Lucia Annibali avvocato sfregiata con acido

Omicidio d’identità: il reato che punisce chi sfregia le donne

Sulla spinta di drammatici casi di cronaca, le aggressioni a Lucia Annibali e Carla Caiazzo, da Palazzo Madama arriva una proposta, sottoscritta da senatrici di tutti i partiti: introdurre nel codice penale il reato di omicidio d'identità

Deturpare una donna con l'acido o con il fuoco, sfregiandola, "non è provocare lesioni, è come ucciderla, cancellarla.  Un volto distrutto e devastato per sempre, per un attacco volontario, ha il peso di una morte civile" . Per questo, capitanate dalla dem Laura Puppato, senatrici di tutti i partiti hanno sottoscritto e depositato un disegno di legge ad hoc. Con la loro proposta, presentata con una conferenza stampa in diretta sul web,  le parlamentari chiedono di aggiungere al codice penale un nuovo reato, "un unicum in Europa": l'omicidio d'identità. La nuova fattispecie starebbe a metà strada tra le tradizionali lesioni e l'assassinio tradizionale, fisico.

“Non bisogna subire e stare zitte, ma parlare”

“Questa legge –  dice Carla Caiazzo, bruciata dall’ex nel febbraio 2016, quando era incinta di otto mesi  – non varrà per me o per Lucia. M potrà salvare qualche  altra donna, qualche madre. Oggi, con la presentazione del ddl,  è un grande giorno. Consiglio alle donne  che subiscono violenze di parlarne, di urlare. Il silenzio è dannoso”. 

Dai drammatici casi di cronaca al disegno di legge

Le drammatiche testimonianze di Lucia Annibali e Carla Caiazzo - l'avvocatessa di Pesaro e la mamma napoletana incinta, costrette ad affrontare un calvario medico e psichico - hanno fatto da spinta e collante, cementando un fronte femminile trasversale, oltre le appartenenze politiche. La pena detentiva, per chi sfigura una persona e le toglie l'identità, non dovrà essere inferiore 12 anni di carcere (al loro di attenuanti e riduzioni dovute alla scelta del rito). L'esistenza di una relazione con la vittima - una storia in corso oppure già finita - sarà una aggravante, come già succede per altri reati. "La pena è aumentata da un terzo alla metà - prevede il ddl - se i fatti sono commessi da un genitore o da un figlio, dal coniuge, anche legalmente separato, dal partner dell'unione civile o comunque da un soggetto legato alla persona offesa da una relazione affettiva o da una convivenza stabile".

Appello ai colleghi maschi: “Sosteneteci”

" Confrontarsi con le vittime come lei e leggere le dichiarazioni degli aguzzini – racconta  la senatrice Puppato -  mi ha convinto che si debba fare di tutto perché una disposizione specifica sull'omicidio di identità sia approvata al più presto. Molti colleghi maschi hanno chiesto di sottoscrivere il ddl. Spero che lo facciano, che ci sostengano e che il ddl venga approvato in tempo rapidi e veloci. Al Senato c’è il consenso di tutti i gruppi. Mi auguro sia così anche alla Camera".    

Il ministro Fedeli: prevenzione e educazione al rispetto

Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, ha preso parte alla conferenza stampa e dato il pieno appoggio all’iniziativa legislativa: “Ci siamo misurate con chi ha subito questo reato – parole della responsabile del sistema scolastico e universitario – e abbiamo fatto un ragionamento. Chi sfregia una donna le toglie l’identità, fuori e dentro. Servono pene che facciano riflettere. Ma bisogna intervenire anche su altri due fronti: la prevenzione in ogni luogo,  a cominciare dalle scuole, e il sostegno alle vittime. Il linguaggio corretto e l’educazione al rispetto delle differenze – a detta del ministro Fedeli e delle senatrici  aggregate dal ddl  – sono le condizioni per superare le discriminazioni e le violenze”.

Chi sfregia una donna, rischierà di perdere i figli

"Il disegno di legge  - viene ribadito - è stato scritto in collaborazione con le vittime, i loro avvocati, psicologi e criminologi. Non si limita alla previsione di pene detentive specifiche.  Nei casi di condanna si applicheranno anche pene accessorie specifiche,  cioè l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela dei figli, alla curatela e all'amministrazione di sostegno, la perdita del diritto agli alimenti e l'esclusione dalla successione della persona offesa, nonché la sospensione dall'esercizio di una professione o di un'arte. Si mettono inoltre limiti al patteggiamento della pena e vincoli alla concessione delle misure alternative alla detenzione".

Un Osservatorio permanente per lavorare sulla prevenzione

Non è tutto. Per intervenire d’anticipo, e non solo e sempre dopo, il ddl prevede l’istituzione di un Osservatorio permanente per le azioni di monitoraggio, prevenzione e contrasto al fenomeno, del quale faranno parte rappresentanti del ministero dell'Interno, del Ministero dell'Istruzione, delle regioni e dei comuni.  Inoltre il Miur, sempre nei desiderata delle senatrici, dovrà definire le linee guida per inserire nei programmi scolatici, tenuto conto del livello cognitivo degli alunni, i temi dell'educazione alla legalità e del diritto all'integrità dell'identità personale”.

“Aderire è doveroso, ma c’è spazio per aggiustamenti”

 “Il testo del disegno di legge – precisa la senatrice Michela Montevecchi, portavoce del Movimento 5 stelle a Palazzo Madama e firmataria della proposta  - non è rigido, intoccabile. Firmarlo è stato doveroso, per dare un segnale. Ora la bozza del testo, con parti che io non condivido del tutto, deve entrare nel dibattito parlamentare.  Ci sarà spazio per la discussione e per aggiustamenti”.

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