La felicità è una cosa semplice

18 10 2014 di Elisa Motterle
UNITED STATES - CIRCA 1950s:  Woman ice skating.  (Photo by George Marks/Retrofile/Getty Images)
UNITED STATES - CIRCA 1950s: Woman ice skating. (Photo by George Marks/Retrofile/Getty Images)

Alzi la mano chi non vuol essere (più) felice.
Ma chi è disposto a impegnarsi per diventarlo?

Io ho deciso di darmi da fare.

Perché anche se la felicità è una cosa semplice, questo non vuol dire che sia facile: anzi, spesso, è tutto fuorché scontata.
Osservandomi, per esempio, mi sono accorta che molte volte credo di sapere che cosa mi serve. Ma in realtà non lo so affatto.

Credo succeda a tutti: pensiamo “Se avessi X, Y o Z ( per esempio: più tempo libero, più danaro, un altro lavoro), allora sì sarei felice”.
Ma anche se siamo così fortunati da ottenere quel che desideriamo, dopo un attimo di euforia iniziale ci troviamo punto a capo.

Che poi, mi son trovata a riflettere, la felicità tante volte non è un grande evento, ma più un mosaico di tante piccole cose.
Tutto sta a prendersi il tempo per guardarle, queste cosine, assaporarle, e dare loro il valore che meritano.

Da qualche tempo a questa parte, ho preso l’abitudine di prender nota (a volte per iscritto, altre solo mentalmente) di quelle che io chiamo le “felicità del giorno”. Sono cose da niente, almeno in apparenza: però spesso bastano a fare la differenza tra una giornata “sì” e una “no”.

Per esempio, oggi:

-Ho incontrato una persona nuova sul lavoro, e ho scoperto che è gentile

-Ho trovato (quasi) tutti i semafori verdi tornando a casa dall’ufficio

-Ho sentito la mia canzone preferita alla radio (e non succede MAI; perché quale radio passa Edith Piaf di solito?)

-Ho trovato il tempo per scrivere questo post

E per te, quali sono state le “felicità del giorno?”

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