Gelo, pioggia e neve: il colpo di coda dell’inverno

Credits: Ansa
/5
di

Lorenza Pleuteri

La stagione invernale torna protagonista. Le colonnine di mercurio, stando alle previsioni più estreme, di notte potrebbero scendere fino a -10 anche a basse quote. Ecco le nostre previsioni

Alcuni previsori danno la colpa all’arrivo del burian (o buran), un vento gelido che spesso è molto forte, caratteristico delle steppe della pianura sarmatica, in Siberia, a Ovest degli Urali. Altri spiegano che la causa di tutto è lo stratwarming di grado major, il forte riscaldamento anomalo della stratosfera (la regione dell’atmosfera oltre i 12 chilometri di altezza) che provoca ripercussioni anche in troposfera, la regione dell’atmosfera che dal suolo si estende fino a 10-15 chilometri, sede dei tipici fenomeni meteorologici, come nubi e precipitazioni. Il risultato non dovrebbe cambiare.

A partire da domenica o lunedì, salvo inattesi ribaltoni sopra le nostre teste, l’inverno tornerà prepotentemente protagonista, per usare le parole degli esperti. Un colpo di coda micidiale, dopo un gennaio relativamente gradevole e giornate accettabili. Il mese di febbraio si chiuderà con tanta pioggia e neve, freddo intenso, mareggiate. La colonnina di mercurio scenderà ancora, secondo un sito di previsioni addirittura fino a – 10 di notte (anche a basse quote). 

Ecco il bollettino meteo di fine febbraio

“Sono in arrivo masse d’aria molto, molte fredde direttamente dalla Siberia - conferma Pierluigi Randi, uno degli esperti di Emiliaromagnameteo.com -. Il gelo sta già invadendo la Russia e scenderà verso Sud - Est nei prossimi giorni, raggiungendo in parte anche il Centro - Nord Italia. Ne risentiranno inizialmente le regioni del medio e alto Adriatico, poi anche quelle tirreniche, Sardegna compresa. La Pianura padana sarà investita in pieno, mentre dovrebbero scamparla Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Nelle immagini elaborate in base ai modelli che utilizziamo (riprodotte nel sito emiliaromagnameteo.com), possiamo vedere un vero e proprio “lago gelido” allargarsi su una grande fetta dell’Europa a partire dal weekend, uno scenario che non si presenta tanto facilmente” .  

Mai così freddo dal 2005. E poi? La primavera quando arriverà?

Per trovare un precedente simile bisogna risalire al 2005, quando però gelo, pioggia e neve resistettero 36 ore, una toccata e fuga. “I fenomeni attesi – spiega sempre Randi –  dureranno più a lungo, almeno fino al 2 o 3 marzo”.

Il primo marzo, convenzionalmente, comincia la primavera meteorologica. Quella astronomica scatterà martedì 20 marzo, la data dell’equinozio di quest’anno, cinque giorni prima del ripristino dell’ora legale (domenica 25 marzo). Che stagione sarà? Presto per dirlo con certezza. Si può solo ragionare sulle possibili tendenze. Gli specialisti del servizio meteo dell’Aeronautica militare (meteoam.it) ipotizzano che, dopo il colpo di coda del’inverno,  avremo l’ingresso della depressione d’Islanda sul centro Europa. Le precipitazioni dovrebbero essere al di sopra della media e in tutta Italia. Le temperature rientreranno nei ranghi sulle regioni centrali e settentrionale e saranno invece più alte del solito in Sicilia e in Sardegna. I colleghi di datameteo.com aggiungono: “La seconda parte di marzo potrebbe essere caratterizzata dapprima da clima variabile e instabile,  per la progressione di saccature scandinave, e successivamente da un generale miglioramento”.  Insomma, ci aspetta un avvio di stagione dinamico. Nel frattempo monta il timore per gli effetti collaterali dell’ondata di gelo.

Una batosta per le coltivazioni e i prezzi

Per l’agricoltura – e anche per i giardini e per le piante domestiche lasciate su balconi e terrazzi –  sarà una batosta, con possibili ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli e sul trasporto di latte fresco. “Il forte e repentino abbassamento della temperatura accompagnato da gelate anche in pianura – è l’allarme lanciato da Coldiretti - mette a rischio verdure e ortaggi coltivati in pieno campo e i frutteti pronti alla fioritura dopo un mese di gennaio caldo con temperature massime di 3,3 gradi superiori alla media. A preoccupare sono i possibili danni alle colture. Nelle produzioni orticole di pieno campo, con temperature sotto lo zero sono a rischio le coltivazioni invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli. I nostri trattori sono mobilitati come spalaneve per e come spandi sale. I mezzi agricoli sono in allerta – spiegano dall’associazione di categoria  – per consentire la circolazione anche nelle aree più interne e difficili ed evitare l’isolamento di case e aziende ma anche garantire le consegne di prodotti deperibili come il latte”.

Attenzione alle piante domestiche

Un freddo così intenso potrebbe danneggiare anche le piante domestiche e da giardino, in particolare quelle che hanno accennato un leggero risveglio nei giorni scorsi. Il consiglio è di coprirle o di metterle al riparo.

Tag:
Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te