Faccio il mio dovere in banca ma senza protezioni


Simona Mantova, a Napoli, continua a prendere il suo posto come da 30 anni a questa parte. Ma ora è diverso, c'è il Coronavirus. Si corrono rischi perché alcuni clienti, nonostante non abbiano urgenza, si recano lo stesso in filiale. E la tensione durante la giornata di lavoro cresce. 

Sono di Napoli e lavoro in banca da 30 anni. Ora tutta l’Italia è stata chiusa, ma i servizi essenziali come le banche giustamente devono essere garantiti. Noi bancari però stiamo lavorando con notevole difficoltà e rischio. Il decreto del governo precisa che si deve andare allo sportello solo per operazioni urgenti. Ebbene io provo sconcerto e rabbia perché in questi giorni sono arrivati clienti facoltosi a chiedere informazioni che avrebbero potuto senza fretta procurarsi al telefono oppure via web. Non è stato ben specificato quali siano le operazioni urgenti, ognuno nella sua testa interpreta la regola a modo proprio. Ovviamente bisogna dare la possibilità a chi magari neppure possiede un bancomat e non può collegarsi online di fare alcune operazioni e ritirare dei soldi.

Con le nuove norme si sono venute a creare anche altre situazioni paradossali. La chiusura in alcuni giorni delle filiali minori ha spinto parte della clientela ad andare in quelle più grandi, come quello in cui lavoro io. Certo, noi turniano, ma se non rischio il lunedì perché sono casa e vado al lavoro di martedì, poco cambia. Non abbiamo vetri protettivi e in banca, per ovvie ragioni di sicurezza, non esistono finestre apribili. Non dico che il cambio d’aria salvi dal virus, ma aiuta anche psicologicamente. Vero anche che è consentito l’ingresso solo di una-due persone alla volta e va tenuta la distanza di un metro. È successo però, pochi giorni fa, che una cliente si sia arrabbiata e abbia cominciato a inveire contro una mia collega. In questo momento siamo tutti più tesi, ma quando aggredisci verbalmente una persona non ti allontani di certo con il corpo, anzi ti avvicini.

Mia madre ha subito di recente un delicato intervento al cuore. Posso vederla solo tramite video. Vorrei andare a trovarla ed abbracciarla, ma sarebbe un rischio troppo grande. Come tanti in questi giorni voglio fare il mio dovere, ma vivo tesa tra rabbia e tristezza.

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