Arrivederci Asia

08 09 2015 di Alessandra Appiano

Asia


Care amiche di salvataggio, oggi voglio raccontarvi la storia di Asia, una bambina meravigliosa che da qualche giorno ha smesso di vivere. E ve la voglio raccontare non solo perché Asia è da conoscere, ma anche perché dobbiamo imparare a riconoscere le nostre fortune (avere figli sani, che vivono in un paese senza la guerra). Asia aveva otto anni, era intelligente e sensibile, e si era ammalata  di leucemia acuta nel maggio del 2014. Prima della malattia andava alla scuola Montessori di Moncalieri, scorrazzava felice con le sue compagne ai giardinetti,  frequentava un corso di danza Hip Hop e giocava a pallavolo.  Dopo, più niente di tutto questo: dopo un lungo ciclo di chemioterapia pesante, dopo infinite complicanze affrontate con coraggio,  dopo l’ultimo tentativo di salvezza attraverso un trapianto di midollo osseo, Asia ha smesso di soffrire (assieme ai suoi eroici genitori, Wanda e Sergio, che non l’hanno lasciata sola un attimo).  Sono venuta a contatto con la realtà di Asia perché la mia grande amica Elena Barisone , uno di quei medici che onorano il senso etico della loro professione, era la sua  "sua" dottoressa, quella che l'aveva seguita dalla diagnosi non solo come responsabile della patologia, ma anche come alleata a tempo indeterminato, spendendosi notte e giorno per il suo bene. Elena mi aveva raccontato un delizioso aneddoto: quando Asia aveva saputo che il Santo Padre sarebbe venuto in visita pastorale a Torino il 21 e il 22 Giugno, aveva  subito chiesto se sarebbe passato dall'Ospedale Infantile Regina Margherita a trovarla. E quando si era sentita rispondere che era complicato, che il Papa aveva un programma fitto di impegni, tra i quali il pranzo con i giovani detenuti del Carcere minorile “Ferrante Aporti”, non aveva avuto dubbi. Aveva preso carta e penna e scritto una letterina che ha aveva consegnato a Elena.  Ecco il testo: Caro Papa Francesco, sono Asia, ho otto anni, e sono ricoverata nel reparto onco-ematologico pediatrico dell’ospedale Regina Margherita di Torino. Ho saputo che andrai a trovare i detenuti in carcere: visto che mi piacerebbe tanto incontrarti, ho deciso di farmi arrestare. Con affetto Asia.  Il candore e la determinazione di Asia mi avevano colpito come un freccia che va a segno e mi ero spesa per far pubblicare la lettera sul settimanale Il mio papa diretto da Aldo Vitali (che ringrazio ancora per la sollecitudine dimostrata). Asia era stata felice di aver visto la sua letterina su un giornale importante, e io felice di averle regalato un sorriso. E poiché calvari come quelli di Asia servono anche per mettere in evidenza belle realtà, vorrei parlarvi del Centro di Oncoematologia Pediatrica dell' Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, diretto dalla dott.ssa Franca Fagioli, uno dei primi centri in Italia per la cura di bambini e adolescenti affetti da patologie oncoematologiche  (leucemie e tumori). La struttura è composta da Reparto di Degenza, Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare, Laboratorio Centro Trapianti, Day Hospital, Ambulatori, Psiconcologia, Ufficio Studi Clinici. È il Centro di Riferimento Interregionale e Coordinatore della Rete di Oncoematologia Pediatrica del Piemonte e Valle d'Aosta, istituita nel 2004 (prima rete regionale in Italia). Accoglie ogni anno, per la diagnosi, la cura e il follow-up, circa 130-140 nuovi casi di pazienti con patologia tumorale (0-18 anni); oltre ai pazienti italiani sono presi in carico casi provenienti da altre nazioni europee ed extraeuropee. Questa è l’Italia migliore, quella che non dobbiamo mai smettere di rammentare e pubblicizzare.




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