Gli Stati Generali delle Donne a Matera

24 01 2019 di Marina D’Incerti
Credits: Mondadori photo

A Matera si incontrano gli Stati Generali delle Donne. Un appuntamento per parlare di parità di genere, economia al femminile, promuovere leggi a favore delle donne in materia di diritti e del lavoro

Se è vero che oggi la politica si fa dal basso, attenzione agli Stati Generali delle Donne che si riuniscono a Matera il 24 e 25 gennaio per parlare di parità di genere, empowerment ed economia al femminile. E soprattutto per candidarsi alle elezioni.

«A Matera ci andiamo per ribadire che l’Italia non è ancora un Paese per donne» dice Isa Maggi, 60 anni, commercialista, fondatrice e presidentessa del movimento. «Siamo nate nel 2014 in un’assemblea a Roma da un confronto spontaneo aperto al pubblico. Quattro anni fa, all’Expo di Milano, in occasione della Conferenza Mondiale delle Donne, abbiamo promesso di ritrovarci dopo avere creato in tutte le Regioni reti tra associazioni, professioniste, imprenditrici, sindache e assessore, stilato proposte di legge e documenti programmatici. Lo abbiamo fatto ed eccoci qui. L’obiettivo ora è esserci dove si decide».

In controtendenza con i gilet gialli, alle donne degli Stati Generali (a Expo erano un migliaio) la mobilitazione e la protesta in piazza non sembra sufficiente. La strada è tutta in salita, al meeting di Matera si partecipa su base volontaria con mezzi propri. E, tanto per ricordare che l’arte in cui le donne devono prima di tutto distinguersi è quella di arrangiarsi, all’ex ospedale San Rocco che ospita l’evento, manca il wifi. Delle tante alte cariche invitate partecipa la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni. Dettagli. Il movimento si prepara al salto di qualità.

Nell’aria non c’è un nuovo partito né uno schieramento a fianco dei partiti. «Ministre, deputate, amministratrici non si stanno spendendo abbastanza per le altre» dice Isa Maggi. «La nostra idea è sostenere, ovunque si voti, candidate che sottoscrivano “il patto per le donne”, una piattaforma comune, declinata sulle esigenze dei diversi territori, a cui le elette possono attingere per realizzare politiche di genere in materia di lavoro, diritti, formazione» spiega Maggi.

Dalla riforma del trattamento previdenziale delle lavoratrici autonome alle facilitazioni fiscali per le micro imprese, agli sportelli dedicati nelle agenzie per l’impiego, gli Stati Generali delle Donne sembrano avere le idee chiare su cosa fare. Mancano solo le candidature, la raccolta comincia a Matera e prosegue a Milano, appuntamento il 24 febbraio, al Think Thank ABC al teatro Verdi.

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