Tania Cagnotto, dal trampolino all’altare

29 08 2016 di Michela Ventrella
Credits: Olycom

La celebre tuffatrice, medaglia di bronzo a Rio, è alla vigilia del suo matrimonio. E qui ci racconta l'emozione di chi sta per "buttarsi" in una nuova fase della vita 

Gli occhi le brillano ancora, il suo sorriso trasmette la serenità di chi ha raggiunto la vetta e sa che adesso deve solo godersi il panorama. Tania Cagnotto è appena rientrata dalle Olimpiadi di Rio 2016, in queste ultime ore il suo costume è stato messo all'asta per raccogliere fondi per aiutare i terremotati. Sensibile e determinata, la campionessa azzurra ha fatto sognare tutta l’Italia con i suoi tuffi da fata, prima nel sincro con Francesca Dallapè (medaglia d’argento) e poi nel trampolino individuale da tre metri (medaglia di bronzo).

Un’uscita di scena da brivido per la più grande tuffatrice italiana, ora impegnata nei preparativi del suo matrimonio con Stefano Parolin che si terrà il 24 settembre sull’isola d’Elba. Donna Moderna l’ha incontrata a Polignano a Mare, in Puglia, in occasione della competizione del Red Bull cliff diving, lo sport estremo che sfida la legge di gravità con salti acrobatici da 21 e 27 metri d’altezza.

Tania, ci regalerai ancora un ultimo tuffo?
«Da una scogliera così non lo farei mai, ammiro questi atleti e il loro coraggio “folle”, ma è completamente diverso da quello che faccio io. Sono abituata ad entrare in acqua di testa, loro per ragioni di sicurezza entrano con i piedi».

Che emozioni stai vivendo in questi giorni post Olimpiadi?
«Sono felice, ma non ho ancora avuto molto tempo per stare a casa e capire davvero cosa sia successo. È stata una gara perfetta non solo per il risultato, ma per come l’ho vissuta. Non ho avuto paura e non ho pensato al mio punteggio. Mi sono divertita e mi sono goduta quel tuffo in ogni istante, sapevo che era l’ultimo e che questa era la mia ultima olimpiade. Per la prima volta l’ho fatto solo pensando a me».

Il cuore ha avuto la meglio sulla testa per domare il tuffo perfetto?
«Sì. Mi ha aiutato anche l’aver conquistato prima la medaglia d’argento con il sincro, ero più serena e fiduciosa. Dopo l’esperienza negativa delle Olimpiadi di Londra nel 2012, una vittoria sfiorata per cui ho sofferto tanto, ho imparato a prendermi meno sul serio durante una gara. Oggi penso che quello era il prezzo da pagare per arrivare sino a qui, quell’incidente di percorso mi ha insegnato ad essere più leggera e non è un caso che dopo Londra ho fatto i tuffi più belli della mia carriera».

Adesso devi svelare un altro segreto: come hai fatto a preparare Olimpiadi e matrimonio quasi contemporaneamente?
«Stefano mi ha chiesto di sposarlo più di un anno fa, questo mi ha permesso di organizzare il matrimonio con un po’ di anticipo prima di dedicarmi completamente alla gara. Ci sta aiutando anche una wedding planner dell’isola. Le nozze si sono rivelate una distrazione e un antidoto per l’ansia da competizione».

Come saranno i festeggiamenti?
«Sarà un matrimonio a piedi nudi, la cerimonia si terrà a 10 metri dalla spiaggia su un prato, in una cappella all’aperto. Poi partiremo in viaggio di nozze tra Stati Uniti e Polinesia. Non vedo l’ora di godermi un po’ di vacanza».

Hai già idea di quello che succederà al tuo ritorno?
«Poche ore dopo Rio molti media mi definivano già ex tuffatrice, mi ha fatto uno strano effetto, ma è la verità ed è quello che ho dichiarato: mi ritiro dalla scena. Adesso ho bisogno di un po’ di calma e tranquillità per capire cosa fare e dipenderà anche da quello che mi verrà proposto. Questa volta non ho fretta di lanciarmi».





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