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Marine Le Pen: chi è e perché ha vinto le elezioni in Francia

Marine Le Pen, leader del partito conservatore Front National, è in testa alle elezioni regionali francesi. Per riuscirci, ha silurato il padre, superato un'infanzìa difficile e due matrimoni finiti. Ora i francesi la amano, lei vive con tre figli e un nuovo compagno, ha dietro le spalle tante amiche preziose e davanti agli occhi un obiettivo ambizioso: la presidenza

Alta, bionda, voce rauca. Look perfetto. Il lato che non diresti della donna che ha conquistato la politica francese è nel suo modo di proporsi. Classe 1968, avvocato, Marine Le Pen è il volto rampante della nuova destra francese: leader del Front National, il partito che alle amministrative di domenica 5 dicembre ha raccolto quasi il 28%. “La rivolta del popolo contro le élite”, ha commentato la leader del Fn. “E i numeri cresceranno ancora”. Ma chi è veramente Marine Le Pen?

Le amiche: un team di consulenti perfetto

Il suo modo di presentarsi al pubblico è un elemento che colpisce. E dietro il look, a come appare in tv o in pubblico, non c'è un vero consulente di immagine, ma un gruppo di amiche interno al suo stesso partito. I ben informati dicono che arrivi quasi sempre senza trucco. Ci pensano poi le sue amiche a vestirla, pettinarla e truccarla, prima di ogni intervista. Insomma, le “spin doctor” di Marine Le Pen sono un cerchio di confidenti stile “Sex and the city”. E con le quali condividerebbe quasi tutto.

Il suo mito: il Conte di Montecristo

Libro preferito: “ Il Vecchio e il Mare”, di Ernest Hemingway, ma è appassionata anche di Victor Hugo, Stephen King, Alexander Dumas (fra i suoi miti c'è il Conte di Montecristo). Per la poesia si affida a Charles Baudelaire. La sua cantante preferita è Adele.

La carriera politica: comincia a 8 anni con un incendio

Il padre, Jean-Marie, nel 1972 aveva fondato il Front National: Marine Le Pen l'ha prima sostituto nel 2011 alla guida del partito e poi “ripudiato” completamente nel 2015, togliendogli anche la carica di presidente onorario (effetto di una pulizia interna al partito). Il battesimo politico di Marine avviene a 8 anni, quando una bomba sventra la villa di famiglia. “In quella notte orrenda – racconta la leader del Fn – presi coscienza che mio padre non veniva trattato come gli altri”. A 15 anni cominciò a seguirlo nella campagne municipali.

L'infanzia disastrata: una madre lontana per 15 anni

Ha due sorelle più grandi, Marie-Caroline e Yann. Non saranno i genitori a crescerle, presi da politica e altre faccende. Nel 1984, la madre abbandonerà il tetto coniugale. “Mamma è partita, ha preso le sue cose e se n’è andata. Per sempre. Così mi disse quel giorno mia sorella Yann all’uscita di scuola. Aspettai per settimane una sua telefonata, vomitai ogni santo giorno per un mese e mezzo”, ha raccontato in “À Contre Flots”, autobiografia di Marine Le Pen. Fra le due, il silenzio è durato 15 anni. Poi c'è stato il riavvicinamento. A scuola, invece, è stata un'ottima studentessa anche se amava divertirsi. La chiamavano “Nightclubeuse”, la “discotecara”, per i molti locali frequentati fra Parigi e la Bretagna.

La vita di coppia: due matrimoni e una convivenza

Ha tre figli, tutti dal primo matrimonio. La primogenita è Jehanne, che sarebbe Giovanna in francese: perché Santa Giovanna D'Arco è la patrona del Front National. Poi i gemelli Louis e Mathilde. Nel 1999, si è risposata con l' ex segretario nazionale del partito. Dal 2009 convive con Louis Aliot, ex giocatore di rugby di Tolosa, anche lui ora in politica con Fn.

La ricetta politica: rendere più moderno un partito "antico"

Marine Le Pen si è imposta eliminando dal proprio partito ideologie troppo estreme, quasi da destra nazi-fascista. Il Front National aveva preso quella piega, quando era guidato dal padre. Lei ha avviato una grande campagna di pulizia, prima di tutto in casa. Via tutto quel che era imbarazzante: riferimenti anti-semiti, ai passati coloniali della Francia, frasi xenofobe e razziste (di qui, l'epurazione del padre Jean-Marie dalla presidenza onoraria del partito). Obiettivo: svecchiare l'immagine del movimento politico, renderlo moderno. Mettere i francesi e la loro identità di popolo al centro. La conquista dell'europarlamento nel maggio del 2014 aveva già spostato l'agenda sui temi anti-euro. Dopo i fatti di Parigi, questa si è ancor più riposizionata sui temi anti-Isis, anti-Islamici e anti-immigrazione. Ha aperto anche ai gay.

L'obiettivo del 2017: la presidenza

La vittoria del Front National, secondo la sinistra europea, è l'effetto di una politica che parla alla pancia degli elettori, sui temi come migranti, Islam radicale ed euro e che fa leva sui sentimenti della paura, in tutta l'Unione. Via facebook, il presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Se l'Europa non cambia il suo corso ora, le istituzioni rischiano di diventare i migliori alleati di Marine Le Pen e di coloro che cercano di imitarla. Senza un disegno strategico, soprattutto sull'economia e sulla crescita, i populisti vinceranno prima o poi anche alcune elezioni politiche nazionali”. Ma per Giorgia Meloni di Fdi, la leader della destra francese ha preso voti perché è “coraggiosa contro gli irresponsabili dell'Ue”. Esulta anche Matteo Salvini, Lega Nord: “È la vittoria della speranza. Siamo razzisti? No, siamo normali”. Marine Le Pen ha detto di essere pronta per l'Eliseo, cioè la presidenza della Francia. Si voterà nel 2017.

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