voucher lavoro

Voucher lavoro: è boom, ma convengono?

I voucher sono una forma di pagamento usata per i lavoratori saltuari. Ecco come funzionano nel dettaglio

Stiamo diventando il Paese del voucher. Il “buono lavoro”, nato per retribuire gli impieghi saltuari, quelli dello studente che arrotonda lavorando la sera al pub o del pensionato che tinteggia la casa del vicino, ormai ha fatto boom. Quando è nato, nel 2008, era stato usato per 25.000 lavoratori. Oggi siamo arrivati a 1 milione e mezzo. «E 400.000 italiani sono pagati esclusivamente con questa formula» nota Anna Zilli, ricercatrice di Diritto del lavoro all’università di Udine. Mentre l’acquisto di nuovi tagliandi, da parte delle aziende, non smette di aumentare: le richieste sono cresciute del 45% nei primi mesi del 2016. Cerchiamo di fare chiarezza.

Cosa sono i voucher?

«Sono tagliandi cartacei o telematici del valore di 10 euro (ma esistono anche tagli cumulativi da 20 e 50 euro) utili per retribuire un’ora di lavoro» spiega Emiliana Dal Bon, esperta della Fondazione studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. «Li possono utilizzare sia le famiglie sia le aziende. In quei 10 euro, oltre alla paga netta Gettydel lavoratore, ci sono i contributi all’Inps e una quota va anche all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni».

Per quali prestazioni possono essere usati i voucher?

Praticamente tutte: quelle di domestici, camerieri, muratori, commessi. «Possono ricevere questo pagamento studenti, pensionati, disoccupati, persone in cassa integrazione, ma perfino dipendenti che hanno già un contratto e vogliano arrotondare con un altro impiego» spiega Anna Zilli,  dell’università di Udine. Restano alcuni vincoli per le imprese agricole, che nella raccolta stagionale della frutta possono utilizzare solo pensionati o studenti under 25.

Occhio, però, a qualche caso particolare. «Se una domestica presta servizio presso un’abitazione con regolarità, per esempio tre volte alla settimana, potrebbe aprire un contenzioso davanti al giudice del lavoro e ottenere un vero e proprio contratto di collaborazione domestica» suggerisce Emanuela Dal Bon. «Questo, però, non succede quasi mai, visto che la paga oraria sindacale per quel tipo di contratto, compresa di solito fra 4,5 e 7 euro l’ora, risulta inferiore al voucher».

Dove si acquistano e dove si incassano i voucher?

Presso le banche (Intesasanpaolo e alcune Popolari), i tabaccai convenzionati o negli uffici postali (quest’ultima possibilità è riservata ai privati, non vale per le imprese). Il datore di lavoro riceve un tagliando con un codice che va “attivato” sul sito dell’Inps. Al termine del servizio, chi ha prestato l’opera presenta lo stesso buono all’ufficio dove è stato emesso e viene pagato in contanti. «Le aziende possono anche ricorrere a una procedura telematica a distanza, con cui poi è direttamente l’Inps, via bonifico, a pagare la retribuzione. Ma è un sistema spesso in ritardo, il tagliando di carta è senz’altro più pratico» aggiunge Dal Bon. Quanto ai tempi, un voucher va utilizzato entro 30 giorni dal suo acquisto, mentre chi ha lavorato può incassarlo entro 1 anno (se preso dal tabaccaio) o 2 anni (se è emesso in un ufficio postale).

Quanto permettono di guadagnare i voucher?

 Non si possono ricevere più 7.500 euro netti (9.333 euro lordi) in voucher nel corso di 1 anno. E non più di 2.000 euro netti dallo stesso committente. La soglia annua si abbassa a 3.000 euro netti (4.000 lordi) per chi già percepisce trattamenti come sussidio di disoccupazione o cassa integrazione. Il Fisco può multare sia i datori di lavoro che non abbiano controllato la posizione del collaboratore sia quest’ultimo se non ha comunicato il superamento della soglia.

I voucher danno diritto alle ferie?

 I voucher non costituiscono un rapporto di lavoro, sono solo una forma di pagamento. E, a differenza di un contratto, non danno diritto a ferie, Tfr, disoccupazione o maternità, ma solo alla copertura Inps e Inail.

I voucher fanno maturare i contributi per la pensione?

Sì, però la quota di contributi va alla Gestione separata Inps, quella degli autonomi, e non sulla posizione da “dipendente”, per chi la possiede. Al momento della pensione, occorrerà unire le due parti. «Attenzione, però, che l’ammontare dei contributi versato con i voucher è molto più basso rispetto a quello di una busta paga normale. Se, per ipotesi, si lavorasse tutta la vita solo con i voucher, non si raggiungerebbe neppure la pensione minima. Ecco perché questo sistema deve restare limitato ad attività occasionali» segnala la ricercatrice Anna Zilli.

I voucher eliminano il lavoro nero?

«Molte imprese, da quelle edili ai ristoratori, ricorrono a un trucco dicendo: “Ti faccio lavorare per una giornata piena come se fossi assunto, poi ti pago qualche ora con il buono e il resto in nero. Così, se arriva un controllo o ti fai male, tiro fuori il tagliando per giustificare la tua presenza e far scattare la copertura sugli infortuni”» denuncia Graziano Urbinati, segretario della Cgil di Rimini. E non mancano i negozianti che impiegano personale per una giornata intera, pagandone solo metà con il buono. Prendere o lasciare. «Oggi chi cerca un posto è sempre l’anello debole e accetta tutto» aggiunge il sindacalista.

I voucher si possono migliorare?

Il governo ha intenzione di rendere i buoni “tracciabili”. «A differenza di quanto succede adesso, l’impresa dovrà comunicare non solo i dati del lavoratore, ma anche il giorno di inizio della prestazione e la sua durata effettiva. Così sarà più facile controllare eventuali abusi e anche verificare se si è superata la soglia annua» spiega Emiliana Dal Bon. Un passo avanti verso la trasparenza, che però non convince tutti: la Cgil sta raccogliendo le firme per un referendum di abolizione completa dei voucher.

● 10 EURO È IL TAGLIO MINIMO di un voucher: 7,5 euro vanno al lavoratore, 1,3 all’Inps per i contributi, 0,7 all’Inail contro gli infortuni, 0,5 all’Inps per i costi di gestione.

● 7.200 EURO È LA CIFRA MASSIMA NETTA (pari a 9.333 lordi) che si può ricevere in totale con i voucher in un anno; non più di 2.000 euro dallo stesso datore di lavoro.

● 1 MESE È LA SCADENZA entro cui il voucher va usato dopo l’acquisto. Chi lo riceve ha 1 anno di tempo per riscuoterlo in tabaccheria, 2 anni in Posta.


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