Perché tutti vogliono Oprah Winfrey presidente

Credits: Ansa
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Alla first lady dei talk show americani è bastata un’arringa di 10 minuti ai Golden Globes per convincere le donne che tocca a lei dare il benservito a Donald Trump alle prossime elezioni. Ma che cos’ha di così speciale Oprah?

Neanche il tempo di scendere dal palco dei Golden Globes, dove ha ritirato il premio alla carriera, e sui social infuriava l’hashtag #Oprah2020. Alla first lady dei talk show americani è bastata un’arringa di 10 minuti per convincere le donne, dalle attrici in black dress alle casalinghe davanti alla tv, che tocca a lei dare il benservito a Donald Trump alle prossime elezioni.

Ma che cos’ha di così speciale la 64enne Oprah Winfrey?

Sa accendere una luce sugli invisibili. «Il suo più grande dono, come giornalista, attrice e regina dei media, è la capacità di accendere una luce sugli invisibili, di parlare di giustizia e moralità in modo originale, facendocene avvertire l’urgenza» ha scritto Dahlia Lithwick sulla rivista Slate. Forse perché quelle donne senza un nome e (all’apparenza) senza un futuro le conosce bene. Era così anche lei, quando da bambina, seduta sul linoleum di casa in un ghetto di Milwaukee, guardava Sidney Poitier ricevere il primo Oscar come migliore attore protagonista mai assegnato a un nero. Ma nonostante i rumors di una possibile candidatura, più che politico, il suo discorso è stato universale. Perché anche quando racconta di se stessa, l’icona della riscossa afroamericana parla di tutte le donne, comprese le tante che puliscono le case degli altri per sbarcare il lunario come faceva sua madre. Non solo: a loro, Oprah ricorda che hanno potere. E devono usarlo, gridando ciò che hanno dentro per riparare le ingiustizie. Come ha fatto lei nel 1986, quando ha confessato gli abusi sessuali subiti da piccola.

Sa parlare alle donne. Poco importa, allora, se rimarrà solo un sogno: “Oprah for president” è la risposta perfetta all’attuale presidente americano, che alle elettrici chiede misure da copertina e adorazione. Mentre lei, in un’altra delle sue celebri catarsi mediatiche, insegna alle donne dove dimora l’identità femminile. «Basta odiare le nostre forme» ha esortato le sue discepole. «Non siamo il nostro corpo, né l’immagine che abbiamo di esso. Abbiamo altro da fare. E zero tempo da perdere».

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