI ANCHE

Rossella Fiamingo, spada d’argento

Rio 2016: gli atleti (e le atlete) più sexy

VEDI ANCHE

Rio 2016: gli atleti (e le atlete) più sexy

Riproduzione riservata