Vaschette per i controlli in aeroporto: rischio virus per passeggeri e lavoratori

11 09 2018 di Lorenza Pleuteri
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Dopo gli asciugatori di mani ad aria, è il turno delle vaschette e delle ceste di plastica utilizzate per i controlli di sicurezza negli aeroporti: è ancora allerta per germi, batteri e affini

Allerta germi, batteri e affini. Dopo le spugnette per le pulizie domestiche e gli asciugatori di mani ad aria, è il turno delle vaschette e delle ceste di plastica utilizzate per i controlli di sicurezza negli aeroporti, quelle in cui vanno messi zaini e borse, valigette, trousse, portafogli, cinture, chiavi e accendini  da far passare sotto gli scanner e davanti agli occhi degli addetti. Sulla superficie di questi contenitori, perlomeno nello scalo della Finlandia scelto per i test, ci sono più microrganismi che sulle tavolette e sugli sciacquoni dei water pubblici interni.

A documentarlo è una ricerca condotta da un pool di studiosi dell’università di Nottingham e da colleghi dell’Istituto finlandese per la salute e pubblicata sulla rivista Bmc infectious diseases. Possibile? Le toilette e altri spazi comuni vengono puliti con frequenza. Non così, all’apparenza, i vassoi e le scatole destinati a scorrere nelle apparecchiature delle security. Sembrano utilizzati a ciclo continuo  da passeggeri e addetti ai controlli, toccati da migliaia di mani, a contatto con oggetti e accessori dalle provenienze più disparate.

Campionamenti e analisi

Gli scienziati  impegnati nella ricerca sono partiti da due constatazioni (“i viaggi internazionali e nazionali hanno reso possibile la rapida diffusione di malattie infettive” e “sono disponibili poche informazioni sul ruolo dei principali snodi di traffico, in primis gli aeroporti, nella trasmissione di infezioni respiratorie, influenza compresa”) e hanno deciso di verificare la presenza di agenti patogeni nelle aree passeggeri di un grande scalo, in modo da “identificare i punti di rischio  per i viaggiatori e per il personale e suggerire le misure per ridurre al minimo la trasmissione” di raffreddori e altre patologie. Campioni di materiali e di aria sono stati raccolti all’interno dell’aeroporto di Helsinki-Varata, durante il picco di influenza dell’inverno 2015-2016, effettuando prelievi a scadenza settimanale nel mese di febbraio e in tre momenti diversi della giornata (fascia di punta della mattina, fase di affollamento tra le undici e mezzogiorno e metà pomeriggio, con alte concentrazioni di persone e voli).

Ecco gli oggetti contaminati e quelli più puliti

Tracce di almeno uno dei virus identificati erano presenti su 9 delle 90 superfici prese in considerazione: un cane giocattolo di plastica dell’area attrezzata per bambini (due terzi dei tamponi positivi); i vassoi per bagagli trasportati a mano nel settore dei controlli di sicurezza (4 su 8, la metà, con presenza di 4 tipi di virus in contemporanea); i pulsanti del lettore di carte di credito della farmacia (sempre la metà dei campioni); i corrimano delle scale (un settimo), la mensola dal lato passeggeri e il vetro divisorio in una postazione di verificia dei passaporti (un terzo). Pulitissimi, di contro, i pulsanti degli sciacquoni dei wc e le tavolette, le tastiere degli ascensori, i braccioli della sedia di riferimento nella sala di attesa delle partenze.

Quali sono i virus più diffusi nello scalo

Questa invece la “classifica”, in negativo, degli agenti patogeni più diffusi: i rinovirus, responsabili dei comuni raffreddori (4 campioni su 10 contaminati); i coronavirus, potenzialmente in grado di provocare polmoniti virali e altre malattie (3 su 10); gli adenovirus, possibile causa di malattie da raffreddamento (infezioni respiratorie), gastroenteriti, congiuntiviti, cistiti e, meno frequentemente, infezioni neurologiche (2 su 10, uno nell’aria e uno su una superficie); i virus dell’influenza A (1 superficie su 10 interessata).

Come proteggersi

Come proteggersi? Quali misure adottare, dall’alto? I ricercatori al lavoro a Helsinki suggeriscono ai responsabili degli aeroporti di installare dispenser per l’erogazione di gel antibatterico per le mani (come avviene in alcuni ospedali) e di disinfettare frequentemente i contenitori di plastica, mettendo a punto protocolli ad hoc e disponendo verifiche sistematiche. E anche se i risultati dello studio si riferiscono unicamente allo scalo sotto la lente, il più grande della Finlandia,“lavare spesso le mani resta una regola sempre valida per evitare rischi quando ci si trova in ambienti pubblici molto frequentati”. Nemiche dell’igiene e della salute, viene evidenziato dagli studiosi, sono anche le cattive abitudini, come starnutire senza coprirsi bocca e naso o uscire dai bagni senza aver usato acqua e sapone.

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