Dalla Libia allo Yemen, le donne in rivolta

22 02 2011 di Simona Santoni

L'ondata di proteste popolari nata in Tunisia ed allargatasi all'Egitto sta continuando ad espandersi a macchia d’olio nel Medio Oriente e in Nord Africa. E si sta facendo sempre più violenta. Se sono soprattutto gli uomini, nel mondo prevalentemente islamico, a scendere in piazza, non mancano le donne. Dietro a veli partecipano alle proteste.
Vediamo i loro volti e i loro occhi in questa gallery fotografica

<p> L'ondata di proteste popolari nata in Tunisia ed <a href="https://www.donnamoderna.com/attualita/news/Egitto-donne-rivoluzione"  target="_self">allargatasi all'Egitto</a>  sta continuando ad espandersi a macchia d’olio nel Medio Oriente e in  Nord Africa. Particolarmente difficile la situazione in <b>Libia</b>, dove sembra che il regime di Gheddafi lanci bombe sui dimostranti con migliaia di morti (l'informazione fa fatica a filtrare nella dura maglia governativa); la  repressione dei regimi ha provocato vittime anche in <b>Bahrein</b> e <b>Yemen</b>.  Manifestanti hanno intanto sfilato ad Algeri e sono iniziate azioni di protesta in Marocco... Se sono soprattutto gli uomini, nel mondo prevalentemente islamico, a scendere in piazza, non mancano le donne. Dietro a veli partecipano alle rivolte. <br />Vediamo i loro volti e i loro occhi attraverso la stoffa dei veli in questa gallery fotografica.</p><p>Nella foto sopra: un momento del sit-in organizzato dai lavoratori immigrati libici a Roma contro il regime di Gheddafi, il 21 febbraio 2011 a Roma davanti all'ambasciata libica.</p> Credits: Ansa / Guido Montani

L'ondata di proteste popolari nata in Tunisia ed allargatasi all'Egitto  sta continuando ad espandersi a macchia d’olio nel Medio Oriente e in  Nord Africa. Particolarmente difficile la situazione in Libia, dove sembra che il regime di Gheddafi lanci bombe sui dimostranti con migliaia di morti (l'informazione fa fatica a filtrare nella dura maglia governativa); la  repressione dei regimi ha provocato vittime anche in Bahrein e Yemen.  Manifestanti hanno intanto sfilato ad Algeri e sono iniziate azioni di protesta in Marocco... Se sono soprattutto gli uomini, nel mondo prevalentemente islamico, a scendere in piazza, non mancano le donne. Dietro a veli partecipano alle rivolte.
Vediamo i loro volti e i loro occhi attraverso la stoffa dei veli in questa gallery fotografica.

Nella foto sopra: un momento del sit-in organizzato dai lavoratori immigrati libici a Roma contro il regime di Gheddafi, il 21 febbraio 2011 a Roma davanti all'ambasciata libica.

<p>A Gaza donne palestinesi tengono un poster di denuncia contro il leader libico Moammar Gadhafi, accusato di essere un assassino, durante una marcia di solidarietà per il popolo libico. </p> Credits: AP Photo/Hatem Moussa

A Gaza donne palestinesi tengono un poster di denuncia contro il leader libico Moammar Gadhafi, accusato di essere un assassino, durante una marcia di solidarietà per il popolo libico.

<p>Sanaa, Yemen: dimostranti anti-governativi alzano slogano durante una manifestazione per richiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh, il 22 febbraio 2011. </p> Credits: AP Photo/Hani Mohammed

Sanaa, Yemen: dimostranti anti-governativi alzano slogano durante una manifestazione per richiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh, il 22 febbraio 2011.

<p>Dimostranti anti-governativi a piazza della Perla a Manama, Bahrein, il 20 febbraio 2011.</p> Credits: AP Photo/Hassan Ammar

Dimostranti anti-governativi a piazza della Perla a Manama, Bahrein, il 20 febbraio 2011.

<p>A Bengasi, il secondo centro più grande della Libia, manifestanti fanno il segno di vittoria a bordo di un veicolo, rivendicando il controllo della città dopo sanguinosi scontri, il 21 febbraio 2011.</p> Credits: AP Photo/Alaguri

A Bengasi, il secondo centro più grande della Libia, manifestanti fanno il segno di vittoria a bordo di un veicolo, rivendicando il controllo della città dopo sanguinosi scontri, il 21 febbraio 2011.

<p>Manifestanti anti-governativi si avvolgono nelle coperte contro il freddo del mattino a piazza della Perla a Manama, Bahrein, il 21 febbraio 2011.</p> Credits: AP Photo/Hassan Ammar

Manifestanti anti-governativi si avvolgono nelle coperte contro il freddo del mattino a piazza della Perla a Manama, Bahrein, il 21 febbraio 2011.

<p>Dimostranti anti-governativi cantano slogan e muovono bandiere a piazza della Perla, a Manama, Bahrein, il 20 febbraio 2011. I manifestanti hanno radicalizzato le loro richieste, chiedendo la fine della dinastia dei Al Khalifa.</p> Credits: AP Photo/Hassan Ammar

Dimostranti anti-governativi cantano slogan e muovono bandiere a piazza della Perla, a Manama, Bahrein, il 20 febbraio 2011. I manifestanti hanno radicalizzato le loro richieste, chiedendo la fine della dinastia dei Al Khalifa.

<p>Bengasi, Libia: cittadini alzano slogan e tengono cartelli nei giorni di disordine. Tra le scritte si legge: "Sciopero, sciopero fino alla caduta del regime" e "Il popolo vuole la caduta del regime".</p> Credits: AP Photo

Bengasi, Libia: cittadini alzano slogan e tengono cartelli nei giorni di disordine. Tra le scritte si legge: "Sciopero, sciopero fino alla caduta del regime" e "Il popolo vuole la caduta del regime".

<p>Donne protestano per il rilascio del loro famigliari dalle prigioni del Cairo, Egitto, il 20 febbraio  2011. Dimostranti chiedono la scarcerazione di prigionieri politici e manifestanti anti-governativi arrestati la scorsa settimana e ancora in cella.</p> Credits: AP Photo/Hussein Malla

Donne protestano per il rilascio del loro famigliari dalle prigioni del Cairo, Egitto, il 20 febbraio  2011. Dimostranti chiedono la scarcerazione di prigionieri politici e manifestanti anti-governativi arrestati la scorsa settimana e ancora in cella.

<p>Una  donna piange appena fuori dal cimitero di Malkiya, Bahrein, il 22 febbraio 2011, durante la sepoltura di Redha Bu Hameed,  morto durante gli scontri tra esercito e manifestanti anti-governativi.</p> Credits: AP Photo/Hasan Jamali

Una  donna piange appena fuori dal cimitero di Malkiya, Bahrein, il 22 febbraio 2011, durante la sepoltura di Redha Bu Hameed,  morto durante gli scontri tra esercito e manifestanti anti-governativi.

<p>A Madrid, in Spagna, dimostranti mostrano slogano contro Gheddafi, in una manifestazione contro il regime libico, il 21 febbraio 2011. Nei cartelli si legge: "Basta con i massacri e il sangue".</p> Credits: Ansa/EPA/Kote Rodrigo

A Madrid, in Spagna, dimostranti mostrano slogano contro Gheddafi, in una manifestazione contro il regime libico, il 21 febbraio 2011. Nei cartelli si legge: "Basta con i massacri e il sangue".

Riproduzione riservata