Ornella Vanoni spassosa a 87 anni: «Non so se arrivo a Natale»

Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa la cantante, abituata da sempre all'ironia, ha lasciato, tra il serio e il faceto, tutti senza parole con le sue battute

Esilarante. Ironica. Spassosa. Vulcanica. E persino spudorata. Ornella Vanoni, a 87 anni suonati (lei approverebbe il termine), sta regalando ai suoi fan il meglio di sé. E non solo a livello musicale con l'album Unica Celebration Limited Edition 2022 - disponibile in doppio vinile, combo boxset e album digitale - ma soprattutto con quello spensierato sarcasmo che la contraddistingue e col quale dispensa perle di saggezza, consigli e pure qualche sentenza. Come in quei venti minuti in cui è apparsa da Fabio Fazio su Rai Tre a Che tempo che fa, dove, tra battute sui toyboy Colapesce e Dimartino, con cui peraltro si è "divertita" moltissimo l'estate scorsa, e frecciatine alla simpatica comica Virginia Raffaele che l'ha dipinta spesso «come una vecchia rincoglionita maniaca sessuale», la mitica cantante e attrice italiana ha scherzato (lasciando però tutti senza parole): «Non so se arrivo a Natale».

L'unica cantante del nostro Paese ad essere stata insignita di due importanti riconoscimenti e onorificenze come il titolo di Commendatore della Repubblica e quello di Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana, ha spiegato al pubblico la sua "teoria" sull'invecchiamento. Nulla a che fare con l'estetica, le rughe e le numerose critiche, cui ormai non bada più, sull'uso smodato della chirurgia - proprio lei che sognava di fare l'estetista e di curare la pelle - ma sulla capacità e leggerezza del diventare "grandi" restando un po' bambini. «Ritengo che invecchiare sia bello soltanto se tiri fuori quel lato che hai sempre tenuto nascosto, cioè quello infantile. Il lato infantile ti sorregge, ti fa ridere», racconta la cantante milanese divertendosi, «ho una bolla piena di risate che zampilla come la voce di Orietta Berti».

Il suo riconoscibile timbro, che in questi giorni sentiamo passare spesso in radio, le ha permesso di sbizzarrirsi, in oltre 60 anni di carriera, attraverso molti generi, dal pop alla bossa nova fino al jazz. Negli anni Cinquanta, l'idea di una cantante "intellettuale", impegnata, sofisticata, aveva suscitato sin da subito un certo interesse, tanto che l'indimenticabile Giorgio Strehler decide di cucirle addosso un vero e proprio repertorio. Prima ancora di innamorarsi di lei: «Era il '55 quando divenni la compagna di Strehler. E fu scandalo. Avevo vent'anni, lui era sposato, non c'era il divorzio e, per di più, viveva da solo, era di sinistra ed era un artista. Mia madre si lamentava, piangeva: "Così ti rovini, ti devi sposare", da scuola mi volevano cacciare e mio padre non mi parlava più».

L'artista, che sta promuovendo il suo ultimo lavoro, si lamenta che alla sua età sta lavorando troppo (e come darle torto): «Troppe cose. Ogni giorno lavoro per fare promozione, un disco e un film in uscita. In Italia la promozione è gratis, non si guadagna niente. Non ho mai lavorato tanto, sono affaticata. Sto promuovendo tre cose insieme e non sto capendo un tubo».

Ma anche se è la sua musica che continua a legarla a più generazioni, inevitabilmente sono la vita privata e i suoi amori ad essere "chiacchierati": dopo la relazione con il famoso regista che ha scritto la storia del teatro italiano e non solo, e che fu oggetto di scandalo a causa della grande differenza d’età tra i due, la Vanoni ha amato «di un amore impossibile» Gino Paoli con cui ha interpretato una delle canzoni più romantiche di sempre, "Senza fine". «Non lo possedevo, non lo avevo. Mi faceva soffrire e per questo credevo che fosse un grande amore».

Un figlio, due adorati nipoti, 41 album e qualche amore dopo, quello con il cantautore monfalconese resta sempre il legame più discusso, anche quando la Vanoni lo schiva con grande lucidità «Che palle questo Paoli!».
Ma sappiamo bene che è stato l'amore, al di là delle relazioni, il motore della vita e della carriera della diva ribelle per eccellenza.

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