Donna anziana computer capelli grigi

Ape, come funziona l’anticipo della pensione

Dal 1 maggio 2017 si potrà andare in pensione prima. Ecco i requisiti, i calcoli, le regole e alcune simulazioni in base alla professione 

Dal 1° maggio parte l’Ape, l’anticipo pensionistico

L’Ape è il sistema sperimentale che consentirà di andare in pensione in anticipo a chi compirà 63 anni a partire dal 1° maggio 2017. In questa situazione, secondo i calcoli dell’Inps, si trovano circa 350 mila italiani. La sperimentazione durerà due anni e potrà poi essere proprogata.

I requisiti necessari

L’anticipo pensionistico coinvolgerà i lavoratori autonomi, i dipendenti (compresi quelli del settore pubblico) e i parasubordinati, che potranno lasciare il lavoro da 6 mesi fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi prima del tempo. Per fare domanda occorrono, oltre all’età, almeno 20 anni di contributi già versati e una pensione netta non inferiore a 700 euro al mese.

Chi fornisce il prestito

«I soldi degli anticipi vengono dati da banche e finanziarie che hanno stipulato una convenzione con il Governo» spiega Eleonora Voltolina, giornalista esperta di diritto del lavoro. «Il cittadino si impegnerà a restituirli in 20 anni, a partire da quando raggiunge l’effettiva età pensionabile». A fronte dell’anticipo, però, il lavoratore dovrà fare i conti con una pensione più magra. «La rata da restituire è appesantita dagli interessi e dal premio dell’assicurazione che è obbligatoria» avverte l’esperta.

Di quanto diminuisce la pensione

«In pratica, si perde dal 2 al 5,5% per ogni anno di anticipo». Per esempio, chi sta per maturare una pensione netta di 865 euro e vuole lasciare il lavoro con 3 anni di anticipo ottiene l’85% dell’assegno teorico, che corrisponde a un'Ape mensile di 736 euro. Ma allo scattare della pensione, avrà solo 725 euro, perché perderà il 4,6% per ogni anno d’anticipo richiesto. Chi è interessato può fare domanda online sul sito dell'Inps (inps.it) o rivolgersi a un patronato.

Noi abbiamo provato a fare alcune simulazioni in base alla professione, dall'artigiana alla manager. 

L’Ape social: anticipo pensionistico agevolato

Per alcune categorie particolarmente disagiate di lavoratori è stato studiato un anticipo pensionistico agevolato, cioè un assegno di accompagnamento alla pensione che non potrà superare i 1500 euro. Chi ne usufruirà, non dovrà naturalmente chiedere alcun prestito alle banche.

Chi ha diritto all'Ape social

Le categorie di lavoratori che ne beneficeranno sono quattro: 1) i disoccupati con reddito massimo di 8000 euro l’anno, ma senza altri ammortizzatori; 2) i soggetti impiegati in attività difficoltose o rischiose per la quale la permanenza al lavoro in età più elevata aumenta il rischio di infortunio o di malattia professionale; 3) chi ha un’invalidità superiore al 74%; 4) chi si prende cura continuativamente di parenti di primo grado conviventi con disabilità grave.

Cosa occorre per l'Ape social

Per ottenere l’Ape social bisogna aver compiuto 63 anni e avere maturato 30 anni di contributi, che diventano 36 la categoria al punto 2. Per tutti gli anticipi, sarà l’Inps a calcolare l’assegno spettante, ma bisognerà chiedere la certificazione del diritto all’Ape sul portale dell’Inps.

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