Siamo un popolo di evasori fiscali?

27 01 2016

Loretta Napoleoni economista e saggista

«In Italia si evade perché, approfittando di condoni e leggine, spesso si riesce a farla franca. Il problema di base è la mancanza di un legame tra il comportamento virtuoso del cittadino e il livello dei servizi ricevuto dallo Stato. In pratica: se io, in cambio delle mie tasse, usufruisco di ospedali efficienti o di scuole valide, sarò motivato a continuare così. Se invece non ricevo benefici equivalenti a ciò che ho versato, preferisco omettere parte del reddito e con gli stessi soldi, magari, iscrivere mio figlio a una scuola privata. Chi ci rimette da questo sistema? I contribuenti onesti e quanti sono “costretti” a essere tali, come i lavoratori dipendenti.

La soluzione? Migliorare i servizi: una svolta che non richiede più investimenti, bensì meno sprechi. Un secondo rimedio, rivolto alle grandi società, sta in un efficace coordinamento fiscale tra Paesi. Pensiamo ai colossi stranieri, come per esempio Apple: fino a poche settimane fa, guadagnava milioni in Italia ma, avendo il suo domicilio fiscale altrove, non pagava nulla. Non è giusto però che si incassino i soldi degli italiani senza restituirne loro, in tasse, almeno un po’».