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L’adozione di un bambino non deve far paura

Un'esperienza straordinaria piena di gioia ma anche di ansia. La campagna sociale del Ciai "Lettera a me stesso" aiuta a capire quello che prova e deve affrontare chi ha adottato un bambino (o sogna di farlo)

Quando la mia amica Francesca mi ha telefonato per dirmi che dopo una settimana sarebbe partita con il marito per andare in Cina a “prendere” Lin Yong, 5 anni, ho sentito nella sua voce un’emozione analoga a quella che aveva espresso la mia collega Raffaella pochi giorni prima di partorire Viola. Un’emozione fatta di gioia ma anche di ansia, di euforia e un po’ di paura. La stessa.

Eppure tante persone guardano all’adozione come a qualcosa di difficilissimo. A una montagna da scalare. Per questo, per convincere che aver paura è naturale ma che è possibile (e meraviglioso) farcela, il Ciai, Centro italiano aiuti all’infanzia che si occupa di adozioni internazionali, ha lanciato qualche giorno fa una campagna sociale intitolata “Lettera a me stesso”. Guardate qui il promo e poi ne  parliamo.

Meraviglioso vero? «Volevamo ripercorrere l’emozione di un’adozione attraverso le testimonianze di chi ci è già passato. È questo il senso dell’iniziativa» spiega la presidente del Ciai Paola Crestani. «Abbiamo imparato tanto in questi 46 anni di lavoro a fianco dei bambini e delle famiglie. Ora vogliamo mettere tutta la nostra esperienza a disposizione delle persone che hanno intenzione di affrontare, o che stanno affrontando, la meravigliosa e impegnativa avventura dell’adozione perché possano sempre sentirsi sostenute da chi, come loro, c'è passato e ce l'ha fatta».

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Per farlo, il Ciai ha chiesto a cinque ignari genitori adottivi di scrivere una lettera a se stessi, immaginando di poterla spedire indietro nel tempo, «proprio nel giorno in cui la loro richiesta di adozione è stata accettata e la loro vita è cambiata per sempre».  Il risultato è un mosaico emozionante, cinque voci che si intrecciano per raccontare una storia comune, per nulla retorica, che porta in vita un messaggio di grande forza e positività: nessuno dice che essere genitori adottivi sia facile, ma sappiate che comunque è possibile farcela.

Ecco Paolo che scrive a se stesso: «Mi chiedono di darti dei consigli su come intraprendere questo meraviglioso, incredibile e indimenticabile percorso. Bene, io ne ho uno solo: sii te stesso. Metti in questo tuo percorso di vita tutta la passione, l’amore, la determinazione, l’ostinazione, la bellezza di cui ti so capace. Per come ti conosco, so che il piccolo che presto entrerà a far parte della tua vita occuperà tutto lo spazio disponibile senza toglierne alle altre persone con cui vivi e cammini tutti i giorni».

E Guido: « La nostra famiglia ha intrapreso un viaggio, viaggio che ancora adesso, 2014, non si sa dove ci porterà, ma che sarà ricco di emozioni, di soddisfazioni, di arrabbiature e chissà». E Giuliana: « Sarà un’esperienza unica ed irripetibile. Il cuore sembra scoppiare dalla gioia, ma anche dalla paura di non essere all’altezza». E Daria: «Poi ci saranno momenti dove penserai che non ce la potete fare, dove direte: "Chi ce l’ha fatto fare?"…ma ci saranno anche giorni splendidi che davvero ripagheranno quelli più difficili».
Non serve aggiungere altre parole alle parole di chi ci è passato.

Guardate il filmato integrale e leggete altre testimonianze sul sito.

E se avete vissuto un’emozione tanto grande e volete raccontarla qui, saremo tutti felici di ascoltarla. Comunque, che abbiate figli oppure no, questa campagna è qualcosa che non dimenticherete.

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