Cerchi lavoro? Il trend vegano crea opportunità

24 10 2016 di Isabella Colombo

Ogni settimana in Italia 6 mila persone decidono di diventare vegani. E per chi lavora nel food è una bella opportunità. Ecco 3 storie che ispirano

Che sia una scelta etica o una moda, l’alimentazione vegana (senza ingredienti di origine animale) è ormai diffusissima. I piatti non sono più un ripiego triste e insapore perché il veg, considerato prima quasi una religione proibizionista, adesso è una tendenza salutare.

«La cucina verde si è evoluta, sperimenta continuamente e così invoglia anche chi non è vegano ma ama provare gusti, ingredienti e abbinamenti nuovi. Oppure vuole mangiare leggero. Questi locali oggi sono frequentati da tutti e funzionano molto bene» spiega Roberta Bartocci, vegcoach e consulente per chi vuole aprire una attività green (vegcoach.it).

Se anche tu hai esperienza nel settore alimentare e cerchi un’idea per reinventarti o rilanciare il tuo negozio, ecco tre storie di successo.

OFFRO CONSULENZE NUTRIZIONALI NELLA MIA BOTTEGA

Raffaella Comune è una nutrizionista e ha aperto a Napoli una bottega che piace ai vegani e non solo. «Parlando con i miei pazienti ho capito come sia difficile, per chi sceglie un regime alimentare particolare, trovare i prodotti giusti e imparare a cucinarli» afferma Raffaella. «Chi diventa vegano ha a che fare con ingredienti nuovi, come i semi o i legumi antichi, e vuole sapere come combinarli per un giusto equilibrio di nutrienti. Due anni fa ho aperto un market che offre consulenza: aiuto le persone ad acquistare e capire come bilanciare i cibi e cucinarli. Ai più impegnati propongo il servizio di dieta a domicilio e consegno i prodotti pronti da mangiare (cambiovitastore.it)».

Il punto di forza Raffaella non ha riempito la bottega di prodotti veg e bio di ogni tipo. Li sceglie attentamente poi li prova e, se ne è convinta, li mette in vendita. «Anche i cibi vegani possono contenere ingredienti di scarsa qualità, troppo raffinati o pieni di grassi saturi» avverte la vegcoach Roberta Bartocci. «Selezionare i migliori è una scelta che paga».

HO APERTO UN BISTROT CRUELTY FREE

Paola Morandi sognava un’attività nel settore food assieme all’amica Sara (nella foto sopra). «Siamo vegane e ci siamo accorte che sempre più persone intorno a noi, qui a Firenze, lo diventano» spiega Paola. «Invece del classico ristorante abbiamo scelto il bistrot: proponiamo crêpes, panzerotti, fritti, panini e drink, tutto rigorosamente vegetale, da portare a casa o consumare qui. Ad accogliere i clienti c’è un cagnolino, Pixel, simbolo anche della nostra amicizia per gli animali e della filosofia cruelty free dei prodotti che vendiamo (crepapelle.org)».

Il punto di forza Sara è anche una grafica e ha usato le sue doti professionali per personalizzare il locale con disegni sui menu, vignette e poesie alle pareti e un arredo accogliente. «Non basta connotarsi come vegani, avere piatti senza ingredienti animali è il minimo» spiega Bartocci. «Bisogna andare oltre, per esempio scegliendo un’identità precisa con una grafica che attiri e incuriosisca i clienti».

HO TRASFORMATO LA MIA PASTICCERIA

Silvia Voltolini e il marito erano già pasticceri quando, diventando vegani, si sono trovati di fronte a un grosso dilemma. «La pasticceria è un trionfo di burro, panna, gelatine e uova. Sembra impossibile farne a meno, per tanto che avevamo addirittura pensato di cambiare lavoro» dice Silvia. «Poi ci siamo messi a studiare e sperimentare. Abbiamo fatto milioni di prove fino a inventare bignè e panettoni vegetali. Una volta riaperto, abbiamo messo la scritta vegan in piccolo in un angolo della vetrina: non volevamo spaventare i clienti. Eppure i nostri dolci piacevano ancora di più. Oltre che buoni, erano leggerissimi. È andata così bene che ci siamo trasferiti e ingranditi, aggiungendo l’area ristorazione e caffetteria (ratatouille.to.it)».

Il punto di forza Silvia punta sull’estetica, creando dolci colorati e belli. «Chi non è vegano pensa che la pasticceria senza panna e uova sia triste» dice la coach Roberta Bartocci. «L’immagine è importante come il rigore nella scelta degli ingredienti: i vegani sono colti e informati e capita che, per esempio, davanti a farine troppo raffinate storcano il naso».

QUI IMPARI A CUCINARE

Ai Vegan days di Padova provi le ricette nuove nell’area ristoro e segui gli showcooking (dal 29 ottobre al 12 novembre: vegandays.it).

QUI INCONTRI I PRODUTTORI

Al Cosmofood di Vicenza c’è un’ampia area bio e veg dove incontri le aziende che offrono prodotti legati al settore. In più, trovi degustazioni e corsi di cucina (dal 12 al 15 novembre, cosmofood.it).

Il nostro Paese è il terzo in Europa per numero di ristoranti veg, preceduto da Germania e Inghilterra. Lo dice il rapporto Eurispes del 2015

CHI DIVENTA VEG LO FA PERCHE

-Tiene alla salute: 46,7% 

- È sensibile nei confronti degli animali: 30%

- Vuole tutelare l’ambiente: 12%

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