Siamo un popolo di evasori fiscali?

27 01 2016

Alessandra Paci avvocato e fondatore di Riemergo, associazione a sostegno di chi si indebita (riemergo.org).

«Molti italiani non pagano quanto devono perché non ce la fanno. Secondo l’Osservatorio Cerved, dal 2008 a oggi in Italia sono fallite 82.000 imprese, tra ditte individuali e aziende. E nei primi 8 mesi del 2015, dice Confesercenti, tra negozi e pubblici esercizi, hanno chiuso circa 30 imprese al giorno. Si tratta di persone costrette ad abbassare la serranda per mancanza di clienti oppure di liberi professionisti che, per pagare l’affitto, le bollette e la spesa, lasciano indietro le tasse o l’Iva. Di “furbetti” noi non ne incontriamo: anzi, è gente che prima di questa crisi pagava le tasse addirittura in anticipo e che oggi si vergogna di essere un “evasore”.

Se la pressione fiscale fosse più bassa, tutti loro riuscirebbero a mettersi in regola e l’ammanco dalle casse pubbliche sarebbe minore. Ma, stando così le cose, l’unica soluzione è favorire gli accordi tra chi arranca a coprire le spese e le tasse, come si fa già con la rateizzazione dell’Iva. Oppure pensare a misure simili a quelle introdotte da alcuni Comuni, che permettono di pagare i debiti fiscali attraverso lavori di pubblica utilità».