Sai cos’è il microbioma?

27 04 2018 di Flora Casalinuovo
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È l’insieme dei microrganismi presenti nel nostro intestino. Regola l’assorbimento del cibo e le difese immunitarie. Ed è la nuova frontiera della ricerca su malattie come obesità e artrite reumatoide

Le riviste più importanti del settore, da Science a Nature, gli dedicano copertine su copertine. E un prestigioso ospedale come il Policlinico Gemelli di Roma ha appena inaugurato il primo laboratorio italiano per studiarlo. Parliamo del microbioma. Ma cos’è? E perché è tanto importante per la nostra salute?

In laboratorio

«Si tratta dell’insieme di batteri, funghi e virus che vivono nell’intestino, soprattutto nel colon. Per usare un’immagine, direi che assomiglia a una foresta pluviale, con centinaia di trilioni di microrganismi che pesano circa 2 chili» spiega Michael Mosley. Il medico inglese, guru della divulgazione scientifica con le sue trasmissioni sulla Bbc, ha esplorato il proprio microbioma inghiottendo una telecamerina grande come un’unghia e ha poi pubblicato il saggio La dieta del microbioma (Vallardi).

«Oggi ci troviamo di fronte a una di rivoluzione copernicana perché le nuove tecnologie hanno permesso di mapparlo e capirne l’importanza. Il microbioma prende il cibo e lo trasforma in sostanze chimiche che si irradiano in tutto l’organismo, fino al cervello, ne influenzano il funzionamento e regolano le sue difese. Alcuni microrganismi che ingeriamo sono cattivi, altri buoni, e infatti li ho soprannominati “vecchi amici”. Per esempio, il Lactobacillus e il Bifidobacterium producono il cosiddetto acido grasso a catena corta, che riduce l’infiammazione nell’intestino e nel cervello.

E ormai sappiamo che l’infiammazione è un processo alla base di malattie croniche e degenerative come Alzheimer, Parkinson e artrite reumatoide: ridurla è fondamentale».

A tavola

I più importanti centri di ricerca stanno studiando gli effetti del microbioma. Diversi scienziati parlano della sua manipolazione, altri del trapianto. E all’estero è boom delle aziende, da uBiome ad American Gut, che sequenziano il microbioma da un semplice campione di feci al costo di un centinaio di euro. Il futuro pare tracciato. «Si tratta di un filone di ricerca interessante e remunerativo» prosegue Mosley.

«Ma già adesso possiamo prenderci cura del microbioma, potenziare quindi le difese immunitarie e contrastare anche l’obesità, che in Italia affligge l’11% della popolazione. La nostra arma si chiama alimentazione. Il benessere arriva dal cibo vero, che si annusa e si mastica, non dalle pillole. Tutte le ricerche sottolineano che si prendono troppi antibiotici a sproposito, mentre esistono pochissimi studi che dimostrano l’efficacia di integratori, probiotici e prebiotici».

Gli alimenti “amici”

Nel saggio La dieta del microbioma (Vallardi), il medico inglese Michael Mosley parla anche degli alimenti utili per potenziare il microbioma.

. Nel menu non devono mancare pesci grassi, olio di oliva, cipolla bianca e aglio, curcuma, cicoria, banane, orzo, avena e alghe.

. Yogurt e formaggi sono dei toccasana. Il primo è meglio intero, non zuccherato e con fermenti vivi. Nella famiglia dei secondi, via libera a feta, mozzarella, ricotta e roquefort.

. Da scoprire i cibi fermentati come crauti, kefir (la bevanda ricavata dal latte) e aceto di sidro di mele. Però vanno acquistati freschi e non pastorizzati altrimenti perdono i batteri buoni.

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