Fecondazione assistita: le novità

23 05 2018 di Cinzia Testa
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Buone notizie per le coppie che hanno problemi a mettere al mondo un figlio. Ci sono tre nuove tecniche che favoriscono l’impianto dell’embrione e aumentano le probabilità di riuscita della fecondazione assistita

Una speciale incubatrice e due tecniche che facilitano l’impianto dell’embrione sono le novità che aumentano le possibilità di successo della fecondazione assistita. «L’obiettivo è fare in modo che l’embrione trovi un ambiente ad hoc per potersi sviluppare» spiega Antonio La Marca, professore di ostetricia e ginecologia dell’università degli studi di Modena e Reggio Emilia. «È fondamentale soprattutto nei primi tre-cinque giorni, quando le cellule non sono in grado di funzionare autonomamente».

Come nell’utero materno

Dopo la fecondazione l’embrione deve svilupparsi in un ambiente il più possibile simile a quello uterino. Per questo nelle incubatrici sono garantite luce in penombra, pH stabile, temperatura a 37 gradi centigradi. «Ora è stato messo a punto un modello speciale che, in più, permette all’embrione di svilupparsi senza il rischio di traumi» dice il professor La Marca. «A differenza di quelle tradizionali ha un microscopio incorporato capace di scattare immagini ogni 20 minuti, che vengono osservate al video del computer. Così possiamo controllare l’embrione lasciandolo nell’incubatrice».

Più tempo per formarsi

Di solito il trasferimento in utero viene eseguito al terzo giorno di sviluppo dell’embrione. Ma non sempre questi tempi sono sufficienti a garantire una gravidanza. «La coltura viene ora prolungata a cinque giorni» dice l’esperto. «Gli studi provano che così i successi sono maggiori. Per dare un’idea, il trasferimento di un solo embrione in stato di blastocisti, come viene definito al quinto giorno, garantisce le stesse possibilità che abbiamo col transfer di due embrioni al terzo giorno». E si abbatte la possibilità di una gravidanza gemellare, per chi comunque non la vorrebbe.

Uno stimolo a svilupparsi

Nei primi tre giorni l’embrione non ha difese: per questo le cellule formano un involucro che ha lo scopo di proteggerlo e che si “apre” dopo l’assestamento in utero. Questo processo può avvenire con difficoltà se la donna è over 40 e aumentare il rischio di fallimento della gravidanza. In caso di fecondazione assistita, allora, subito prima di effettuare l’impianto viene praticato un piccolo foro sulla membrana. Che permette all’embrione, una volta insediato nell’utero, di uscire più facilmente.

A chi rivolgersi

Se non sai a chi rivolgerti, oppure non sei sicura di avere scelto la struttura giusta, vai sul sito del ministero della salute (http://www. salute.gov.it/): trovi gli indirizzi dei Centri autorizzati e, per ognuno, c’è una scheda che elenca le tecniche disponibili. Il sito ti dà una mano anche se hai dei dubbi sui metodi di procreazione assistita: sono elencate le tecniche permesse in Italia in base alla legge 40. E, in più, sono disponibili le informazioni che ti facilitano la vita, come le visite e gli esami passati dal Servizio sanitario e quelli a pagamento.

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