Mutuo, si perderà la casa dopo 18 rate non pagate

04 11 2016 di Fabio Brinchi Giusti
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È entrato in vigore il decreto mutui. Una legge che contiene importanti novità per quanto riguarda i mutui bancari

Dal 1 novembre 2016 è in vigore il decreto mutui. Una legge che recepisce (cioè introduce nel nostro ordinamento) una direttiva europea e che contiene importanti novità per quanto riguarda i mutui bancari.

Esproprio dopo 18 rate 

A cambiare saranno specialmente le regole che riguardano il pignoramento con la legalizzazione della "clausola anti-insolvenza". Come avevamo già anticipato, questa clausola prevederà che dopo 18 rate del mutuo non pagate (o l'equivalente in denaro di 18 rate), le banche potranno vendere la casa, senza dover ricorrere -come accade oggi- all'ufficiale giudiziario e senza doverla mettere obbligatoriamente all'asta. Un perito indipendente, così dispone la legge, stabilirà il valore di mercato dell'abitazione. La banca venderà la casa attraverso agenzie immobiliari e integrerà la quota mancante del mutuo mentre un eventuale avanzo andrà direttamente all'ex proprietario espropriato (ad esempio: se una casa viene venduta a 150.000 euro e il debito era di 100.000 euro, i 50.000 euro in più andranno all'ex proprietario). 

La clausola non sarà obbligatoria

Tuttavia i cittadini non saranno obbligati ad accettare queste condizioni: potranno infatti scegliere se accettarla o meno al momento della firma del contratto di mutuo. In caso contrario resterà in vigore la vecchia norma: dopo sette rate non pagate, le banche potranno rivolgersi al tribunale e avviare le procedure burocratiche per riprendersi l'immobile che sarà poi venduto all'asta.

La differenza fra i due sistemi è chiara: con la clausola anti-insolvenza il numero di rate che si possono non pagare è più alto (18) ma la banca potrà riprendersi più velocemente la casa, mentre senza clausola il numero di rate è minore (sette) ma le banche avranno tempi più lunghi e procedure burocratiche più complesse per espropriare l'abitazione. 

Il Pies

Il decreto introduce poi il Pies (prospetto informativo europeo standardizzato). le banche devono uniformare e standarizzare i prospetti che vengono consegnati ai clienti interessati alla stipula di un mutuo. In questo modo i consumatori dovrebbero ricevere tutte le informazioni necessarie ed essere consapevoli di tutte le variabili possibili e i rischi in cui potrebbero incorrere.

Inoltre il cliente avrà diritto a sette giorni di tempo per pensare prima di prendere una decisione e avrà anche 14 giorni per recedere dal contratto, senza dover pagare alcuna penale. Nuove regole sono state introdotte per gli annunci pubblicitari che dovranno essere chiari e non ingannevoli. 


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