Donne, smettiamola di scusarci

08 01 2016 di Barbara Sgarzi



 

Le parole sono importanti. Quelle scritte ancora di più.
Da molti anni scrivo di lavoro, recruiting, colloqui e cv.

Abbastanza per sapere che uno dei grandi problemi delle donne è il sottovalutarsi.


Sminuire le proprie competenze. Sentirsi sempre un po' usurpatrici di un ruolo. Non chiedere abbastanza, non farlo con le parole giuste e con la giusta dose di sicurezza.
Generalizzo, ovviamente. Tutte abbiamo almeno un'amica gloriosamente piena di sé, e beata lei. Ma di norma pecchiamo di umiltà. O peggio, di humblebragging.
Fra i tanti, recentemente lo ha ricordato anche Monica Magri, direttore HR Adecco, al DonnaModernaTalk:

@_monicamagri

lo ripeta ancora: ci sottovalutiamo, troppo umili, non sappiamo venderci

#DonnaModernaTalk


— Barbara Sgarzi (@barbarasgarzi)

19 Novembre 2015


Evidentemente, il problema è lungi dall'essere superato E - piccolo conforto - non è solo italiano. È infatti nato da poco un plugin per la mail di Gmail che si chiama Just Not Sorry. Un successone:  sottolinea le espressioni troppo umili, troppo "scusate se esisto" nelle comunicazioni di lavoro e ci aiuta a essere più assertive. Ogni frase che mina la nostra autorità, che insinua dubbi sulla nostra competenza e sul diritto di esprimere le nostre idee - insomma, che più o meno consciamente ci autoboicotta - viene evidenziata come fosse un refuso. E sotto appare la spiegazione di un linguista o di un Ceo che spiega perché non dovremmo usarla.


(Nel riquadro giallo: "Usare frequentemente 'scusa' indebolisce la tua autorità e ti fa apparire inadatta alla leadership").
Altri esempi? Oltre a sorry, scusa, le espressioni come: "Sto solo scrivendo per dire che..." (usare "solo" implica che la mail sia poco utile o interessante), "È solo un'idea", "Non sono un'esperta, ma...", "Penso di avere un'idea" (o ce l'hai, l'idea, e la porti avanti con fermezza, o non ce l'hai).

Chiaro il concetto? E suona familiare? Se sì, rileggiamo le mail di lavoro con attenzione per scoprire i nostri tentativi di auto sabotaggio. Prendiamolo come un esercizio o uno dei buoni propositi per l'anno nuovo. Perché purtroppo del plugin non c'è ancora una versione italiana, ma sarebbe bello pensarci. E già che ci siamo, il mio desiderio per il 2016 è che la creasse un team di donne esperte linguiste, competenti e brillanti come quelle che gestiscono i social dell'Accademia della Crusca. 

D'altronde, in un mondo in cui decine di donne palpeggiate in piazza a Colonia si sentono dire dal sindaco (donna!) della città: "Per evitare molestie, tenete gli uomini a un braccio di distanza", come se fosse colpa loro, non c'è da stupirsi se ci scusiamo troppo e troppo spesso. Proviamo a non farlo più, almeno nelle mail.

Riproduzione riservata