Fact-Checking day: 2 aprile, giornata anti-bufale

30 03 2017 di Marina D’Incerti
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In tutto il mondo si moltiplicano le iniziative per abituare i lettori a smascherare le notizie false e le trappole della (dis)informazione sul web. Anche in Italia. E Donna Moderna dà il suo contributo

Il 2 aprile è la Giornata Internazionale del Fact-Checking, la verifica dei fatti. Che segue, con una certa ironia, il giorno degli scherzi, delle bufale e dei “pesci”.
Il fact-checking è l’antidoto alle fake news, le notizie false, travisate per incuria e ignoranza o taroccate ad arte, poi pubblicate su Internet e condivise sui social.

Perché dedicare una giornata al fact-checking

Soprattutto nell’ultimo anno abbiamo avuto modo di scoprire come le fake news siano usate in modo sempre più smaliziato per orientare e confondere l’opinione pubblica. Un vecchio attrezzo del mestiere dei giornalisti è diventato così una nuova competenza indispensabile per chiunque abbia fatto del “tap” con il dito indice sullo schermo dello smartphone il più naturale e frequente dei gesti.
L’informazione è ovunque nel web e non solo i giornalisti ma una vastità incontrollabile di persone contribuiscono a riempire l’oceano delle notizie, a volte con acqua pulita, a volte con “pesci” avariati.

L'inganno delle fake news (e non solo)

Alcune notizie false riaffiorano e vengono condivise addirittura per anni. In Italia è diventato celebre il caso del fantomatico senatore Cirenga che avrebbe fatto approvare una legge a favore dei parlamentari in crisi.

Trappole e fraintendimenti si trovano persino in messaggi per lo più innocui come le catene di Sant’Antonio su Facebook. È un esempio perfetto di comunicazione travisata l’ormai mitica #SfidaAccettata, partita per sensibilizzare sulla lotta al cancro e finita come un amarcord, un gioco dei ricordi. 

Può essere “fake” la pubblicità, quando spaccia la vendita di un prodotto per “edizione straordinaria”.

C’è l’inganno nelle petizioni online quando mascherano, dietro un nobile proposito sociale, la vendita dei dati personali dei firmatari.

Inutile avvilirsi dopo aver scoperto l’imbroglio: anche chi si crede esperto e accorto può cascarci. Non sono al riparo nemmeno i ragazzi che, in quanto nativi digitali, si credono immuni dalla nascita. Per ora, gli anticorpi contro le fake news devono essere somministrati.

Le iniziative del Fact-Checking day

La Giornata del Fact-Checking si propone di stimolare le difese in particolare dei giovani. Oggi nel mondo sono attivi 115 progetti in 47 Paesi (in Italia i più noti sono Butac, Il disinformatico, Valigia blu, Bufale.net, Pagella Politica, Factcheckers.it), alcuni di questi offrono iniziative educative e formative.

Per chi vuole approfondire e per gli insegnanti interessati ad affrontare il tema in aula, l’ente promotore della giornata del 2 aprile, l’International Fact-Checking Network che ha sede presso il Poynter Institute (un’importante scuola di giornalismo in Florida) ha messo a disposizione sul sito http://www.factcheckingday.com/ uno schema di lezione scaricabile in 10 lingue, tra cui l’italiano, e un quiz.

Per quanto riguarda l’Italia, Sky Academy ha organizzato con Factcheckers.it, una giornata di workshop nella sede milanese di Sky che coinvolge 100 ragazzi delle scuole superiori. Attraverso quiz, lezioni e video saranno “sfidati” ma soprattutto aiutati a valutare l’attendibilità dei contenuti social e web.
Anche Donna Moderna è impegnata sul tema. Con una rubrica del giornale, Osservatorio Fake News, firmata da Gabriela Jacomella di Factcheckers.it, tutte le settimane smaschera una notizia falsa e fornisce gli strumenti per diventare lettori attenti e consapevoli. Mentre a Tempo di Libri, la fiera dell’editoria italiana che si tiene a Milano dal 19 al 23 aprile, i giornalisti della redazione proporranno agli studenti lezioni e workshop “a caccia di bufale”.

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